GLI EBREI

L'origine

Secondo la tradizione religiosa gli Ebrei sono originari di un territorio chiamato nell'Antico Testamento Terra di Canaan, un'area che coincide più o meno con la zona attualmente occupata dallo Stato di Israele, dal Libano, dalla Palestina e dalla Giordania. L'origine della parola sembra derivare dall'arabo ever, che significa "al di là", perchè gli Ebrei sarebbero venuti nella Terra di Canaan dal Paese al di là del fiume Eufrate. In effetti, secondo la Bibbia, il patriarca Abramo sarebbe entrato da Ur (in Babilonia) e i suoi discendenti, trasferiti in Egitto, si sarebbero moltiplicati formando 12 tribù, tornate poi in Palestina guidate da Mosè (Esodo) per sfuggire alle persecuzioni degli Egiziani.

La Storia

Una volta rientrati in Palestina gli Ebrei lottano per riconquistare la loro terra che era dominata dal popolo dei Filistei ed alla fine, guidati dal re David (famoso il racconto della Bibbia di Davide contro Golia), riescono nell'impresa. Dopo poco però il popolo ebreo si divide in due regni, quello di Israele e quello di Giuda che in momenti diversi cadono sotto dominazioni straniere, prima quella degli Assiri, poi dei Babilonesi ed infine dei Romani. Durante queste dominazioni gli ebrei lasciavano la loro terra dando origine al fenomeno della diaspora che significa dispersione, esilio. Con i Romani ci fu la diaspora più grande; nel 70 dopo Cristo si assiste ad un abbandono in massa della Palestina da parte di tutti gli Ebrei dopo un tentativo di rivolta contro i Romani fallito miseramente. Questa data è molto importante perchè la storia degli Ebrei si può dividere in due grandi periodi: dalle origini alla diaspora del 70 dopo Cristo e da questa al sec. XIX. Fino a quel momento si assiste all'emigrazione degli Ebrei che vanno a cercare fortuna altrove rimanendo legati tra loro solo dalla religione. Dal sec. II in poi in Asia (Persia, Mesopotamia, Arabia) e in Europa (Italia, Spagna, Francia, Germania, in Inghilterra e nell'Europa orientale) si formano comunità e nuclei ebraici che hanno e avranno nel corso del Medioevo e dell'Età moderna una grande importanza. A partire dal Medioevo si assiste anche all'inizio di un fenomeno contrario agli Ebrei che poi verrà chiamato antisemitismo; questo nasce per due motivi, uno religioso ed uno economico. Il motivo religioso è fondato sul fatto che gli Ebrei sono accusati dai Cristiani di aver ucciso Gesù ed il secondo era causato dal fatto che gli Ebrei erano diventati nelle città molto ricchi perchè a loro era permesso di commerciare roba usata e praticare l'usura, cioè prestare i soldi per un certo periodo di tempo e chiederne una percentuale in più alla restituzione. Questa forma di antipatia nei confronti degli Ebrei diventò sempre più grave e violenta; all'inizio si costringevano gli Ebrei ad andare a vivere in quartieri separati chiamati ghetti ma poi inziarono persecuzioni vere e proprie con uccisioni e massacri. Tutto ciò proseguì, tra altri e bassi, fino alla metà del 18° secolo quando nacque un movimento chiamato sionismo per far tornare gli Ebrei sparsi per il mondo nella terra dove abitavano prima della diaspora, la Palestina. Questo movimento ebbe successo; il massacro durante la seconda guerra mondiale a causa dei nazisti fece tornare in Palestina tanti Ebrei e grazie all'appoggio di alcune nazioni dell'Europa, soprattutto l'Inghilterra, nel 1948 nacque lo Stato di Israele. Questo evento creò molto presto problemi tra il nuovo stato e le popolazioni arabe che occupavano quei territori prima del ritorno degli Ebrei. Così inizia il conflitto arabo-israeliano che putroppo dura ancora. Con queste guerre Israele cercava di ingrandire il suo territorio e gli Stati Arabi, soprattutto Egitto, Siria e Giordania, cercavano di riprendersi le terre che prima gli appartenevano.