La considerazione critica dell'ARTE GRECA

Perfezione senza tempo

Mentre tra arte romana e arte europea occidentale c’è un'evidente continuità che nei secoli non si è mai interrotta, il legame diretto con l’arte greca si spezza con l'alto medioevo.
Con il rinascimento si tentò di ristabilire un contatto, ma si riuscì ad accedere solo alle fonti scritte, quasi tutte di impostazione classicista (in particolare Cicerone e Plinio). La loro duratura influenza  radicò nella cultura europea

  • una visione astorica dell'arte antica
  • l'assioma che la sconosciuta arte greca fosse perfetta.

La Grecia dimenticata

Codice Hamilton 254, fol. 85r Ms. 254, Deutsche Staatsbibliothek Berlin, 1442 - 43

Jacob Spon, George Wheeler e Antoine Cellier Voyage d'Italie, de Dalmatie, de Grece, et du Levant fait és années 1675 & 1676 (1678)

James Stuart e Nicholas Revett The antiqvities of Athens 1762

La prima immagine del Partenone arrivata in Europa fu il disegno del Codice Hamilton 254, fol. 85r (Ms. 254, Deutsche Staatsbibliothek Berlin), databile al 1442 - 43. Mentre il testo – con le annotazioni del viaggio del 1436 – è sicuramente di mano di Ciriaco d'Ancona, incerta è invece l’autografia del disegno .

Jacques Carrey Schizzi di particolari decorativi del Partenone prima del 1687

Metopa con il combattimento tra un centauro e un lapita e particolare del frontone orientale del Partenone con le dee Hestia, Dioe a Afrodite 447 - 432 a.C. dal Partenone Londra, British Museum

Jacques Carrey stese un rilievo grafico delle sculture del Partenone poco prima del bombardamento veneziano del 1687: il disegno rivela fedeltà alle condizioni concrete della sculture, anche se con molte sviste e fraintendimenti

Generalmente considerata sublime dagli scrittori d'arte del 500 e del 600 solo perché celebrata come tale dalle fonti latine, l'arte greca rimase sostanzialmente un mito fatto di nomi illustri (Apelle, Fidia ...) privi di ogni fisionomia stilistica. Ma nei trattati antiquari tra 600 e 700 le antichità greche appaiono ormai distinte da quelle romane, l’arte greca non esiste come problema, ma c’è grande interesse per il repertorio figurato: le scoperte archeologiche misero a disposizione degli studiosi materiale concreto, per quanto frutto di una selezione casuale, e la cultura antiquaria si esercitò a classificare, in parallelo con le scienze naturali, il materiale disponibile

The antiquities of Athens  (1762)  di  James Stuart e Nicholas Revett, con le sue vedute suggestive e i rilievi architettonici  suscitò anche dibattiti accaniti: Giovanni Battista Piranesi, nella Magnificenza e architettura dei Romani del 1762, ribadì la superiorità romana, attribuendo all’architettura greca solo vana leggiadria

der Erste, der eine Geschichte haben

L’arte greca rimase un mito di perfezione assoluta anche per lo stesso Johann Johachim Winckelmann, che però, nella Geschichte der Kunst des Alterthums (1763), definì al suo interno una successione cronologica su base stilistica, con gli stili antico, sublime e bello, procedendo così alla prima storicizzazione dell'arte greca (e dell'arte in generale). La fase centrale, quella del V e del IV secolo, era considerata da Winckelmann l'apogeo dell'arte greca (e della storia dell'arte in generale), il raggiungimento del Bello, secondo una mentalità che influenzò a lungo l'estetica idealista. Il paradosso è che Winkelmann conosceva pochissimo dell'arte greca e si basava soprattutto sulle copie romane.

Anton Raphael Mengs Ritratto di Johann Joachim Winckelmann 1774 - 1776
Tavola dai Monumenti antichi inediti di Johann Joachim Winckelmann (1767)
Prassitele Apollo sauroctono copia romana in marmo da un originale greco del IV secolo Roma, Musei Vaticani

Frontespizio della Geschichte der Kunst des Alterthums (1764) di Johann Joachim  Winckelmann

Passato e presente

Una nuova considerazione dell'arte ellenistica fu fondamentale per superare l'assioma della superiorità dell'arte classica. Il termine hellenismus e il relativo concetto si devono allo storico tedesco Johann Gustav Droysen e alla sua raccolta di saggi Geschichte des Hellenismus (1836-1843, riedizione del 1885), dove evidenzia quelle che ritiene le positività dell'età ellenistica: il superamento, da parte dei greci, del miope particolarismo delle poleis per la visione ampia e sovranazionale dell'impero di Alessandro, ma anche la funzione di nesso tra la classicità e il cristianesimo. Droysen opera un parallelismo fra la frammentazione della Grecia classica e quella della Germania contemporanea, fra l’unificazione attuata dalla Macedonia e l’iniziativa analoga assunta dalla Prussia nel mondo tedesco

Ritratto fotografico di Johann Gustav Droysen

Copertina dell'ultima edizione italiana del 2014 di Sommario di istorica , curata da Delio Cantimori: raccoglie una serie di scritti di Droyse a carattere metodologico

Fonti scritte e opere d'arte

Heinrich von Brunn, nella sua Geschichte der griechischen Künstler (1889), la prima grande sistemazione storica della scultura greca, collegò la lettura delle fonti ai materiali originali ritrovati dalle spedizioni tedesche di quegli anni, come i rilevi dell'altare di Pergamo e le sculture dei frontoni del tempio di Zeus a Olimpia, proponendo la tripartizione arte arcaica - classica - ellenistica. Anche Brunn aveva una positiva opinione dell'arte ellenistica e fu tra i primi a porre in rilievo l'autonomia delle opere greche più antiche di fronte alle sculture egiziane.

Karl von Fischer e Leo von Klenze Glyptothek di Monaco di Baviera 1816 - 30

Ritratto fotografico di Heinrich von Brunn

Frontespizio del catalogo  della Glyptothek di Monaco curato da Heinrich von Brunn 1868

Relativismo

Alois Riegl, pur non occupandosi specificamente dell'arte greca, ha dato un contributo fondamentale, come ricorda anche Ranuccio Bianchi Bandinelli:

Sostanzialmente può dirsi che con il Riegl abbia termine, nella valutazione dell'arte dell'antichità, la impostazione teorica che era stata diffusa dal Winckelmann, seguendo la quale era stato riconosciuto modello immutabile di perfezione artistica l'arte classica della Grecia del V e del IV secolo a. C. e, di conseguenza, ogni altra manifestazione dell'arte veniva giudicata per riferimento e comparazione a quella. 

Il Riegl svincolò il giudizio critico da tale posizione antistorica e riconobbe ad ogni epoca una propria e peculiare "volontà d'arte" (Kunstwollen), cioè un proprio e particolare "gusto". ..... Introducendo il concetto relativistico dell'uguale valore qualitativo di ogni epoca dell'arte, il Riegl segnò allo storico dell'arte il compito di intendere tale "gusto" e di giudicare, pertanto, l'opera d'arte in merito alla raggiunta coerenza espressiva nell'ambito di quel gusto e non in confronto del gusto di un'altra epoca presa come modello o di un presupposto critico estetico, o morale. 

Ranucco Bianchi Bandinelli voce  Alois Riegl  nell'Enciclopedia dell'Arte Antica

Heinrich Wölfflin,  in Kunstgeschichtliche Grundbegriffe (1915), prendendo in esame il passaggio dal rinascimento al barocco, li interpretò non come fasi stilistiche storicamente determinate, ma come tendenze figurative ciclicamente ricorrenti, improntate all'opposizione tra una visione linear-plastica e una pittorica, tra una resa di profondità a una di superficie, tra forma chiusa e forma aperta, tra unità e molteplicità, tra chiarezza assoluta e chiarezza relativa. L'arte ellenistica stava al barocco come l'arte classica stava al rinascimento: erano espressioni artistiche imparagonabili, con intenti completamente diversi.

Purtroppo, l'analogia metaforica di gemma, fioritura e decadenza svolge un ruolo subordinato fuorviante ... La parola "classico" qui non implica alcun giudizio di valore. Il barocco nell'arte moderna non è né un cedimento rispetto al rinascimento né un progresso, ma è un arte completamente diversa. Uno può avere maggiore simpatia o per l'uno o per l'altro: tuttavia deve essere consapevole di esprimere così un giudizio arbitrario.
Heinrich Wölfflin  I concetti di base della storia dell'arte 1915

Storicità dell'arte greca

Partendo dal metodo della scuola di Vienna, ma anche dagli studi storico - estetici di Bendetto Croce e dalle concezioni marxiste, Ranuccio Bianchi Bandinelli ha voluto superare la pur necessaria fase filologico - archeologica con una valutazione più propriamente storico - estetica dell'arte greca, ma legata al suo contesto sociale e culturale: non diversamente da ogni altro momento della storia dell'arte, l'esperienza greca deve essere sottratta alla dimensione mitica ed essere vista come un prodotto storico, come dice il titolo di una sua famosa raccolta giovanile di saggi, Storicità dell'arte classica del 1937

Documentazione

Partenone 447 - 438 a.C. ad Atene con studi delle proporzione
 Le Corbusier Modulor 1948

Johann Georg Heck  Tavola dell'atlante anatomico 1857

Paul Delaroche Emiciclo del'Ecole des Beaux-Arts di Parigi 1841 - 42 particolare con Ictino, Apelle e Fidia
Lawrence Alma - Tadema Fidia e il fregio del Partenone 1868
Gustav Kilmt Le antichità greche dalla decorazione del Kunsthistorisches Museum di Vienna 1891 particolare con Atena