San Giorgio

(1415-17)

L’opera è una statua a tutto tondo, ma inserita in una nicchia. Fu commissionata dall’arte dei corazzai, quando, nei primi decenni del ‘400, fu ricostruita la chiesa di Orsanmichele e, per le nicchie esterne, ogni corporazione fece scolpire la statua del santo protettore, rivolgendosi agli scultori più "in voga". Il santo è raffigurato nel momento in cui sta per agire: è pronto e vigile. Ciò si intuisce dalla posizione delle mani: l’una si sta stringendo, l’altra si sta per chiudere sullo scudo. I capelli corti, inusuali per l’epoca, richiamano il modello classico di eroe. Il collo forte ed il corpo muscoloso, che si intravede sotto la corazza, rivelano solidità e possanza. Il volto è quello di un giovane prestante, i cui bei lineamenti (ma non perfetti) servono a ricordare la fermezza morale di San Giorgio.

“una vivacità fieramente terribile e un meraviglioso gesto di muoversi entro quel sasso” secondo la celebre e felice espressione del Vasari.