Chi è il mio prossimo?

Esempio di Digital STorytelling
sull'amore agli altri

La vita dell'uomo è caratterizzata dal suo relazionarsi ogni giorno con l'altro; nella relazione, infatti, l'uomo scopre il vero significato della sua esistenza e la via per essere felice. Ma chi è per noi l'altro? E come rapportarci con chi ci sta vicino?

OBIETTIVI

1) Far comprendere il messaggio di Gesù

2) Calare le parole di Gesù nella vita di tutti i giorni

3) Sentire la vicinanza con le persone "prossime"

CHI è L'ALTRO?                                            E COME FARSI SUO PROSSIMO?

A chi gli chiede: "Chi è il mio prossimo?", Gesù risponde con una parabola piuttosto scioccante per i suoi ascoltatori, perché presenta come esempio da seguire proprio un Samaritano, cioè il membro di un popolo che, al tempo di Gesù, non era affatto ben visto.

La parabola del Samaritano (Lc. 10,25-37)

Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all'albergatore, dicendo: "Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno". Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nelle mani dei briganti?". Quello rispose: "Chi ha avuto compassione di lui". Gesù gli disse: "Va e anche tu fai così".  

Immagine del BUON SAMARITANO

(http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/f6/Samaritan.jpg)

che soccorre l'uomo incappato nei briganti. Sullo sfondo il levita e il sacerdote che sono passati senza fermarsi.

Dove ci troviamo???

Gerico (Jericho) è una città della Cisgiordania, situata in prossimità del fiume Giordano, lungo le pendici orientali dell’altopiano di Giudea, a Nord-Est di Gerusalemme, con una popolazione di circa 18.300 abitanti.

È situata a -240 metri s.l.m. nella depressione del Mar Morto, in una zona fertile ma circondata dal deserto di Gerico. Questo spiega perché il vangelo afferma che l'uomo incappato nei briganti "scendeva" da Gerusalemme a Gerico, città che in realtà si trova più a nord ma è collocata più in basso.

Almeno tre distinti insediamenti sono esistiti in prossimità della collocazione attuale per più di 11.000 anni. Si tratta infatti di una posizione favorevole sia per la disponibilità di acqua sia per la sua collocazione sulla via che passa a nord del Mar Morto. È il sito più basso della Terra ad essere stato permanentemente abitato e, in seguito a datazioni ipotizzate da studi sulle rovine ritrovate, sembrerebbe che Gerico (insieme a Damasco) sia una delle città più antiche del mondo. Non è chiaro quando sia stata fondata ma alcune scoperte farebbero risalire la nascita della città ad 8.000 anni prima di Cristo.

Scopriamo il significato delle parole...

SAMARITANI: sono gli abitanti della Samaria. Sono disprezzati dagli Ebrei per la loro origine promiscua risalente, come riportato nella Bibbia (2 Re 17,24-41), intorno al 721 a.C. dalla fusione tra i pochi cittadini del Regno d'Israele rimasti nella loro terra e i coloni là deportati dagli Assiri, la qual cosa diede vita ad una religiosità spuria, mai accettata dal giudaismo. Gesù li presenta per ben due volte come esempio da seguire (Lc. 10,25-37 e 17,11-19).

OLIO E VINO: all'epoca di Gesù si utilizzava l'olio per calmare il dolore e il vino o l'aceto per disinfettare.

SACERDOTE: è colui che prestava servizio nel santuario del Tempio. Non poteva contaminarsi con il sangue e quindi passò oltre.

LEVITA: appartenente alla tribù di Levi. I leviti aiutavano i sacerdoti nel servizio al Tempio di Gerusalemme.

Intervista impossibile

Intervistatore: Buongiorno signor samaritano...

Samaritano: Buongiorno!

Intervistatore: Lei sa che è diventata una persona famosa?

Samaritano: Ah si? E perché?

Intervistatore: La gente pensa che abbia fatto qualcosa di fantastico...

Samaritano: Non mi risulta, sono un poveraccio, non conto niente nella società...

Intervistatore: Se non conta niente per la gente non lo so, ma sono certo che per Gesù lei è importantissimo, ne ha parlato proprio in un Suo discorso...

Samaritano:  Conosco Gesù! E' un mio amico, perché malgrado sia un ebreo non ha rifiutato di incontrarmi anzi è proprio in seguito all'incontro con Lui che la mia vita è cambiata.

Intervistatore: In che senso è cambiata?

Samaritano: Qualche tempo fa, stavo discutendo insieme ad un gruppo di Ebrei su questioni teologiche. In particolare dibattevamo su quale sia il monte presso il quale bisogna adorare il nostro Dio: io sostenevo il monte Garizim, loro dicevano Sion. Alla fine, la discussione si è fatta molto animata, alcuni farisei hanno iniziato a prendere in mano delle pietre e c'era chi ha iniziato ad urlare:"Lapidiamolo!!!". Le cose si stavano mettendo veramente male, perché ero rimasto da solo e nessuno mi difendeva... Quando ormai credevo che non ne sarei venuto fuori vivo, ecco arrivare Gesù che ha detto: "Non è importante dove adorare Dio, l'importante è farlo in spirito e verità!". Detto questo, tutti i miei avversari se ne sono andati.

Intervistatore: E Gesù non ti ha detto nient'altro?

Samaritano: Si, mi ha spiegato che adorare in spirito e verità significa AMARE DIO e il PROSSIMO!.

Intervistatore: Ma cosa c'entra questo con quello che ti è successo con il poveraccio derubato dai briganti?

Samaritano: Quando ho visto quel poveretto a terra, mezzo morto, ho pensato che quello avrei potuto essere io se non fosse intervenuto Gesù quella volta: Lui mi ha salvato e mi ha spronato a fare altrettanto...

Intervistatore: Lo sa che lei d'ora in poi sarà ricordato come colui che si è fatto prossimo?

Samaritano: Io non lo so per cosa sarò ricordato e sinceramente neanche mi interessa... so solo che Gesù ha insegnato che queste divisioni campanilistiche che ci portiamo dietro non hanno molto senso e che l'unica cosa che conta è.... l'AMORE!

"Un abbraccio vero, caldo,
salva dall'abisso di
solitudine e dolore
che talvolta prende il cuore
"

La frase spiega molto bene questo dipinto di F. Hodler, Il buon samaritano, conservato a Zurigo e ci aiuta a sottolineare come GESU' sia il COMPIMENTO DELL'AMORE infatti Egli non è venuto ad abolire la Legge data da Dio nell'Antico Testamento ma a darle compimento (Mt. 5,17) attraverso la riscoperta dell'essenziale: l'amore.

Chi agisce mosso non dall'egoismo ma dall'amore, dal dono, dalla generosità disinteressata, chi accoglie tutti come fratelli è il vero discepolo di Gesù, un "cristiano" appunto. Ci ricorda san Paolo:"Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Gesù " (Fil. 2,5).

Ma è possibile ATTUALIZZARE questa parola???  

PARABOLE MODERNE
DEL BUON SAMARITANO

Riflessione su alcuni fatti di cronaca realmente accaduti che ci richiamano all'attualità della parabola evangelica del buon samaritano...

- SI PRENDE CURA DELLA MADRE E DEL SUO BIMBO

Una ragazza rumena incinta, di appena vent'anni, è stata abbandonata dal compagno poco dopo il suo arrivo in Italia. l'uomo le ha lasciato un biglietto con su scritto:"Torna da sola in Romania". La ragazza, che parla molto poco la nostra lingua, va quindi alla stazione Termini ma si sente male a causa delle doglie e viene trasportata in ospedale dove incontra la signora Letizia: "Ho visto quella giovane disperata con il pancione e ho cercato di aiutarla, mi si è stretto il cuore vedendola piangere e sapendo che era sola e che non aveva nessuno", dice la signora in un'intervista rilasciata al Messaggero. Letizia poi racconta: "Mi hanno detto di andare al Pronto Soccorso, ma per la visita ginecologica erano necessari la prenotazione e il ticket. Lì un'infermiera credeva che volessimo saltare la fila nell'ambulatorio, ma la ragazza stava veramente male". Letizia ha seguito la donna in sala parto e quando sono arrivati i servizi sociali, temendo che potessero portarle via il bambino, ha deciso di "adottare" la ragazza e il figlio neonato per poterli aiutare e prendersi cura di loro, portandoli a casa sua.

(Metronews, 24 Aprile 2013, video intervista in: http://video.ilmessaggero.it/index.jsp?videold=7092§ionld=13&t=roma-adotta-neo-mamma-e-bimbo-romeno)

- DOTTORESSA TRAVOLTA E UCCISA MENTRE SOCCORRE UN FERITO

E' morta mentre prestava soccorso a un uomo ferito in una rissa, vittima degli aggressori che l'hanno investita deliberatamente. E' successo ieri sera nel Bergamasco e la vittima è una ginecologa. Il medico si era fermato per soccorrere un indiano ferito nel corso di una rissa tra immigrati. La donna è stata investita e uccisa dagli stessi aggressori che volevano "finire" l'uomo. Identificato l'investitore, con lui sono stati portati in caserma anche altri connazionali. La dottoressa, 44 anni, lavorava come ginecologa a Brescia. Il bilancio complessivo dell' episodio è di due morti e otto feriti. "Eleonora non poteva non fermarsi: era fatta così, ha sempre fatto di tutto per gli altri"; la mamma della ginecologa, straziata dal dolore, ha voluto evidenziare lo spirito altruista della figlia. Ricordano alcuni residenti che nel paese dove abitava che "Eleonora ha fatto nascere tantissimi bambini e che il suo ambulatorio era sempre pieno di mamme, italiane e straniere senza alcuna differenza. Dopo aver ricevuto le mamme per la visita, il suo ambulatorio spesso rimaneva aperto anche per le ragazze straniere che visitava gratuitamente o per chi aveva bisogno di un consulto. Non ha mai chiuso la porta in faccia a nessuno".

(Avvenire, 9 Settembre 2013, "Dottoressa travolta e uccisa mentre soccorre un ferito" in: http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/bergamo-dottoressa-travolta-e-uccisa-mentre soccorreva-.aspx)

LA PROSPETTIVA RIBALTATA DI GESù...

Per Gesù l'aspetto più importante non è scoprire il volto del prossimo da aiutare, ma farsi prossimo a tutti!!! PERCHE'? Chi ha conosciuto l'amore di Gesù può caricare sulle sue spalle ogni fratello e sorella, ogni amico e amica, ogni parente e conoscente, ma anche ogni uomo sconosciuto e bisognoso. Questo permette, ancora oggi, di seminare amore tra tante forme di violenza; di seminare delicatezza e attenzione, tra tante forme di indifferenza e superficialità; di seminare sincerità, tra tante forme di ipocrisia.

Il testo della canzone lo spiega bene: "quel viandante sulla via di Gerico è una sfida alla tua fedeltà, all'amore che per primo ti ha donato Dio; devi dare mente, cuore e anima, proprio come ci ha insegnato Lui, per curare le ferite dell'umanità". Con il Signore tutto questo è possibile e realizzabile!     

spieghiamolo con l'arte!

Icona contemporanea del buon Samaritano in: http://www.piccoloeremodellequerce.it/gliko/Preghi...

In questo dipinto vengono rappresentate tre scene:

- a sinistra "la violenza"  subita dal viandante;

- a destra "l'indifferenza" del sacerdote e del levita che provano fastidio;

- al centro "la cura amorevole" del buon Samaritano che si china davanti a chi è bisognoso.

In alto è raffigurato il Cristo Pantocratore con la mano destra benedicente, mentre sullo sfondo vengono raffigurati sia il deserto dove si nascondevano i briganti, sia, oltre i monti (simbolo della teofania o manifestazione di Dio), le mura di Gerico dove il sacerdote e il levita si recano dopo il turno settimanale al Tempio. Le due anfore rappresentano i medicamenti usati dal samaritano per curare il viandante (vino ad alto grado alcolico per disinfettare e olio per lenire il dolore). Da notare che il viandante percosso è raffigurato con le sembianze di Cristo, ma la figura che si vuole sottolineare, "l'attore principale", è COLUI CHE SI CHINA piuttosto di colui che viene medicato, infatti in primo piano al centro risalta la cura amorevole del buon Samaritano che si china davanti a chi è bi­sognoso... Tutta la raffigurazione è contenuta in un quadrato, simbolo della creazione e dell’onnipotenza di Dio Padre, crea­zione nella quale il Verbo di Dio interviene prendendo carne. Cristo Pantocratore è contenuto in un cerchio, simbolo dell’unicità di Dio Uno e Trino, vero Dio e vero Uomo, simboleggiato anche dal manto blu e la tunica rossa. Infine, la raffigurazione essenziale presenta una parte verticale e una orizzontale proprio come la croce dove la morte (linea orizzontale) viene vinta dalla vita, dall'amore (linea verticale) che OGNI UOMO è chiamato a donare.

...alcune parabole che i ragazzi della scuola secondaria superiore hanno ideato...

- Un turista indiano di fronte alla Cappella degli Scrovegni, ha un improvviso malore ed è costretto a coricarsi. La gente che passa non bada a lui, anzi ne è quasi inorridita e schifata poiché il povero signore manifesta spasmi di dolore. Ad un certo punto un ragazzino di appena 11 anni lo nota, gli si avvicina e subito chiama i suoi genitori affinché possano mettersi in contatto con l'ospedale più vicino. Inoltre il ragazzo dona i suoi pochi risparmi all'uomo malato, dicendogli che non è molto ma spera che possa bastare. Il signore conosce abbastanza bene la lingua italiana e con un ultimo filo di voce dice al bimbo: "Mi hai fatto dono di un tesoro più grande di quanto qualsiasi altra persona adulta avrebbe mai potuto offrimi". Grazie al suo intervento, il ragazzino ha salvato non solo la vita di una persona, bensì di un'intera famiglia, perché il turista lavora in Italia per mantenere la moglie e i figli.

- Al centro di Roma un mendicante giace in un parco dopo aver subito atti di violenza da parte di alcuni giovani. E' ferito e sanguinante. Un medico che passeggia in quel parco con la famiglia lo vede e non se ne cura; una suora che passa fa lo stesso. Solamente un rom vedendolo si ferma e gli presta soccorso accompagnandolo in ospedale, non curandosi dei rischi a cui va incontro per la mancanza del permesso di soggiorno. Questo fatto è riconducibile alla parabola del buon samaritano perché, nonostante i pregiudizi che si possono avere nei confronti dei rom, quest'ultimo è stato l'unico che ha dimostrato umanità e carità cristiana.

CREA ORA LA TUA STORIA!!!

Partendo da questi racconti come spunto, prova anche tu a scrivere una PARABOLA IN CHIAVE MODERNA DEL BUON SAMARITANO ambientandola nella tua zona...

Per la VALUTAZIONE verranno presi in considerazione i seguenti parametri: il coinvolgimento dell'alunno e l'attenzione in classe al momento della presentazione del lavoro; la comprensione del messaggio della parabola;  la capacità di calarla nella propria vita in maniera coerente; la completezza del testo finale richiesto.

La valutazione verrà effettuata secondo una scala che va da insufficiente (1) a sufficiente (2), buono (3) e ottimo (4) utilizzando la seguente griglia: insufficiente se l'alunno non è coinvolto e non ha prestato attenzione in classe, non ha chiaro il messaggio della parabola e non riesce a calarlo nella propria vita, ha prodotto un testo finale scorretto e incompleto; sufficiente se il coinvolgimento e l'attenzione prestati in classe sono risultati in parte positivi, è risultato abbastanza chiaro il messaggio della parabola, sufficientemente adeguato il collegamento con la propria vita e se il testo prodotto risulta abbastanza corretto e appropriato; buono se l'alunno ha prestato attenzione e si è coinvolto durante la presentazione del lavoro, ha compreso il messaggio della parabola sapendolo adattare alla propria vita, ha prodotto un testo corretto e coerente; ottimo se l'ascolto e la partecipazione al momento della presentazione sono risultati molto positivi, l'alunno ha saputo comprendere bene il messaggio della parabola rapportandolo in maniera adeguata alla propria vita ed il testo prodotto è risultato completo, chiaro e originale.

Comment Stream