La Primavera

Sandro Botticelli: 1478 ca

Lo storico d'arte Philippe Daverio scrive del pittore: " Botticelli è inventore di mitologia ed è seguace dei principi di Leon Battista Alberti, che vogliono la chiarezza dell'istoria, il movimento e le emozioni". Infatti, nel dipinto qui mostrato, Sandro Botticelli propone una serie di personaggi mitologici, quali  le tre Grazie, che danzano eleganti e leggiadre, Mercurio, il quale scaccia le nubi dal giardino, Zefiro e la ninfa della terra Clori, trasformata in Flora, personificazione della Primavera stessa e Venere, posta immobile al centro della tavola, davanti ad una pianta di mirto, a lei sacra. L'opera fu eseguita per Lorenzo di Pierfrancesco de' Medici, cugino di Lorenzo il Magnifico, attorno al 1478. Probabilmente anche in questo caso il tema mitologico nascondeva un'allegoria neoplatonica fondata sul concetto dell'amore come forza motrice della natura. Dall'opera emerge l'importanza che Botticelli assegna alla linea di contorno, talvolta sfumata e morbida, come nel caso delle vesti delle tre Grazie, talvolta più marcata per dare maggiore rilievo alle figure. Altro elemento fondamentale della Primavera è senz'altro la luce, la quale non proviene da un punto preciso, ma si diffonde su tutta la tavola, creando dei chiaro-scuri appena accennati.