Cupola di Santa Maria del Fiore

(1420-1436)

Chi mai sì duro o sì invido non lodasse Pippo architetto vedendo qui struttura sì grande, erta sopra e' cieli, ampla da coprire con sua ombra tutti e' popoli toscani, fatta sanza alcuno aiuto di travamenti o di copia di legname? (Leon Battista Alberti, Della pittura)

Nel 1418 fu indetto il concorso per la realizzazione della cupola del duomo di Firenze, la cui struttura era già stata progettata da Arnolfo di Cambio. Molti artisti si ritirarono dalla gara, per la difficoltà dei calcoli. In finale arrivarono di nuovo Filippo Brunelleschi e Lorenzo Ghiberti. La commissione fu assegnata ad entrambi, ma Ghiberti abbandonò l'incarico, rifiutandosi di lavorare assieme al collega.

Siccome l'altezza dell'edificio impediva la costruzione di impalcature che dal suolo ne raggiungessero la sommità, Brunelleschi progettò strutture che erano sorrette dalla cupola stessa. L'artista decise di alzare il tamburo e rinforzarlo con altre esedre. Il progetto prevedeva una gabbia di costoloni in pietra armata rivestiti di marmo, tenuti ben stretti in alto da un anello, e vele di riempimento in mattoni disposti a spina di pesce. La cupola era a sesto acuto con base ottagonale. Nello spazio lasciato libero dall'anello fu posta una lanterna (somigliante a un tempietto greco), ovvero una guglia aperta che adornasse la cupola e permettesse l'illuminazione dell'interno. Questo fu decorato da Giorgio Vasari con scene del giudizio universale.