palermo la kalsa

la storia di palermo
Chiesa di Santa Teresa alla Kalsa
La chiesa di Santa Teresa alla Kalsa è un edificio barocco che si affaccia sulla Piazza Kalsa dell'omonimo quartiere di Palermo.
All'interno sono di particolare pregio gli stucchi di opera di Giuseppe e Procopio Serpotta, rispettivamente fratello e figlio di Giacomo Serpottarealizzati nei primi anni del Settecento.Vi sono inoltre quattro altorilievi di Ignazio Marabitti realizzati nella seconda metà del XVIII secolo: la Maria Vergine, San Giovanni, la Maddalena e l'Eterno.L'altare centrale proviene dalla demolita Chiesa delle Raccomandate in Via Maqueda.L'interno è ad una navata con cappelle laterali comunicanti.

la chiesa di san teresa

LA CHIESA DI SANTA MARIA DELLO SPASIMO

La chiesa dello Spasimo si trova nel quartiere dellla Kalsa è una delle parti più antiche della città di Palermo.Attorno al 1506 il giureconsulto palermitanoGiacomo Basilicò, particolarmente devoto alla "Madonna che soffre dinanzi al Cristo in croce", dono' del terreno ai padri di Monte Oliveto per farvi edificare una chiesa e un convento.I lavori iniziarono nel 1509, ma non furono mai conclusi. Sotto la minaccia dell'invasione turca infatti, alcuni anni più tardi si rese necessario ilconsolidamento dei sistemi di difesa della città. Vennero costruite nuove cinte murarie e, attorno alla chiesa, nel 1537 venne fatto scavare un fossato proprio laddove doveva sorgere il convento. Nel 1569 il Senato di Palermo acquistò il complesso per esigenze militari e i monaci vennero fatti trasferire altrove.

Nel 1520 l’edificio, di grande importanza a quel tempo per l’intera comunità palermitana, si era arricchito di un capolavoro d’inestimabile valore, loSpasimo di Sicilia dipinto da Raffaello Sanzio, che raffigura appunto lo sgomento di Maria dinanzi al Cristo crollato sotto il peso della croce. Dopo il trasferimento dei monaci, la struttura cadde in disuso e l'allora viceré di Palermo Don Ferdinando D'Ayala lo donò a Filippo V re di Spagna in cambio di agevolazioni e di favori.

Il dipinto rimase in Spagna e oggi è conservato al Museo del Prado di Madrid. A Catania, nella chiesa di San Francesco all'Immacolata, ne esiste una buona copia, realizzata su tavola nel 1541 da Jacopo Vignerio.

Nel 1582 la chiesa venne adibita a sede di spettacoli pubblici, una specie di primo esempio di "teatro stabile" in Italia, ma nel secolo successivo un'epidemia di peste ne rese necessario l'utilizzo come lazzaretto per gli ammalati. Terminata l'epidemia, gli ambienti furono adibiti a granaio e a magazzino. A metà del settecento crollò la volta della navata centrale della chiesa, che non verrà mai più ricostruita.

Una tela del pittore Giovanbattista Carini, conservata nella Civica Galleria d'arte moderna di Palermo, ci mostra la chiesa dello Spasimo nel 1836: le coperture delle volte sono assenti; il pavimento, sconnesso e devastato, è ricoperto dalle macerie dei muri crollati; il transetto è brutalmente serrato da un cancello di tavole di legno. Ovunque regna il silenzio e l'abbandono anche se, a sinistra, s'intravedono i profili di due personaggi che conversano. Della grande chiesa benedettina fondata nel 1509 nelle forme eleganti del tardo-gotico, non rimane più nulla.

Dal 1855 al 1985, la struttura fu trasformata in ospizio per i poveri e nosocomio, ma l'architettura venne in gran parte sconvolta per poterne ricavare gli ambienti per i ricoverati. Nel secondo dopoguerra il sito fu ridotto in discarica, e solo nel 1985, grazie alla volontà dei cittadini e delle Pubbliche Amministrazioni, furono iniziati i lavori di recupero delle strutture fatiscenti.

Oggi lo Spasimo ospita eventi culturali, rappresentazioni teatrali e musicali, e dal 1995 è stata prevista la sua apertura anche nelle ore notturne.

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