San Giovanni

(1412-15)

San Giovanni evangelista di Donatello e alcuni particolari dell'opera, oggi collocata nel Museo dell'opera del Duomo.

L’opera, ancora legata all’architettura, era destinata ad essere posta sulla porta del duomo di Firenze. Essa esprime fermezza, uniformità, monumentalità e naturalezza. Quest’ultima è evidente soprattutto nelle mani del San Giovanni, che sono l’una abbandonata sul libro, l’altra lasciata andare inconsapevolmente sulla gamba. Lo sguardo accigliato cattura quello dello spettatore. Probabilmente, lo scultore si ispira alla tradizione toscana (Giovanni Pisano in particolare) e all’arte romana, di cui l’evangelista ricorda l’immagine di Zeus. Contemporaneamente a Donatello, Nanni di Banco lavora ad un altro evangelista, San Luca. Quest’opera rivela un equilibrio ed una maturità da attribuirsi anche alla maggiore età del suo scultore. Il San Giovanni di Donatello, però, ha un empito, un modo rapido e scosceso di tagliare i piani, che svela un mondo ben più complesso e profondo di quello di Nanni, che rivedremo nel Mosè di Michelangelo, che senz’altro si è ispirato all’opera donatelliana.