IL GOTICO

il termine nel corso dei secoli

Il termine "Gotico" entrò in uso tra gli umanisti italiani del XV secolo per definire quegli aspetti dell'arte francese e tedesca del XII secolo che, alla luce di un passato classico idealizzato, erano, secondo il loro pensiero, da ritenersi inferiori e dotati di una chiara connotazione negativa.

Per la sua provenienza francese, in età medievale l'architettura gotica era chiamata opus francigenum. A Venezia, invece, viene conosciuta come modo di costruire "alla todesca"; in ogni caso se ne riconobbe sempre l'origine nordica (in seguito, quando al disprezzo si sostituì la curiosità, ci si cominciò ad interrogare sulle innovazioni architettoniche gotiche, formulando l'associazione dell'arco acuto, innovazione gotica, all'intrecciarsi dei rami degli alberi nelle foreste, il luogo di provenienza delle popolazioni nordiche).

Questa denominazione, conferita dal rinacsimentale Giorgio Vasari nelle sue "Vite", richiama il popolo dei Goti, popolazioni germaniche responsabili della caduta dell'impero romano ed artefici del Sacco di Roma nel 410 d.C. Il termine quindi, con quanto di rozzo, misterioso e forse ridicolo poteva suggerire, doveva sembrare adeguato a esprimere il disprezzo nei confronti della selvaggia architettura del Nord. Quando, però, nell' ultimo decennio del XVIII secolo, si scatenò a Parigi la Rivoluzione francese, il termine utilizzato per identificare la scatenata folla parigina fu "vandalismo", proprio perché ormai il termine "Gotico" aveva perso la sua accezione negativa e non era più sinonimo di distruzione gratuita e sconsiderata.

Nel primo periodo rinascimentale questa accezione negativa fu estesa a tutto il Medioevo, inteso come periodo oscuro e decadente dell'arte in tutte le sue forme; in pratica non si fece distinzione tra lo stile Gotico e quello Romanico, comparandoli solo generalmente all'arte classica e commentandone la "decadenza" rispetto ad una manifestazione artistica "perfetta", in seguito alla quale l'arte sarebbe stata "riportata alla luce" solo col Rinascimento. Nemmeno in quel periodo esisteva una percezione di distacco da quella che era l'arte Romanica.

La contrapposizione tra il Gotico e il Romanico sostituì quella tra Medioevo e arte classica soltanto nel XVIII secolo; a ciò seguì una generale rivalutazione (inizialmente solo inglese e tedesca) dell'arte Gotica, che si tradusse poi in un vero e proprio revival (il Neogotico), che gradualmente si fece largo anche in Francia e poi in Italia.