Zola e Capuana

Naturalismo e Verismo

Il Naturalismo è un movimento letterario che nacque in Francia negli anni settanta dell’Ottocento. Esso segue come andamento ideologico il positivismo, movimento di pensiero nato come conseguenza dell’espressione ideologica della Rivoluzione Industriale e che, predicava una realtà del tutto regolata dalle leggi della scienza. Il pensatore da cui trasse fondamento teorico il movimento naturalista fu Hippolyte Taine, sostenitore del “determinismo materialistico”. Il principale esponente del movimento conosciuto come Naturalismo fu il francese Emile Zola, che diede origine ad una prima concezione di “romanzo sperimentale”, nel quale il metodo sperimentale scientifico iniziò ad essere applicato alla sfera spirituale e passionale dell’uomo. Da questo momento la letteratura assunse un ruolo differente, in quanto sperimentò l’uomo in tutti i suoi caratteri. Inoltre, essa venne usata come strumento di impegno sociale, volta a migliorare e determinare gli aspetti e le condizioni sociali. Anche lo scrittore, inoltre , assume impegno sociale e politico. Una delle opere principali di Zola fu il ciclo di venti romanzi titolato “I Rougon-Macquart, storia naturale e sociale di una famiglia sotto il secondo impero”. Nell'opera lo scrittore traccia un quadro della società francese, attraverso le vicende di un ambiente familiare. Ideologicamente parlando, Zola è considerato un progressista, atteggiamento che si evolve in posizioni socialiste volte a denunciare le condizioni di vita del ceto medio - basso. L’immagine di Zola fu di esempio per la diffusione del movimento naturalista in Italia, che prese il nome di Verismo, dove però la tendenza ebbe carattere generico e non riuscì nell’intento di diffondersi come movimento culturale solido. Il Verismo fu un insieme di manifestazioni del tutto divergenti tra loro, tanto che non vi fu alcun riferimento ad una visione comune della realtà. Infatti, gli unici due intellettuali in grado di tracciare un percorso ideologico condiviso, furono Giovanni Verga e Luigi Capuana. A proposito di quest’ultimo, è importante sottolineare l’origine strettamente rurale, che in qualche modo lo accumunò all’amico Verga. Luigi Capuana nacque a Catania e collaborò come critico letterario e teatrale per varie riviste e giornali. Contribuì nella diffusione del pensiero di Zola e quindi nell’ingresso dell’ideologia naturalista in Italia. Attraverso Capuana è possibile cogliere le principali divergenze tematiche esistenti tra Naturalismo francese e Verismo italiano. L’autore espresse fin da subito il suo disaccordo riguardante la “scientificità” e la forma. Egli sostenne, come Verga, che l’arte non potesse assimilarsi ad un concetto scientifico, e che, dunque, l’influenza naturalista si riscontrasse soltanto nella forma del romanzo contemporaneo. La “scientificità” non consisteva, per i veristi, nel trasformare la narrazione in un esperimento, bensì la tecnica usata da chi scrive era simile al metodo osservativo impiegato dalla scienza. Entrambi i movimenti tendono a voler sensibilizzare la realtà pubblica, ma se il Naturalismo si pone come obbiettivo quello di migliorare l’uomo, il Verismo altro non è che la semplice ed essenziale rappresentazione della realtà in tutte le sue sfaccettature. A partire dal volume “Per l’arte”, Luigi Capuana si distaccò poco a poco dal Naturalismo francese e dal pensiero di Zola, esaltando l’autonomia dell’arte dalla scienza e rifiutando il legame tra le due.

"Io voglio spiegare come una famiglia, un piccolo gruppo di persone, si comporta in una società, sviluppandosi per dar vita a dieci, a venti individui che, a prima vista, sembrano profondamente diversi, ma che, analizzati, si rivelano intimamente connessi gli uni agli altri. Come in fisica la gravità, così l'eredità ha le sue leggi. Cercherò di scoprire e di seguire, tenendo conto della duplice azione dei temperamenti individuali e degli ambienti sociali, il filo che conduce con certezza matematica da un uomo ad un altro uomo. E quando terrò in mano tutti i fili, quando avrò studiato a fondo tutto un gruppo sociale, farò vedere questo gruppo in azione come forza motrice di un'epoca storica, lo raffigurerò in tutta la complessità dei suoi sforzi, analizzerò, nello stesso tempo, la somma delle volontà di ciascuno dei suoi membri e l'impulso generale dell'insieme."

(La fortuna dei Rougon, Emile Zola 1871)

"La signorina Deledda fa benissimo di non uscire dalla sua Sardegna e di continuare a lavorare in questa preziosa miniera, dove ha già trovato un forte elemento di originalità. I suoi personaggi non possono esser confusi con personaggi di altre regioni; i suoi paesaggi non sono vuote generalità decorative. Il lettore, chiuso il libro, conserva vivo il ricordo di quelle figure caratteristiche, di quei paesaggi grandiosi; e le impressioni sono cosi forti, che sembrano quasi immediate, e non di seconda mano, a traverso un'opera d'arte."

(Gli ismi contemporanei, Luigi Capuana 1898)

                       Émile Zola, ritratto

             Foto inedita, Capuana a Milano - Collezione                                   Francesco Paolo Frontini

SITI UTILIZZATI:

- http://bit.ly/1qEhI7m (gli ismi contemporanei)

- http://bit.ly/1qEim4P (la famiglia dei Rougon)  

TESTI UTILIZZATI:

-Il Piacere dei Testi, Volume 5, G. Baldi, S. Giusso, M. Razetti, G.Zaccaria, Paravia.

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