BASILICA DI SAINT-DENIS

Questa costruzione rappresenta il debutto di un rinnovamento architettonico: pur rimanendo fedele, in certi aspetti, alla struttura Romanica, la Basilica costituisce un'innovazione per l'iconografia e soprattutto per la presenza di un rosone, che è il primo, nel suo genere, ad essere stato progettato.

Suger intraprese la ricostruzione della chiesa carolingia nel 1136 e, partendo dalla facciata ovest, apportò innovativi cambiamenti nel coro, nel deambulatorio e nelle facciate. Alla morte di Suger, i lavori subirono un arresto fino al 1231, per poi riprendere sotto la direzione dell'architetto Pierre de Montreuil.

Sopra la massiccia cripta vennero elevati un doppio deambulatorio e delle cappelle radiali, nelle quali per la prima volta fu costruita una volta ogivale. Questa tecnica permise di alleggerire i supporti e di scavare le pareti per dare l'illusione tramite le vetrate di un "muro ondulatorio di luce". Proprio per questo motivo la chiesa abbaziale fu soprannominata "lucerna" (lanterna) e ancora oggi è considerata una delle principali opere del XIII secolo.

  • Rosone del transetto Nord. I due splendidi rosoni furono concepiti con colori differenti, poichè i costruttori percepivano il nord come il punto delle tenebre (sono infatti presenti dei colori freddi), mentre il rosone sud (rappresentante lo zodiaco) è ricco di colori caldi.

Soprattutto, però, essa è la necropoli Reale di Francia (dai Merovingi fino ai re del XIX secolo) e rappresenta il più importante complesso di scultura funeraria del XII e XIII secolo: fin dall'Alto Medioevo, infatti, la Basilica fu scelta dai re francesi per svolgere tale funzione. Tutti i personaggi sono rappresentati idealizzati, con gli occhi aperti, la corona e lo scettro in pugno. Il primo re ad essere sepolto a Saint-Denis fu Dagoberto I, considerato il fondatore della Basilica.

  • Il monumento funebre dedicato a Dagoberto I.
  • Un capitello della cripta. Questo capitello in particolare rappresenta Saint-Denis con la testa in mano: secondo la leggenda egli, decapitato sulla collina di Montmartre, si rialzò e la raccolse.

La tomba di Luigi XII e Anna di Bretagna, commissionata da Francesco I a degli scultori fiorentini stabilitisi in Francia, i Giusti, è certamente tra quelle più insolite:

  • Tomba di Luigi XII e Anna di Bretagna. Il baldacchino ad archi è ornato dalle statue degli apostoli e dalle raffigurazioni simboliche delle virtù cardinali. Nella parte interna della tomba, le statue sono rappresentate ormai defunte, rose dai vermi, mentre nella zona sopraelevata la coppia reale è in preghiera, simboleggiando in questo modo la resurrezione.

Anche altre tombe seguono questa particolarità, come ad esempio quella di Enrico II e Caterina de' Medici. Anche qui i reali sono rappresentati due volte: una prima, da vivi e in preghiera, una seconda nudi e distesi sul letto di morte.