Piero della Francesca: Il battesimo di Cristo

1460 circa

La tavola raffigurante il Battesimo di Cristo, composta attorno al 1460, fu venduta ad un collezionista nel 1859, per poi essere definitivamente acquistata dalla National Gallery. Essa fa parte di un trittico di stile gotico che fu concluso da Matteo di Giovanni. Sono riscontrabili nel dipinto le caratteristiche fondamentali della pittura di Piero della Francesca:

  • struttura geometrica precisa che pone al centro della cena Cristo e la colomba (in particolare le diagonali e le assi che convergono all'altezza dell'ombelico di Gesù)
  • rapporti matematici e proporzionali tra le figure e lo spazio
  • pennellate leggere e sottili
  • fierezza dei volti e degli sguardi

Il noce, posto quasi al centro della scena, è in ricordo dell'antica denominazione della valle in cui sorge Sansepolcro, nonchè allusione al legno della croce, contrapposta al battesimo. Sulla destra è raffigurato un uomo nell'atto di togliersi gli indumenti, simbolo dello spogliarsi dei propri peccati, mentre dalla parte opposta del dipinto si trovano tre angeli, uno dei quali rivolge lo sguardo verso lo spettatore. Questa era una tecnica molto usata dagli artisti per attirare l'attenzione dell'osservatore e renderlo partecipe della scena.  Infine è proposto un confronto con il Battesimo di Cristo di Beato Angelico, di stile notevolmente diverso e conservato a Firenze, presso il Museo di San Marco. Innanzitutto la prospettiva usata da quest'ultimo è tutt'altro che matematica e, in secondo luogo, il dipinto appare di stampo gotico. L'unica analogia che individuo tra le due opere si concentra nell'immagine di Cristo, in entrambe di una carnagione talmente pallida da riflettere la luce.