Il Rinascimento

1401-1527

Il rinascimento è un periodo che va dal 1401,anno in cui a Firenze viene indetto il concorso per la decorazione della porta Nord del battistero del duomo,al 1527 anno del saccheggio di roma da parte dell'esercito imperiale.

La parola rinascimento deriva dal francese reinassance,termine coniato da Jules Michelet,che venne usato per la prima volta con il significato che possiede tutt'ora da Jakob Burckhardt. Egli sottolinea tre caratteristiche basilari di questo particolare periodo artistico: lo stretto legame con l'umanesimo fiorentino,l'individuazione degli iniziatori del Rinascimento in Donatello,Masaccio e Brunelleschi e le caratteristiche principali di questa fase tra cui la centralità dell'uomo e il culto della bellezza,in palese contrasto con l'arte medievale. Nonostante il termine induca quindi a pensare al rinascimento come un periodo di rinnovamento seguito ad un decadimento dell'arte è importante sottolineare che la nostra idea è legata alla mentalità del positivismo ottocentesco.

Non è però possibile attribuire un unico significato al rinascimento in quanto altri personaggi celebri individuano caratteristiche che sebbene si distacchino solo in parte dalla visione di Burckhardt meritano di essere prese in considerazione. Per esempio Boccaccio e Lorenzo Ghiberti vedono come iniziatore del Rinascimento Giotto nonostante sia del '300,Leon Battista Alberti e Giorgio Vasari considerano il linguaggio fiorentino del '400 come una sorta di ritorno alla qualità dell'arte antica,tanto che Vasari indica tre periodi protagonisti di questa rinascita: il 300(Giotto),il 400(Brunelleschi,Masaccio e Donatello) e il 500(nella sua fase iniziale). Loro,così come altri tra cui Courajod,Thode o Kristaller apportarono dunque opinioni nuove ma in generale lo schema considerato valido rimane quello di Burckhardt.

Caratteristiche del Rinascimento

Le caratteristiche principali di questa nuova fase riguardano principalmente lo spazio e la luce. Per quanto concerne la luce si può sottolineare che mentre nel medioevo le ombre erano convenzionali, nel rinascimento ogni figure è illuminata in maniera coerente alle altre,la luce proviene quindi da un unica parte e questo conferisce alle opere,in particolare a quelle pittoriche,una maggiore attinenza alla realtà sensibile. Nello spazio si nota invece la creazione di uno strumento,se così lo si può chiamare,per rendere la visione dell'occhio umano attraverso una costruzione matematica,tale strumento è la prospettiva. Essa venne proposta per la prima volta da Brunelleschi e teorizzata da Leon Battista Alberti e Piero della Francesca.

Il concorso del 1401

Nel 1401 l'Arte dei mercanti bandì a Firenze un concorso per la decorazione della seconda porta del battistero del di San Giovanni ossia la porta nord, la prima porta (quella sud) era stata decorata da Andrea Pisano nel 1330. Per decidere il vincitore gli artisti dovevano creare una formella in bronzo dorato con la cornice mistilinea e quadrilobata avente come tema il sacrificio di Isacco. A questo concorso parteciparono Lorenzo Ghiberti e Filippo Brunelleschi. Alla fine il vincitore risultò Ghiberti in quanto la sua formella risultava maggiormente legata all'arte del periodo precedente a quello rinascimentale. Entrambe sono conservate al Museo Nazionale del Bargello.

La formella di Ghiberti é composta da due gruppi di personaggi che si bilanciano perfettamente,la scena è divisa in due parti da una roccia centrale la cui funzione è quella di sottolineare i due diversi momenti della narrazione. A sinistra ci sono i servitori mentre a destra Abramo e Isacco. Nonostante la presenza dell'angelo sia puramente simbolica la sua figura fuoriesce dalla formella creando un effetto di profondità spaziale riconducibile al concetto di prospettiva,ma molti elementi richiamano all'arte classica tra cui il nudo di Isacco e le decorazioni dell'altare. Forte é anche la presenza di elementi simbolici come la roccia e l'animale che rappresentano la dimensione terrena in opposizione all'angelo e il cielo che rappresentano quella divina.

La formella di Brunelleschi appare più drammatica come raffigurazione,in essa l'angelo interviene realmente nella scena così divino e umano entrano fortemente in contatto. Tutte le figure sono rappresentate in maniera realistica tanto che fuoriescono dalla cornice,anche lo spazio viene utilizzato in maniera più dinamica.

FILIPPO BRUNELLESCHI
1377-1446

Nel Rinascimento la scultura e l'architettura diventano due ambiti separati. L'architetto è quindi un vero e proprio artista la cui personalità è in grado di caratterizzare l'intera opera con il proprio stile. Brunelleschi è comunemente riconosciuto come iniziatore dell'architettura rinascimentale. Egli conobbe la scultura antica grazie ad alcuni suoi soggiorni a Roma tra il 1404 e il 1418. La sua arte è caratterizzata dall'utilizzo di capitelli corinzi,colonne a fusto liscio e lesene scanalate.

cupola di Santa Maria del Fiore

Cupola di Santa Maria del Fiore,1420-1436,Firenze.

Nel 1418 l'Arte della Lana bandì un concorso per la realizzazione di questa enorme cupola, con il diametro di circa 54 m, che Brunelleschi vinse nonostante la sua proposta sembrasse folle. La cupola infatti era autoportante ossia capace di sostenersi da sé senza l'ausilio di una struttura in legno. Essa si erge su un tamburo ottagonale forato da otto oculi che permettono alla luce di entrare nella basilica,è costituita da due calotte distinte, tra cui c'è un'intercapedine, collegate da otto grandi costoloni rivestiti di creste di marmo bianco..

All'estremità della cupola si trova una lanterna cuspidata stretta da otto contrafforti a volute.

la costruzione della cupola fu resa possibile grazie all'impiego della muratura a spina pesce (i mattoni sono disposti alternativamente in verticale o in orizzontale)e alla costruzione di una cupola di rotazione( i mattoni sono inclinati verso i loro centri di curvatura e giacciono su superfici coniche).

spedale degli innocenti

Spedale degli innocenti,dal 1419,piazza della Santissima Annunziata,Firenze.

La costruzione dell'edificio impegnò Brunelleschi dal 1419 al 1423. Lo spedale è costituito da un chiostro centrale affiancato da due grandi ambienti:la Esso si innalza su un ripiano a cui si sale per mezzo di nove gradini,numero ricorrente in quanto sono nove anche le arcate del porticato,le campate coperte da volte a vela e le finestre. Proprio queste ultime sono sormontate da un timpano e poggiano direttamente sulla cornice dell'alta trabeazione. Nei timpani erano presenti dei tondi concavi a scodella,tangenti a due archi contigui e all'architrave che a partire dal 1487 furono sostituite dalle ceramiche invetriate di Andrea della Robbia.

inoltre l'intercolumnio è pari all'altezza delle colonne e alla profondità del porticato quindi la campata è di forma perfettamente cubica e lo spazio del loggiato può quindi essere definito modulare. I materiali utilizzati sono intonaco bianco e pietra serena(per le linee portanti).

cappella de' Pazzi

cappella de' pazzi,primi degli anni trenta del 400,Chiostro della basilica di Santa Croce,Firenze.

La paternità di questa cappella non è certa in quanto alcuni elementi risultano identificativi dell'architettura brunelleschiana ma altri sono totalmente in contrasto con essa. Quello che si sa è che fu commissionata da Andrea de' Pazzi,l'ambiente principale ha una base quadrata che si dilata in un rettangolo la cui copertura comprende una cupoletta emisferica centrale affiancata a due volte a botte mentre la facciata è divisa in due parti e non fu mai conclusa. Sulla cupola centrale è presente una piccola lanterna.

Basilica di San Lorenzo

basilica di San Lorenzo,dal 1418,Firenze.

Edificio costituito da tre navate,una centrale e due laterali divise da colonne che sono le basi degli archi. La navata centrale ha una copertura piana mentre quelle laterali sono coperte da una successione di volte a vela. La cupola si innalza all'incrocio del transetto con la navata centrale.

DONATELLO
1386-1466



Donatello si formò nella bottega di Lorenzo Ghiberti dove apprese le tecniche della fusione in bronzo. Compi una serie di viaggi a Roma ma lavorò principalmente a Firenze,Siena e Padova. Particolare della scultura di Donatello è il particolare interesse per la psicologia e l'umanità dei personaggi rappresentati. Utilizzò tutti i tipi di tecniche(tuttotondo,altorilievo,bassorilievo,stiacciato) e di materiali(marmo,bronzo,terracotta,legno).

san Giorgio

San Giorgio,1418,marmo,209 cm,museo nazionale del Bargello,Firenze.

San Giorgio è una delle statue di Orsanmichele ossia un gruppo di sculture commissionato dalle arti di Firenze per decorare i tabernacoli esterni della chiesa di Orsanmichele. La scultura fu commissionata nel 1416 dall'arte dei Corazzai e Spadai . Essa presenta ancora alcune caratteristiche gotiche in modo particolare nel panneggio ma la tranquillità del volto richiama alla sensibilità donatelliana,la figura appare solida,con le gambe divaricate e lo scudo come appoggio come ad indicare la sua fermezza morale e fisica. Il volto è sereno e pensieroso caratteristica sottolineata dalle sopracciglia contratte e la fronte aggrottata .

nel basamento della statua è presente un bassorilievo raffigurante San Giorgio nell'atto di uccidere un drago mentre una principessa lo osserva stupita. In questo modo la rozzezza e la primitività del drago si oppone simbolicamente alla classicità e alla razionalità del portico rinascimentale presente dietro la principessa. Già qui è possibile osservare le grandi capacità di Donatello di usare la prospettiva.

il profeta abacuc

profeta abacuc,1423-1425,marmo,191 cm,museo dell'opera del duomo,Firenze .

In origine questa statua insieme a quella del profeta Geremia era collocata in due dei nicchioni esterni della facciata occidentale del campanile di Giotto. Tale scultura si distacca notevolmente dall'arte medioevale e questo risulta chiaro dal panneggio in cui luce e ombra contribuiscono a fornire movimento alla composizione. Abacuc è un profeta e Donatello lo rappresenta nei suoi tratti reali perché nonostante non corrisponda ai canoni classici della bellezza la verità alberga in lui. In questo si riconosce la caratteristica chiara della scultura rinascimentale ossia la rappresentazione realistica e naturalistica visibile sopratutto nelle linee del volto che risulta particolarmente espressivo.

monumento equestre al gattamelata

monumento equestre al gattamelata,1445-1453,bronzo,340x390 cm,piazza del santo,Padova.

il Gattamelata è una delle prime sculture in bronzo di Donatello,esso rappresenta il capitano di ventura Erasmo da Narni che combattè al servizio di Venezia. La scultura si ispira chiaramente a quella di Marco Aurelio a Roma e presenta una serie di elementi innovativi rispetto alla figura tipica del cavaliere. il Gattamelata infatti è caratterizzato da una forte umanità conferitagli dai tratti severi del volto e dallo sguardo risoluto.

david

David o Ermes,1440,bronzo,159 cm,museo nazionale del bargello,Firenze.

Donatello viene visto come l'iniziatore della scultura rinascimentale,egli fu in grado,infatti di riprendere la scultura a tutto tondo e di utilizzare la tecnica della fusione in bronzo a cera perduta. Il David è uno degli esempi migliori di entrambe le innovazioni. A causa dello strano copricapo la figura può essere quella di Ermes che poggia il piede sulla testa mozzata di Argo. Tale scultura venne commissionata da Cosimo de'medici e presenta un volto dai tratti pensosi che tuttavia appare in netto contrasto con la disinvolta postura del corpo. La luce viene qui usata come strumento di modellazione delle masse.

il banchetto di Erode

il banchetto di Erode,1427,bronzo dorato,60x60 cm,Battistero di San Giovanni,Siena.

come già detto Donatello utilizzò una grandissima varietà di tecniche e dimateriali per realizzare le sue opere. in questa formella di bronzo lo scultore rappresenta un servo nell'atto di offrire ad Erode la testa tagliata di San Giovanni Battista. In questo bassorilievo la prospettiva viene utilizzata con grande intelligenza da Donatello che anche attraverso la tecnica dello stiacciato riesce a rappresentare le situazioni sottolineandone non solo la distanza spaziale ma anche quella temporale.

cantoria

cantoria,1433-1439,marmo,348x570 cm,museo dell'opera del Duomo,Firenze.

la cantoria è un balcone in marmo sul quale salivano i coristi per accompagnare le celebrazioni liturgiche. il tema è il salmo 150 dove Dio viene lodato con canti,musiche e danze. per conferire questa atmosfera gioiosa donatello sistema i cherubini utilizzando la prospettiva in maniera da conferire loro movimento e pone le colonne non come elementi che separano le diverse scene ma come strumenti per far si che la narrazione sia resa più o meno visibile a seconda della posizione dell'osservatore.

MASACCIO
1401-1428

Tommaso di Ser Giovanni di Monè Cassai fu soprannominato Masaccio a causa della poca cura che aveva del suo aspetto. Fu allievo di Masolino da Panicale e lavorò a Firenze,Pisa e Roma. Nonostante morì giovane venne subito individuato come iniziatore di un nuovo tipo di pittura tipica del periodo rinascimentale.

polittico di Pisa

polittico di Pisa,1426,tempera e oro su tavola,135x73 cm,national gallery,Londra.

Già ne polittico sono individuabili alcune caratteristiche della pittura di Masaccio che usa la luce per definire il volume delle figure e posiziona i corpi nello spazio in maniera prospettica. La Vergine con la sua isicità importante ha un panneggio pesante e chiaroscurato,i tratti del suo volto sono duri e sottolineano la stanchezza e la tristezza del volto come se la donna conoscesse già il destino del bambino che porta in braccio a cui porge un acino d'uva. Proprio in questo gesto si nota l'umanità del bambino la cui testa è sormontata da un'aureola che obbedisce anch'essa alle regole della prospettiva. La Madonna è seduta su un grande trono e ai suoi piedi ci sono due angeli.

cappella brancacci

cappella Brancacci,1424-1483,Chiesa di Santa Maria del Carmine,Firenze.

la cappella fu commissionata da Felice di Michele Brancacci a Masaccio e Masolino a partire dal 1424 ma furono terminati nel 1483 da Filippino Lippi. Il tema degli affreschi è la vita di San Pietro. I colori usati sono principalmente il rosso,l'arancio,il verde,il blu e il grigio. la luce proviene da una parte sola e illumina tutti gli affreschi nella stessa maniera.

uno dei momenti più drammatici rappresentati da Masaccio è la cacciata di Adamo ed Eva dal paradiso(a destra). Le due figure nude sono massicce,sgraziate ma reali grazie al chiaroscuro;entrambe si coprono per la vergogna e l'espressione di Eva permette di intuire il suo dolore infinito. Tale scena è stata dipinta anche da Masolino(a sinistra) che seppure li coglie in un momento diverso utilizza uno stile molto diverso anche solo nell'espressività dei volti.

BEATO ANGELICO
1400-1455

il nome beato angelico fu conferito a Fra Giovanni da Fiesole nel 1481. nel 1420 entrò nel convento di San Domenico di Fiesole e già dal 1537 affrescò le celle e alcuni locali comuni del convento fiorentino di San Marco. Egli riuscì a creare un suo stile nel quale fuse la tecnica rinascimentale con la tradizione del Gotico Internazionale.

annunciazione

annunciazione,1426,tempera e oro su tavola,154x194 cm,museo del prado,Madrid.

il tema ormai ripreso da molteplici artisti viene tuttavia interpretato in maniera originale da Beato Angelico. La tavola rappresenta un edificio in prospettiva composto da un ambiente chiuso e da un'ampia loggia colonnata sul davanti,aperta da due lati. la luce proviene dal sole ed illumina tutta la scena anche grazie alla finestra posta nella stanza chiusa,in questo modo genera l'ombra della panca sul pavimento. La loggia è coperta con volte a crociera su capitelli e peducci di marmo,le vele sono dipinte d'un azzurro intenso punteggiato da stelline d'oro per imitare la volta celeste. All'interno dell'edificio si trova l'angelo chinato in segno di rispetto verso la Madonna mentre a sinistra del dipinto viene raffigurata la cacciata dal paradiso terrestre. Egli utilizza la prospettiva in maniera corretta ma rifiuta di applicare totalmente il realismo di Masaccio. tuttavia il dipinto appare ricco di significati spirituali conferendo alla realtà un valore simbolico(la luce rappresenta lo spirito santo che discende da Dio).

cristo deriso

cristo deriso,1437-1447,affresco,188x164 cm,museo di san Marco,Firenze.

Gesù è seduto al centro su di uno scranno rosso posto sopra un'alta predella. In basso ai lati sono presenti San Domenico e la Vergine mentre ai lati di Cristo ci sono,per rispetto,i gesti che fecero i carnefici e non le loro intere figure. gli occhi sono coperti da un velo e il suo volto appare rassegnato alla violenza inflittagli. La scena ha un'ambientazione notturna ma risulta illuminata da una luce proveniente da destra che illumina la veste di Cristo conferendogli purezza e inoltre attribuisce volume ai corpi individuandoli però comunque come appartenenti a un ordine superiore.

L'arte fiamminga

Fiammingo significa originario delle Fiandre ossia della parte settentrionale del Belgio. Questa zona era simile a Firenze per la situazione sociale ed economica nonostante le due presentassero numerose differenze. Il principale punto di incontro tra i due luoghi era il tipo di economia che le governava basata principalmente sull'attività bancaria e sulla produzione dei tessuti,attività portate avanti da una classe dirigente vivace e borghese a differenza di quella fiorentina.  In ambito artistico l'arte fiamminga si distacca meno dal Gotico rispetto a quella rinascimentale e riguarda solo la pittura. Inoltre nonostante essa cerchi di rappresentare il mondo terreno e l'uomo in maniera realistica,non utilizza una prospettiva matematicamente corretta. La miniatura è il mezzo con cui si esprime l'arte fiamminga che ha come soggetto episodi della vita urbana che viene rappresentata in tutti i suoi dettagli ritenuti ugualmente degni di rappresentazione a tal punto da rendere il confine tra umano e divino molto labile. Altri tratti fondamentali della pittura fiamminga sono la presenza costante della luce,se pur priva di direzione, l'utilizzo intuitivo dello spazio, e la ripresa dal gotico di elementi quale il panneggio spezzato,il colore vivo e l'uso incongruente delle proporzioni gerarchiche.

Tres riches heures du duc du Berry,1416,Jean de Limbourg,Musée Condé Chantilly.

Come si può notare in quest'opera si riscontrano alcuni dei tratti fondamentali dell'arte fiamminga a partire dall'interesse per la vita quotidiana e per i dettagli.

All'interno di questa forma artistica trova notevole spazio anche l'uso del ritratto come tipologia di raffigurazione, si prediligono soggetti in primo piano,col volto a tre quarti e sfondo alle spalle. Proprio l'ambiente all'interno del quale viene inserito il soggetto è solitamente ricco di particolari nonostante spesso siano riscontrabili errori nell'uso della prospettiva che non interferiscono in ogni caso con la bellezza delle rappresentazioni.

Infine è necessario sottolineare una delle più notevoli tecniche pittoriche introdotte dai pittori fiamminghi ossia la tempera ad olio che favorisce notevolmente il naturalismo quattrocentesco. Uno dei maggiori innovatori in questo ambito fu Jan Van Eyck che nacque nel 1390 e morì nel 1441 dopo aver frequentato numerose corti (tra cui quella di Borgogna) e diversi sovrani europei ai quali offrì la sua arte. Lascio la descrizione della rinnovata pittura fiamminga a GiorgioVasari che scrive:

"Questa maniera di colorire accende più i colori, né altro bisogna che diligenza et amore, perché l'olio in sé si reca il colorito più morbido, più dolce e dilicato, e di unione e sfumata maniera più facile che li altri; e mentre che fresco si lavora, i colori si mescolano e si uniscono l'uno con l'altro più facilmente; et insomma gli artefici danno in questo modo bellissima grazia e vivacità e gagliardezza alle figure loro".

ritratto dei coniugi arnolfini,olio su tavola,1434,Jan Van Eyck,National Gallery,Londra.

Un nuovo ambiente politico,sociale e culturale

Dopo la metà del 1400 le antiche istituzioni medievali si vedono progressivamente sostituite da un nuovo organo di centrale importanza per la diffusione delle arti: la corte. Successivamente,infatti,allo sviluppo di un'uniformità di giudizio sul linguaggio fiorentino iniziano ad instaurarsi rapporti sempre più stretti tra artisti e signori. questi ultimi intraprendono attività di mecenatismo finalizzate a far produrre ad artisti di indiscusse capacità opere(scultoree,architettoniche o pittoriche che siano) per la loro propaganda e memoria. Questo tipo di fenomeno si osserva in particolare a: Urbino,Ferrara,Firenze,Venezia e Mantova

Urbino

Battista Sforza e Federico da Montefeltro,Piero della Francesca,1465,F

Questo piccolo comune marchigiano riuscì nel corso del 1400 a distinguersi grazie alla costruzione del Palazzo Ducale intrapresa proprio in quegli anni. La città era governata da Federico da Montefeltro che oltre ad assicurare stabilità al territorio disponeva anche delle capacità economiche per condurre attività di mecenatismo. I principali artisti che frequentarono la corte urbinate furono Leon Battista Alberti,Piero della Francesca, Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini.  Tra questi gli ultimi due furono i principali ideatori e creatori del grande edificio che ancora oggi domina sull'intera città.

La costruzione del Palazzo Ducale iniziò nel 1463 e fu condotta fino al 1472 da Luciano Laurana mentre a partire dal 1476 venne affidata a Francesco di Giorgio Martini. Proprio da questa collaborazione scaturisce l'originale struttura dell'edificio,basti pensare che il lato sinistro viene attribuito a Laurana mentre quello frontale a Francesco di Giorgio. Le differenze architettoniche e strutturali sono evidenziate da elementi quali per esempio la distribuzione delle aperture infatti mentre il dàlmata accosta tre portali sovrastati da quattro finestre senza che le aperture siano sullo stesso asse mentre il senese preferisce mantenere la simmetria tra pieno e vuoto.

La facciata protetta da due torri cilindriche si presenta con un triplice loggiato sostenuto da un arco dai piedritti scarpati. Le tre logge si differenziano tra loro per la concezione degli ordini architettonici e per il cassettonato delle volte a botte.Questo lato del palazzo fu probabilmente realizzato con la partecipazione di Piero della Francesca e di Leon Battista Alberti

Di notevole bellezza risulta infine il cortile d'onore costituito da archi a tutto sesto sostenuti da colonne dal fusto liscio ornate da capitelli.

Il Palazzo Ducale si riconosceva anche per la bellezza dei suoi ambienti interni tra cui ritroviamo ancora intatto lo studiolo di Federico da Montefeltro realizzato da artisti fiamminghi chiamati a corte come Pedro Berruguete e artisti italiani come Melozzo da Forlì. Esso è particolare per le sue decorazioni lignee che permettono di creare addirittura  l'illusione di sportelli aperti e oggetti ed anche per i ritratti degli uomini illustri che ne ricoprivano le pareti.

Ferrara

Città tra le più floride della pianura padana,diviene nel corso del 1400 un importante centro culturale,governato dalla corte d'Este che vanta il merito di avere chiamato a corte alcuni tra i massimi artisti del tempo come Andrea Mantegna e Piero della Francesca. Le principali opere si collocano all'interno di un programma di ampliamento della città portato avanti prima da Borso d'Este e successivamente da Ercole I.  

Anche altri artisti frequentarono l'ambiente ferrarese approcciandosi alla pitture con uno stile del tutto nuovo composto da colori forti e quasi irreali. Uno di questi è Cosmè Tura che approfondirò successivamente,il quale si dedicò,per esempio,alla decorazione dello studiolo della delizia di Belfiore o a quella del Salone di Palazzo Schifanoia

Venezia

Altra città che ebbe una grandissima importanza in ambito non solo artistico ma anche culturale fu Venezia che in quegli anni intraprese una politica di espansione verso l'entroterra che le permise di avere una classe politica economicamente e culturalmente molto forte. Il suo rinnovamento artistico è visibile in vari ambiti tra cui quello architettonico dove si distinsero personaggi quali Mauro Codussi e Pietro Lombardi.

Estremamente importante fu anche il ruolo della città nella maturazione di pittori che la abitarono nel corso del 1400. A Venezia era inoltre presente la bottega dei Bellini che si ispirava all'ambiente padovano di cui uno dei massimi esponenti fu Giovanni che riuscì a rapportarsi con diverse concezioni artistiche e a riassumerle uno stile unico caratterizzato da un particolare rapporto tra figura e ambiente e da una grande attenzione per il colore e la luce. Un'ulteriore svolta ci fu nel 1474 quando arrivò Antonello da Messina ricco di un'influenza fiamminga ma profondo conoscitore di Piero della Francesca.

PIERO DELLA FRANCESCA
1413-1492

Piero della Francesca nacque a Sansepolcro ed ebbe un ruolo fondamentale non solo per i suoi dipinti ma anche per i vari trattati che compose sulla prospettiva tra cui si ricorda in particolare quello intitolato appunto De prospectiva pingendi finalizzata alla conoscenza e all'apprendimento di questa "vera scientia". Nel corso della sua vita intraprese numerosi viaggi che lo condussero a Ferrara,Roma e infine Urbino. Proprio in quest'ultima trascorse gli anni dal 1469 al 1482 dedicandosi alla realizzazione di opere che lo renderanno a buon diritto immortale.

Flagellazione

flagellazione di Cristo,1459,tempera su tavola,58,4x81,5 cm,Galleria Nazionale delle Marche,Urbino.

Questo dipinto è caratterizzato dall'applicazione perfetta della prospettiva che data da un unico punto di fuga centrale,in esso vengono raffigurate due scene: una a sinistra raffigurante un ambiente interno in cui avviene la flagellazione di Cristo e una a destra dove sono presenti tre persone (sulle cui identità sono state fatte solamente delle ipotesi) che dialogano in totale tranquillità. La scena della flagellazione avviene all'interno di un edificio costituito da campate quadrate coperte da superfici piane cassettonate sorrette da colonne di marmo bianco e tre pavimenti di cui due sono caratterizzati da una stella centrale di marmo bianco circondata da altro marmo e porfido rosso mentre la terza presenta un cerchio di serpentino verde con angoli di contenimento in marmo rosa. Sulla parete di sfondo si  notano due porte una aperta e l'altra chiusa davanti alle quali si trova una colonna di marmo ionica con in cima un idolo d'oro alla quale è legato Gesù,egli è circondato da tre fustigatori e alla sua destra è visibile Pilato seduto. Nella parte destra del dipinto tre personaggi dai volti immobili dialogano e ciò suggerisce che la flagellazione non sia altro che il loro argomento di conversazione,ipotesi tuttavia non ancora confermata. Infine risulta singolare che la luce provenga da due punti diversi e non illumini in maniera uniforme il dipinto,forse a volere intendere la differenza di "dimensione" degli ambienti rappresentati.

Sacra conversazione

Sacra conversazione,1472-1474,olio e tempera su tavola,251 x 173 cm,Pinacoteca di Brera,Milano.

La Pala di Montefeltro,come è comunemente chiamata,si trova nella chiesa di San Bernardino a Urbino. Quest'opera presenta molteplici significati a partire da quello commemorativo fino a giungere a quello penitenziale. Infatti essa celebra la nascita dell'erede di Federico,Guidobaldo,la morte di Battista Sforza e la conquista di Volterra simboleggiata dall'armatura di Federico. La scena è ambientata in un edificio dell'epoca classica e i personaggi sono posti al di sotto di una volta a botte cassettonata e da un'abside semicircolare coperto da una sorta di conchiglia dalla quale pende una catenella d'oro con appeso un uovo di struzzo( rappresentante vita e rinascita). Al centro della rappresentazione si trova la Vergine posta su di un trono e avente in braccio il Bambino che reca al collo un ciondolo di corallo. Ai piedi della donna si trova il bastone del comando donatole da Federico che viene rappresentato alla sua sinistra nell'atto umile della circonflessione. Il volto è ovviamente di profilo a causa anche della ferita riportata al volto, singolare è come Piero della Francesca utilizzi la lucentezza della sua armatura per  rendere l'idea dell'ambiente circostante. Intorno alla Madonna sono inoltre riconoscibili quattro angeli e sei santi raffigurati nelle loro sofferenze,il che conferisce al dipinto un'idea di punizione. San Girolamo è infatti presentato nell'atto di percuotersi il petto con un sasso,San Pietro con la testa spaccata e infine San Francesco mostra la ferita al costato. Caratterizzanti di quest'opera sono anche l'uso eccelso della prospettiva e della luce oltre che i numerosi richiami all'arte fiamminga tra cui la raffigurazione estremamente dettagliata.

COSME' TURA
1430-1495

L'artista trascorse buona parte della sua vita a Ferrara,sua città natale,dove lavorò a corte come ritrattista e pittore della casata d'Este,ambinte che gli permise di venire a contatto anche con artisti fiamminghi. Lo stile di Cosmè Tura risulta infatti estremamente originale per i suoi colori intensi,la sua forte resa espressiva del mondo naturale e la maestosità delle sue figure,effetti che scaturiscono dalla sua eclettica formazione avvenuta attraverso la conoscenza del Gotico Internazionale ma anche di artisti rinascimentali come Donatello,Bellini e Mantegna.

vergine con il bambino in trono

Vergine con il Bambino in trono,1470-1474,olio e tempera su tavola,329 x 101,6 cm,National Gallery,Londra.

L'intera scena è caratterizzata da colori molto accesi tra cui spiccano il rosso, il verde e il giallo che permettono di esaltare la figura della Vergine e del Bambino addormentato sulle sue gambe. Ella è seduta su un maestoso trono concavo nel cui catino si riscontra la presenza di una conchiglia tenuta ai lati da due angioletti,sui lati del trono si trovano due lastre in pietra con iscritti i dieci comandamenti in ebraico ad indicare l'antico testamento mentre sulla sua cima sono situati i simboli apocalittici dei quatto Evangelisti ad indicare questa volta il Nuovo Testamento. Circondano la Madonna quattro angeli musicanti e ai suoi piedi altri due mentre suonano un organo. Il trono a sua volta è inserito al di sotto di una volta a botte cassettonata verde e viola sostenuta da una trabeazione rosa e verde. La figura si conclude con uno sfondo celeste che non le conferisce profondità. Infine si possono notare alcuni particolari tra cui la posizione del punto di fuga posto a un quarto dell'altezza complessiva dell'opera  secondo lo stile di Mantegna e la ripresa invece del  tema veneziano  del Bambino dormiente.

ANDREA MANTEGNA
1431-1506

Nato a Padova, si formò nella bottega di Francesco Squarcione per poi trasferirsi a Mantova nel 1460 alla corte dei Gonzaga. Compì due viaggi in Toscana e uno a Roma che gli permisero di osservare antichi monumenti e disegni di altri artisti che lo portarono ad avere un segno duro e secco,a valorizzare i volumi e le forme dei corpi e a usare in modo brillante il chiaroscuro.

orazione nell'orto

orazione nell'orto,1453-1454,tempera su tavola,62,9 x 80 cm,National Gallery,Londra.

In quest'opera viene raffigurato Gesù di spalle su di una collina nell'atto di contemplare cinque angeli recanti con loro i simboli della passione,gli altri uomini raffigurati sono tre discepoli addormentati ,ai piedi della montagna e posti vicino alla riva di un fiume che si distingue tra la roccia,e un gruppo di persone armate guidate da Giuda. Il soggetto dell'opera è infatti la preghiera di Cristo nell'orto degli Ulivi nella notte in cui fu tradito. L'ambiente risulta molto spoglio,a contrario della Gerusalemme rappresentata sullo sfondo arricchita di monumenti veneziani,romani,veronesi e da simboli come la mezzaluna che richiama alla caduta di Costantinopoli o le mura di cui si intravedono i restauri indicanti la loro distruzione e riparazione descritta in diversi passi biblici. Importanti dal punto di vista simbolico sono gli animali:a destra si trova un albero su cui sta un uccello nero presagio di morte,si vede poi un leprotto e alcuni uccelli bianche simbolo di resurrezione e vita.

camera degli sposi

camera degli sposi,1465-1474,affresco e tempera,Castel San Giorgio,Mantova.

La Camera degli sposi rappresenta l'opera più importante di Andrea Mantegna,è un'opera essenzialmente celebrativa della famiglia Gonzaga in quanto la stanza è situata nel settore Nord di Castel San Giorgio e più precisamente nella camera da letto di Ludovico II Gonzaga. La straordinarietà della decorazione si intuisce dal fatto che molti elementi pittorici ,tra cui per esempio costole che dividono la volta in lunette confluenti in un oculo, diventano grazie alla prospettive vere e proprie strutture architettoniche. Nella parete Nord si trova una rappresentazione della corte dei Gonzaga riunita attorno a Ludovico e a Barbara di Brandeburgo mentre ricevono la notizia dell'elezione a cardinale del loro secondogenito Francesco Gonzaga. Notevole portanza assumono i colori così come la concezione delle figure che pare aiutare l'osservatore  a percepire l'opera in movimento-

san sebastiano

San Sebastiano,1480,tempera su tela,257 x 142 cm,Louvre,Parigi

Su uno sfondo urbano in cui si alternano elementi di edifici classici,fortezze e uno  sperone roccioso su cui poggia un'acropoli murata si distinguono le rovine di un edificio classico. Tra queste rovine è centrale una colonna sormontata da un capitello corinzio e affiancata da un pilastro decorato a cui è legato San Sebastiano. Il corpo ha i piedi legati,il busto inclinato verso destra e le gambe leggermente discoste tra loro e piegate,esso è trafitto da una serie di frecce scoccate dai due uomini presenti in basso a destra e lo sguardo dell'uomo si dirige verso il cielo. Ai piedi delle colonne si notano alcuni elementi vegetali tra cui fichi selvatici,edera,papaveri e campanule. Questo dipinto proviene dalla Sainte Chapelle di Aigueperse dove è giunto come dote di Chiara Gonzaga.

ANTONELLO DA MESSINA
1430-1479

Antonio de Antonio fu attivo dal 1450,per un breve periodo esercitò la sua arte a Venezia e successivamente a Messina sua città natale ma fondamentale fu la sua permanenza a Napoli,che gli permise di entrare in contatto con l''arte fiamminga e di raggiungere una notevole fama come avviatore del rinnovamento artistico nell'Italia Meridionale. Caratteristica del suo modus operandi è la perfetta fusione tra le tecniche prospettiche italiane (in particolar modo fiorentine) e la precisione nei dettagli tipicamente fiamminga. Napoli fu necessaria infine alla sua formazione in quanto a detta di Vasari proprio lì Antonello da Messina iniziò a misurarsi con la pittura ad olio

san sebastiano

San Sebastiano,1478-1479,olio su tavola,171 x 85,5 cm,Gemaldegalerie,Dresda.

All'interno di una grande piazza veneziana,caratterizzata da un pavimento a quadri e cerchi,da colori chiari e vivaci e con uno sfondo di un azzurro limpido si eleva un albero privo di rami e ruvido a cui è legato il corpo di San Sebastiano che morì trafitto dai suoi compagni. Egli è rappresentato con la spalla destra più avanti della sinistra  così come la gamba provocando un sollevamento del bacino a sinistra. Al contrario del San Sebastiano di Mantegna, l'uomo ha qui il volta sereno e pare rivolgere lo sguardo al cielo come a contemplarlo ,anche i muscoli sono più rilassati nonostante il suo corpo sia stato colpito in più punti;in basso a destra si intravedono,infine,i resti di una colonna levigata.L'opera brilla per la delicatezza del chiaroscuro e la perfezione delle proporzioni.

GIOVANNI BELLINI
1435-1516

Nato a Venezia probabilmente da Jacopo Bellini e allievo di Gentile da Fabriano,conobbe nel corso della sua vita numerosi artisti con i quali ebbe profondi legami tra cui Andrea Mantegna,Antonello da messina e Piero della Francesca . Grazie a questa sua piena conoscenza delle loro tecniche pittoriche riuscì ad inserire Venezia tra quelle città che portavano avanti un progetto di rinnovamento. Divenuto pittore ufficiale della Repubblica veneziana nel 1483 il suo stile è caratterizzato da un brillante uso del chiaro scuro e dalla costante ricercatezza di una forte espressività ottenuta attraverso l'alternarsi di linee più o meno leggere.

madonna col bambino e santi

Madonna col Bambino e i Santi,1488,299x125 cm,Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari,Venezia.

  • La pala dei Frari è stata commissionata dai fratelli pesaro nel 1478. essa è divisa in tre parti: l'immagine centrale è  coperta da una volta a botte al di sotto della quale su un ripiano ottagonale ,a cui si accede attraverso tre gradini con ai lati due angeli musicanti,si trova la Madonna con in braccio il bambino; nelle due campate laterali aventi una copertura piana si trovano quattro santi che sono San Marco,San Benedetto,San Pietro e San Nicola di Bari. Tutta l'opera è inserita all'interno di una cornice architettonica dorata ed è illuminata da un' unica luce proveniente da sinistra.

SANDRO BOTTICELLI
1445-1510

Il nome di Botticelli fu dato a Sandro di Mariano di Vanni Filipepi probabilmente per i rapporti intrapresi con l'orafo Botticello. Nel corso della sua vita frequentò Filippo Lippi,Andrea del Verrocchio e Leonardo da Vinci e lavorò per i Medici divenendo il maggiore esponente della cultura figurativa di quel tempo; successivamente ebbe una crisi di coscienza che lo portò a seguire Savonarola,esperienza che influenzò anche la sua arte. Botticelli predilige una linea leggera ed elegante e rappresenta la realtà in maniera ideale,i soggetti presentano un volto morbido e regolare,con i capelli ondulati e lo sguardo dolce. Inoltre il pittore nutre un profondo interesse per i soggetti mitologici,rappresentandoli,però,secondo i canoni della filosofia neoplatonica,dandogli quindi una profonda dimensione morale.

primavera

In questo bosco fiorito,composto da alberi d'arancio e frutti maturi si svolge una scena mitologica da "leggere" da destra verso sinistra. Zefiro,un vento primaverile sta inseguendo Clori,che diviene Flora. Queest'ultima viene raffigurata nell'atto di spargere fiori che reca in grembo in quanto è la Primavera stessa;al centro della composizione si trova Venere la cui presenza ha sia un significato culturale,perchè l'intera scena si richiama ad un passo dell'Asino d'oro di Apuleio,che un significato pedagogico,perchè rappresenta l'invito a scegliere l'humanitas ossia la raffinatezza e la cultura. Essa è sovrastata da Cupido che scaglia una freccia verso una delle tre Grazie(castità,bellezza e amore per il medioevo) mentre stanno ballando. A sinistra si trova Mercurio che allontana le nubi con il caduceo(simbolo di pace). Secondo una recente interpretazione,tuttavia,la Primavera di Botticelli sarebbe in realtà la rappresentazione delle nozze tra Filologia e Mercurio. In ogni caso in tutto il dipinto l'illusione prospettica è ridotta al minimo e i corpi sono come sospesi in una dimensione surreale e in parte velata dalla tristezza.

La maniera moderna

Con il termine maniera moderna si intende il periodo compreso tra il 1492 e il 1527. Nel 1492,infatti,morì Lorenzo il Magnifico portando l'Italia ad una condizione di instabilità causata anche dalla discesa di Carlo VIII mentre il 1527 è l'anno del famoso saccheggio di Roma avvenuto per mano di mercenari chiamati lanzichenecchi al servizio di Carlo V. Il mutamento artistico fu portato avanti grazie alla contemporanea presenza nella Repubblica fiorentina di Leonardo da Vinci,Michelangelo Buonarroti e Raffaello Santi. Questo nome venne assegnato a tale periodo da Giorgio Vasari che nelle "Vite de' più eccellenti architetti,pittori,et scultori italiani,da Cimabue insino a' tempi nostri" divise la storia dell'arte in tre età a cui corrispondono determinate maniere o stili di cui questa è la terza,essa viene vista come un progresso rispetto all'arte del 1400 e ne vengono individuati i caratteri fondamentali sottolineandone il legame con il neoplatonismo che idealizza la natura. Lo spazio e gli oggetti che lo popolano vengono quindi rappresentati in maniera naturale ma assolutamente non realistica. Molto importanti sono anche le osservazioni fatte da Wolfflin che parla della maniera moderna come di una "intensificazione della natura umana" in quanto si tenta di mostrare la realtà nella sua completezza limitando però l'espressione del sentimento,conferendo così maggiore dignità all'intera composizione. Rispetto al 1400 si nota quindi una maturazione nello stile che conduce ad una minore rigidezza nell'applicazione della prospettiva e nella gestione dello spazio ma anche ad una purificazione dei soggetti ora idealizzati,inoltre i colori acquistano vivacità e la luces embra avere una consistenza materiale.

Leonardo da Vinci
1452-1519

Leonardo presentava una personalità complessa,tendeva ad approcciarsi a stili e ambiti diversi passando dall'uno all'altro molto velocemente nonostante mantenne sempre un profondo interesse per l'anatomia. Riconosceva tuttavia l'importanza della sperimentazione e dello studio scientifico di tutti gli aspetti della realtà attraverso l'esperienza. Questa sua perpetua insoddisfazione si ritrae anche nella sua vita oltre che nella sua arte in quanto si recò in molte città tra cui Milano,Firenze,Mantova e Venezia.Il suo disegno fu caratterizzato da il contrapposto e dallo sfumato: il primo consiste nel bilanciamento delle masse corporee che hanno subito una torsione mentre il secondo nel passaggio graduale dall'ombra alla luce. Vasari lo descrive dicendo che lo caratterizzavano: "buona regola,miglbuona regola, migliore ordine, retta misura, disegno perfetto e grazia divina".

Adorazione dei Magi,1481-1482,tempera grassa e olio su tavola ,243x246 cm,Galleria degli Uffizi,Firenze.

Realizzata per i monaci agostiniani di San Donato a Scopeto, la scena raffigura la Vergine con in braccio il Bambino circondata dagli angeli,dai pastori e dai magi,fa da loro sfondo una serie di rovine riferite probabilmente a Gerusalemme e un gruppo di uomini in lotta perchè non hanno ancora riferito la Buona Novella. La prospettiva viene resa anche attraverso i due alberi(alloro e palma) simbolicamente la Resurrezione e il martirio di Gesù. Nonostante l'opera sia incompleta i volti mostrano già la loro forte espressività caratteristica dello stile di Leonardo .

la gioconda

Altro dipinto non finito oggi molto celebre è la Monna Lisa,identificata con Lisa Gherardini moglie di Francesco del Giocondo. Esso fu creato ne 1513 per Giuliano de' medici e ritrae una donna a tre quarti,dietro un parapetto,con le mani appoggiate l'una sull'altra mentre guarda in avanti e sorride. Grazie allo sfumato la figura della donna sembra fondersi con il paesaggio che la circonda di cui si intravedono alcune rocce,due laghi  e un ponte all'altezza delle spalle di Monna Lisa a simboleggiare la fiducia di Leonardo nei dotti rinascimentali e nella capacità e volontà dell'uomo di comprendere il mondo.

Raffaello Sanzio
1483-1520

Dopo aver trascorso la sua giovinezza ad Urbino come allievo del padre Giovanni Santi,Raffaello si reca prima  Firenze dove trova ispirazione nelle opere di Leonardo e Michelangelo e nel 1508 a Roma  su invito di papa Giulio II,compiendo così una forte crescita artistica. Oltre alle sue notevoli capacità tecniche e alla sua profonda conoscenza dei contemporanei,egli mostrò anche  una capacità grafica decisa,potente che si basava sulla resa dei volumi attraverso l'uso di una linea ondulata e tratteggiata.Vasari lo descrive così:"prese da tutti il meglio, e fattone raccolta, arricchí l’arte della pittura di quella intera perfezzione" e ancora "i suoi panni piegati, né troppo semplici, né intrigati, ma con una guisa che paion veri".

scuola d'atene

Scuola d'Atene,1510,affresco,Stanza della Segnatura,Città del Vaticano.

Questo affresco situato in una delle stanze dell'appartamento papale(quelle decorate da Raffaello sono quattro) faceva parte di un programma iconografico finalizzato all'individuazione del vero,del bene e del bello. Esso fu eseguito nel 1509 e vuole indicare la filosofia come mezzo per giungere a Dio, infatti all'interno di un edificio classico,sotto una serie di splendide volte a botte è presente una scalinata su cui i filosofi sono riuniti attorno a Platone e Aristotele indicanti il primo il cielo e il secondo avanti a se(richiamandosi alle rispettive filosofie). Ai piedi della scala e sdraiato su di essa sono raffigurati rispettivamente Eraclito e Diogene. La loro posizione discordante con il resto si orienta tuttavia verso il punto di fuga posto tra i due filosofi maggiori. La figura di Eraclito è fondamentale inoltre perchè omaggia Michelangelo e rappresenta anche un'evoluzione di Raffaello che sa partire da qui si discostò progressivamente dallo stile di Leonardo.

MICHELANGELO
1475-1564

Nato a Caprese dal podestà della città,frequentò la bottega di Ghirlandaio a Firenze e conobbe le opere di Masaccio e Giotto. Si dedicò in un primo tempo alla scultura per poi essere chiamato a Roma da Giulio II nel 1505 e applicarsi alla pittura. Egli riteneva che l'arte dovesse rappresentare la natura rafforzata ,però, di una bellezza superiore a quella reale. Questa concezione della bellezza influenzò molto l'opera di Michelangelo che conferì sempre più importanza ai valori spirituali piuttosto che a quelli estetici. Egli utilizzava il disegno come base da cui partire per qualsiasi sua composizione e mentre in giovane età predilesse il tratteggio,in età avanzata preferì lo sfumato. La sua massima opera fu la decorazione della cappella Sistina.Vasari scrive:"il divino Michelangelo Buonarroti il qual non solo tien il principato di una di queste arti, ma di tutte tre insieme" e "non imaginandosi appena quella cosa alcuna sí strana e tanto difficile, che egli con la virtú del divinissimo ingegno suo, mediante la industria, il disegno, l’arte, il giudizio e la grazia, di gran lunga non la trapassi."

la pietà di san pietro

Pietà,1498,174 x 195 cm,Basilica di San Pietro,Città del Vaticano.

L'opera conclusa nel 1499 fu commissionata a Michelangelo da Bilheres,un cardinale francese,essa rappresenta la Vergine mentre tiene in braccio il corpo morto di Gesù. La donna presentata da Michelangelo è una ragazza giovane,con il volto velato dalla tristezza, che sorregge il corpo del figlio con amore e invita gli altri a condividere il suo dolore. Le sue vesti presentano un panneggio morbido con una fascia sul busto mentre il corpo di Cristo è nudo con la testa reclinata all'indietro

tondo doni

Tondo Doni,1504,120 cm,tempera su tavola,Galleria degli Uffizi,Firenze.

In occasione del matrimonio tra Agnolo Doni e Maddalena Strozzi fu commissionata a Michelangelo la rappresentazione di una Sacra Famiglia. All'interno del cerchio Maria,Giuseppe e Gesù sono rappresentati in un unico blocco centrale mentre alle loro spalle si trova san Giovannino e un gruppo di ignudi. Dunque sono qui rappresentati il mondo cristiano,quello pagano e l'elemento di mediazione tra essi. I colori sono molto vivaci e la linea netta.

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