FILIPPO BRUNELLESCHI.
Un architetto moderno.

ritratto di Filippo Brunelleschi, Masaccio

Cappella Brancacci, san Pietro in Cattedra

"Molti sono creati dalla natura piccoli di persona e di fattezze, che hanno l'animo pieno di tanta grandezza ed il cuore di sì smisurata terribilità, che se non cominciano cose difficili e quasi impossibile, e quelle non rendono finite con meraviglia di chi le vede, mai non danno requie alla vita loro [...] come apertamente si vide in Filippo di ser Brunellesco, sparuto nella persona [...] ma d'ingegno tanto elevato, che ben si può dire ch'ei ci fu donato dal ciel per dar nuova forma all'architettura, già per centinaia d'anni smarrita; nella quale gli uomini di quel tempo in mala parte molti tesori avevano spesi, facendo fabbriche senz'ordine, con mal modo, con tristo disegno, con stranissima grazia, e con peggior ornamento" (Vasari, Vite)

Figlio del notaio ser Brunellesco Lippi, fin da giovane Filippo (1377-1446), nonostante facesse parte dell'alta borghesia fiorentina e avesse ricevuto una formazione classica, mostrò interesse per le scienze esatte e, in particolare, una certa predilezione per il disegno, la scultura e l'architettura. Egli quindi, dopo anni durante i quali si era dato all'oreficeria, dedicò la sua intera vita all'architettura; alcuni soggiorni a Roma insieme all'amico Donatello furono di fondamentale importanza per la sua formazione di architetto, in quanto ebbe l'occasione di approfondire la sua conoscenza dell'architettura degli antichi, in particolare dei romani.

"E veggendovi dentro molte meraviglie e belle cose (perché furono fatte in diversi tempi, e buona parte da maestri eccellentissimi [...]), fece pensiero di di ritrovare el modo de' murari eccellenti e di grande artificio degli antichi e le proporzioni musicali [...]. E veduto le gran cose e dificili che erano intra esse [...] non gli venne meno pensiero d'intendere e' modi che coloro avevano tenuti e con che strumenti" (Manetti, Vita di Filippo Brunelleschi).

L'architettura del Brunelleschi, la quale riprendeva gli ordini architettonici classici, in particolare romani, era caratterizzata da un'eleganza essenziale, spazi razionali e senso di coerenza; tratto distintivo della sua arte era la purezza delle forme, delle strutture, le quali presentavano elementi decorativi semplici al fine di soddisfare quell'esigenza di razionalità da lui sempre ricercata. Le sue architetture non dovevano opprimere, pertanto erano basate su forme geometriche semplici. Brunelleschi ricorre all'utilizzo dell'arco a tutto sesto, di capitelli corinzi e colonne dal fusto liscio, mentre le lesene sono sempre scanalate e le scanalature sono sei; l'abaco solitamente è sormontato da un segmento di trabeazione diviso in architrave tripartito, fregio ornato o liscio, cornice, sul quale egli fa poggiare gli archi dall'archivolto modanato.

E' con Brunelleschi che si assiste alla nascita del moderno architetto. Nel Medioevo infatti gli architetti non erano soliti progettare l'edificio secondo calcoli matematici; le stesse fondamenta, di importanza primaria affinché la costruzione di un edificio potesse avvenire, non erano progettate seguendo un vero e proprio criterio. Brunelleschi è il primo, invece, che decide di seguire un vero e proprio progetto, realizzato sulla base di calcoli matematici, facendo quindi ricorso alla scienza esatta che egli più di tutte prediligeva, la matematica.