Masaccio

(1401-1428)

"Noi abbiamo fatto una gran perdita" sembra che abbia detto Filippo Brunelleschi quando gli giunse la notizia della morte dell'artista ventisettenne Masaccio, avvenuta a Roma nel 1428. Egli nacque nel 1401 a San Giovanni Valdarno e il suo vero nome era Tommaso di Ser Giovanni. L'appellativo "Masaccio", a detta del Vasari, gli fu attribuito "non perché e' fusse vizioso, essendo egli la bontà naturale, ma per la tanta straccurataggine" ed aggiunse che "fu persona astrattissima et molto a caso: come quello che avendo fisso tutto l'animo et la volontà alle cose dell'arte sola, si curava poco di sè, et manco d'altrui". Fu con molta probabilità Brunelleschi ad insegnare al giovane le tecniche e le regole della prospettiva; tuttavia non siamo a conoscenza di chi lo istruì riguardo l'utilizzo del chiaro-scuro e della luce.

In Masaccio si riconobbe fin dagli esordi il pittore che per primo rivoluzionò la pittura, apportando tali innovazioni:

  • la raffigurazione dell'uomo come individuo reale, dotato di sentimenti e passioni terrene;
  • le figure sono dotate di un corpo solido, costruito in base ai prototipi antichi e allo studio dal vivo. Dunque le figure dell'artista acquistano una grande umanità, come prima di lui solo Giotto era quasi riuscito ad eseguire.

Le sue maggiori opere, alle quali collaborò anche Masolino, si collocano in un ristretto arco di tempo, tra il 1424 e il 1428 e si trovano all'interno della Cappella Brancacci.