STILE SEVERO
480-450 a.C.

Nel periodo compreso tra la fine del Vi secolo a.C. e la conclusione delle guerre persiane, comincia un processo di trasformazione dello stile della statuaria greca. Si è soliti chiamare questo nuovo stile, che precede quello classico, severo. Tale aggettivo è solo indicativo della scomparsa di quel sorriso caratteristico delle maggior parte delle sculture arcaiche. Nello stile severo si può osservare il ripetersi di alcune caratteristiche morfologiche: la testa tondeggiante, bocca piccola e labbra carnose, massa muscolare ben distribuita nella struttura corporea. Inoltre, una caratteristica fondamentale dello stile severo  è la perdita della posa rigida e statica della statuaria arcaica che diventa più complessa e vitale.

Tra le opere più significative dello stile severo troviamo: l'Efebo di Kritios, Zeus di Capo Artemisio e l'Auriga di Delfi.

In particolare è bene soffermarci sull'Efebo di Kritios (480 a.C.), esempio più importante di questa trasformazione. La scultura, purtroppo mancante di alcune parti, è caratterizzata dalla rotazione leggera della testa verso la sua destra e dall'aver spostato il proprio peso sulla gamba sinistra arretrata. Di conseguenza il fianco corrispondente sporge fuori , mentre ruota leggermente sollevandosi a sinistra. Tale insieme di soluzioni, di per sé già innovativo, contrasta fortemente con l'appoggio  su entrambe le gambe proprio dei kouroi arcaici, pur lasciando inalterata la frontalità del busto. Ciò vuol dire sapere quello che la statua sta facendo, se è in posizione di riposo o in movimentoe in che modo il peso viene scaricato a terra.