L'UNIVERSO

IL Big-bang

Spesso ci si domanda se sia vero che soltanto corpi celesti “piccoli” come i pianeti e i satelliti sono in movimento, mentre le stelle restano immobili in un punto. D'altra parte sappiamo che gli spostamenti che si osservano nella sfera celeste sono in realtà dovuti ai movimenti del nostro pianeta. L’universo intorno a noi, quindi, è immobile o in qualche modo si muove?

Questa domanda ha una risposta: l’universo, infatti, è in continua espansione e quindi tutti i corpi celesti sono in continuo movimento. La prova primaria è il fenomeno chiamato redshift. La luce proveniente dalle galassie, infatti, nel tempo tende a spostarsi verso il rosso, in generale verso l’infrarosso. Ciò vuol dire che questi corpi celesti si stanno allontanando dal nostro pianeta, con velocità differenti. Questo fenomeno di allontanamento viene chiamato moto di recessione delle galassie.

Il redshift è inoltre una delle prove a favore della teoria cosmologica del Big Bang, letteralmente “grande botto”. Secondo questo modello tutta la materia si trovava inizialmente in un solo punto. In questa zona era contenuta un’altissima quantità di energia, che ne ha causato una sorta di esplosione e ha dato origine all’universo. La materia ha quindi iniziato ad allontanarsi da quel punto di origine, espandendosi sempre di più.

Anche la percentuale di idrogeno gassoso (75%) e di elio (25%) nell’universo può costituire prova a sostegno della teoria del Big Bang. L’elio infatti potrebbe derivare dall'idrogeno attraverso reazioni di fusione nucleare, ma la quantità è tale da far pensare che fosse già presente prima della nascita dell’universo.

La prova più importante è la presenza della cosiddetta radiazione cosmica di fondo, la quale può essere captata in qualsiasi zona del cielo. Essa deriverebbe dall’energia contenuta inizialmente e liberatasi durante il Big Bang. La radiazione si è espansa in tutte le direzioni insieme all'universo.