Sandro Botticelli

Presunto autoritratto dall'Adorazione dei Magi, Sandro Botticelli

Sandro di Mariano di Vanni Filipepi meglio noto come il Botticello o Botticelli, fu il più grande esponente del mondo artistico fiorentino al tempo di Lorenzo il Magnifico. Il suo insolito soprannome, secondo Giorgio Vasari dipendeva dal fatto che da bambino avesse lavorato presso un maestro orafo noto come Botticello, ma, stando ai documenti pervenuti fino a noi si ritiene più corretto pensare che gli sia stato attribuito perché così che era chiamato suo fratello maggiore Giovanni. Nacque a Firenze nel 1445 e si formò artisticamente presso le botteghe di Filippo Lippi e Andrea del Verrocchio, dove ebbe modo di conoscere anche un giovane Leonardo Da Vinci. Dal 1470 ebbe una sua bottega artistica e lavorò per la famiglia dei Medici; in seguito si recò anche a Roma per affrescare la Cappella Sistina. Successivamente aderì al movimento religioso del frate Girolamo Savonarola; questa crisi mistica porterà Botticelli a rinnegare molte delle sue opere passate riguardanti soggetti pagani e mitologici e a dedicarsi alla realizzazione di opere profondamente religiose.

Mediante l'impiego di linee eleganti ma definite, capaci di mettere in risalto forme aggraziate e fisionomie di una bellezza rarefatta, Botticelli ha creato una nuova immagine della bellezza e un nuovo canone estetico. Le sue figure femminili sono idealizzate: le donne raffigurate dal Botticelli hanno capelli lunghi e di un biondo luminoso che, lasciati sciolti o raccolti in raffinate acconciature, conferiscono loro movimento; altra peculiarità delle donne botticelliane sono gli occhi celesti, che rendono il loro sguardo dolce e intenso; i corpi sono plastici e caratterizzati da curve morbide.

La fama di Botticelli oggi è legata in modo particolare alle sue opere di soggetto mitologico, ma all'epoca era dovuta anche ai dipinti sacri; questi ritraevano Madonne con il bambino ed episodi biblici, e molto spesso si trattava di dipinti, chiamati "pale", che erano esposti sugli altari di chiese o di cappelle private; in questo senso per Botticelli fu di fondamentale importanza l'incontro con Savonarola che spinse il pittore fiorentino a rinnegare (e in alcuni casi anche a distruggere) le sue precedenti opere a carattere mitologico per dedicarsi alla produzione di opere a carattere religioso. Talvolta poi, per rendere onore ai suoi clienti, dipingeva i loro volti accanto a quelli dei personaggi sacri.