LE FESTE DEGLI EMARGINATI

Questo lavoro ha lo scopo d'illustrare la vita dalla prospettiva di coloro che vengono ritenuti degli "emarginati" dalla società moderna. Prima di iniziare il nostro progetto ci siamo documentati sull'argomento, chiarendoci le idee su chi siano le persone che subiscono emarginazione e quali siano le cause e le circostanze che la producono e abbiamo deciso di redigere una breve introduzione sull'argomento prima di esporre il nostro lavoro. Dai nostri approfondimenti abbiamo dedotto che con il termine esclusione sociale si definisce l’impossibilità, l’incapacità o la discriminazione di un individuo nella partecipazione a determinate attività sociali e personali. L’esclusione sociale è una condizione di forte deprivazione, determinata da più situazioni di disagio. Essa è riconducibile sia alla mancanza di risorse economiche adeguate che ad un accesso limitato ad ambiti sociali come l’educazione, l’assistenza sanitaria, il lavoro, l’alloggio, la tecnologia, la vita politica.

Socialmente esclusi, quindi, sono quegli individui la cui capacità di partecipare pienamente alla vita sociale è fortemente compromessa. Nelle società contemporanee le categorie maggiormente vulnerabili sono: le persone senza fissa dimora, i disabili, gli ex detenuti, le persone con dipendenza da sostanze, gli anziani, gli immigrati, i rom, le famiglie numerose o monoparentali, i minori. Le donne inoltre vivono una situazione di disagio più forte degli uomini. Violenza e povertà espongono le donne e le ragazze ad un rischio costante di emarginazione.

La sovrapposizione tra una posizione economica fragile e l’isolamento sociale può avere come conseguenza grave la perdita del senso di appartenenza ad una determinata comunità. Emblematico in questo senso è il caso delle persone senza fissa dimora, che oltre alla precarietà economica, sperimentano la solitudine in seguito alla rottura dei legami affettivi e relazionali. A seguito di tali considerazioni il nostro gruppo si è recato alla casa di lavoro di San Lorenzo a Sansepolcro, pensando bene che gli anziani e tutti coloro che sono rimasti senza familiari o snaturati dalla loro vita quotidiana siano lasciati ai margini della società comune.

Il centro San Lorenzo si trova nei pressi del centro storico della città di San Sepolcro e quando siamo nel giardino prossimo all'ingresso, non udiamo che silenzio e quiete. Uno dei responsabili si offre gentilmente di accoglierci e di farci visitare le persone che vi alloggiano. Appena entriamo siamo subito accolti con gentilezza e calore, il luogo è pulito e ben illuminato. La prima ospite del centro che intervistiamo è Maria, una donna di cinquantaquattro anni originaria di Catanzaro. La sua storia è molto commovente e al contempo difficile: si ammalò di meningite all'età di soli tre anni e rimase orfana di madre all'età di undici anni. Fu miracolosamente guarita dalla malattia, ma da quindici anni è costretta a vivere in questo centro che considera la sua "famiglia" essendo anche figlia unica. Lei, come molti altri della comunità che non hanno famiglia, il Natale lo ha passato nella casa di riposo, dove ha partecipato alla realizzazione degli addobbi natalizi e dell'albero e ha ricevuto un regalo da parte di Babbo Natale venuto a far loro visita. La signora Maria ha passato anche il Carnevale in comunità, travestendosi da "Romina Power" nella festa organizzata dai volontari del centro, l'abbiamo trovata una persona dolce, socievole e semplice, con un' ammirevole forza di volontà.

La signora Augusta ha invece ottantanove anni ed è costretta a rimanere seduta buona parte della sua giornata avendo delle patologie alle ossa e le è molto difficile o quasi impossibile camminare pur avendo dei sostegni, anche lei vive nel centro da circa tre anni ed ammette che la qualità del servizio è ottima e che l'ambiente è salutare. Con tristezza e rassegnazione ci racconta che questo è stato l'ennesimo Natale che ha trascorso da sola con le altre persone ospitate nel San Lorenzo, non avendo una famiglia e facendoci comprendere che il vero valore di questa festa è proprio quello di poterlo trascorrere con chi amiamo, caratteristica che lo rende diverso dallo scorrere monotono dei giorni. La signora, infatti, ammette che pur essendo circondata da persone che la aiutano e la fanno sentire accolta, sente questa compagnia differente da una vera famiglia, al contrario di Maria. La sera della vigilia di Natale è stata organizzata una cena dai volontari per tutti coloro che, non avendo famiglia, erano costretti a rimanere lì. Anche Augusta ci riferisce che la festa di Carnevale è stata molto piacevole.

Ada è stata l'ultima persona alla quale è stata fatta l'intervista. E' una donna abbastanza anziana a cui è stata amputata una gamba la quale è stata rimpiazzata da una protesi e ci racconta che per il giorno di Natale si è recata a casa di tre persone a Sansepolcro, chiediamo se fossero i suoi figli, ma con grande rammarico ci racconta che non ne ha potuti avere. Ada non si ricorda molto di come ha trascorso queste festività, ma abbiamo appurato che probabilmente coloro che l'hanno ospitata il giorno del venticinque dicembre erano dei volontari del centro o comunque delle persone che l'aiutano nella vita quotidiana e che la conoscono bene.

Il giorno 25 gennaio il gruppo si è recato anche nei pressi del supermercato "Coop Le Fonti" di Città Di Castello al fine d'intervistare coloro che vendono oggetti illegalmente nei pressi del centro commerciale. Due giovani, probabilmente di origine africane, arrivano ed allestiscono i loro carrelli su cui vendono i loro prodotti. Essi potrebbero essere o degli emarginati dalla società moderna, quindi abbiamo deciso di andare a chiedere ad uno di loro la disponibilità per un'intervista. L'uomo è stato molto gentile, ma ha voluto che la sua identità rimanesse celata. Non ha sprecato molte parole, ma si è fermato a raccontarci che le sue festività le ha trascorse in chiesa e con la famiglia.

Il lavoro ha richiesto circa due pomeriggi interi per il conseguimento delle foto e delle interviste e gli strumenti utilizzati sono stati le fotocamere dei cellulari "Samsung Galaxy SII" e "iPhone5" e un computer portatile "Acer". Ringraziamo profondamente  il vice sindaco Andrea Laurenzi per il suo aiuto, che ci ha permesso la visita del centro, la possibilità di intervistarne gli ospiti e di fare foto a luoghi e persone.

RIFLESSIONI PERSONALI:

Lisa: Da questo lavoro ho potuto apprendere che le festività di quelle persone che noi consideriamo "emarginate" non differiscono poi così tanto da come le trascorre la gente comune. Ovviamente gli anziani del centro "San Lorenzo" le hanno passate molto più solitariamente non avendo famiglia, ma per fortuna c'è stato e c'è sempre qualcuno che si prende cura di loro e si preoccupa di far loro passare anche il Natale nel migliore dei modi. Ciò che mi ha colpito maggiormente è stata la forza d'animo della prima signora che abbiamo intervistato nella casa di riposo, Maria, che ha avuto il coraggio di riprendere a lottare dopo una malattia  gravissima. Ci ha confessato di piangere a volte, ma di capire che farlo non risolve nulla, anzi aggrava la situazione e ci ha confessato di pensare sempre che c'è chi sta molto peggio di lei. Si è raccomandata a noi giovani di sorridere alla vita perché è comunque meravigliosa e ringrazia di essere ancora in vita pur avendo visto la morte con i suoi propri occhi.

Eleonora: L'esperienza vissuta grazie al reportage che abbiamo avuto l'opportunità di svolgere  è stata senz'altro di grande valore educativo. L'ambiente si è dimostrato fin da subito accogliente e tutte quante le persone che abbiamo potuto intervistare hanno raccontato con piacere le proprie storie. Sono stata felicemente sorpresa dal fatto che coloro che abbiamo coinvolto hanno accolto il nostro progetto come un'attività interattiva e piacevole anche per loro stessi. Ci sono stati infatti degli ospitati nel centro che ci hanno espressamente chiesto di potersi raccontare a noi. Alcune erano più toccanti come la storia di Maria della quale ci ha colpito l'incredibile forza di volontà nell'affrontare con coraggio la sua grave malattia e la gioia della sua guarigione, altre come quella di Augusta e Ada, ospiti del centro da meno tempo, ci hanno a loro volta dimostrato che nella vita bisogna sempre cercare di farsi forza e di reagire, perché quest'ultima vale la pena di essere vissuta qualsiasi siano le condizioni nelle quali ci troviamo (imposte o meno) e che non si è mai del tutto soli, ci sarà sempre qualcuno capace di rallegrarci e di stare al nostro fianco accettandoci per ciò che siamo. Nonstante tutte le peripezie vissute, gli anziani del centro ci hanno dimostrato di essere disponibili e socievoli e soprattutto di trovarsi bene, considerando il luogo come una vera e propria casa per chi non ne ha e non un'imposizione. Infine, nonostante la loro età si  sono dimostrati reattivi e solari dandoci davvero un grande esempio di vita!

Chiara: Questo reportage mi ha fatto entrare a contatto con persone da alcuni considerate "emarginate".. mi sono resa conto che queste sono ricche di forza di volontà,con una grande voglia di vivere e riescono a cogliere ed apprezzare al meglio ciò che possiedono e ciò che li circonda. Sono persone con storie commoventi alle spalle, che convivono con pensieri e ricordi grazie ai quali sono diventate così forti. Tuttavia sono apprezzate ed amate da molti loro cari, "non si sentono sole", e riguardo le loro festività non sono così diverse dalle nostre: famiglia, amici, affetti. Stimo molto il loro coraggio, il loro modo di porsi ed i loro pensieri  nonostante l'età ormai avanzata.                           

Lorenzo: con questo reportage ho imparato che anche le persone considerate emarginate dalla nostra società possono passare un natale felice soprattutto se stanno con le persone che si prendono cura di loro.                   

Matteo: Secondo me è stata un'esperienza molto importante perché ci ha permesso di capire un mondo che esiste e che magari ci sembra lontano. La cosa che più mi ha colpito riguardo alle esperienze raccontate nel reportage è sicuramente il fatto che nonostante le vicissitudini che queste persone abbiano affrontato nel corso del tempo, non hanno mai perso l'entusiasmo, la forza di volontà e il sorriso e quindi ci hanno mostrato un modo positivo di affrontare la vita e gli ostacoli che pone. Molte volte noi ci scoraggiamo per le cose più banali, ma queste persone, in particolare le signore della casa di riposo, sono riuscite ad affrontare e a superare le viscissitudini e le sofferenze della vita.            

Reportage svolto da:

Lisa Canuti

Eleonora Brizzi

Chiara Bartolucci

Matteo Nocentini

Lorenzo Francini

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Comment Stream

2 years ago
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L’elaborato è completo solo in parte; la prima sezione è una lunga introduzione che non si addice ad un reportage. Nella seconda parte si fa genericamente riferimento a delle interviste ma è stato riportato un sunto di quanto riferito, non ci sono le domande e le risposte precise. Il file audio non è stato inserito nel lavoro (operazione molto semplice per altro). Non è presente la minima titolazione, è solo un lungo testo privo di qualunque paragrafazione, cosa che non aiuta di certo il lettore. Anche dal punto di vista multimediale il reportage è svolto in modo approssimativo; in alcune foto compaiono persone ma non viene specificato chi sia (tranne nel caso della sig.ra Maria); la sala mensa è stata ripresa due volte in due scatti che, effettuati in quel modo, non dicono assolutamente nulla; la foto del giardino del centro è sfocata e di fatto riprende un muricciolo, un cancello ed un albero, del giardino non pare esservi traccia. La documentazione tecnica, a parte la sezione smartphone, è generica (es. “computer acer”). Non ci sono le liberatorie delle interviste. E’ stata poi inserita, alla fine, la funzione “rsvp” senza apparente motivo e senza chiara percezione di cosa essa sia. In aggiunta segnalo l’abnorme ritardo con cui il lavoro è stato consegnato. Peccato, un’occasione persa nel peggiore dei modi.

**Valutazione finale**
Correttezza formale: 3/5
Originalità del taglio: 2/5
Accuratezza materiale multimediale: 1/5
Esattezza documentazione e rispetto consegne: 1/5
Totale 7/20 (3,5)