ARTE ROMANA Problemi

L'arte romana presenta problemi perché le sue caratteristiche di varietà e disomogeneità l'hanno resa estranea alla classificazione su base nazionale che nella prima metà del 900 era considerata essenziale e la differenziano nettamente da altre più coerenti culture figurative

Il problema delle origini dell'arte romana

L'arte romana emerge dal linguaggio comune dell'arte medio-italica solo verso la metà del II secolo a.C. Fino a quel momento a Roma la produzione artistica non era molto dissimile da quella etrusca ed era quindi già molto influenzata dall'arte greca. Con la conquista della Grecia i rapporti tra arte greca e arte romana cambiano e si fanno complessi, anche perché l'impronta greca non era vista positivamente da tutti.


Ho una gran paura che tutto questo abbia conquistato noi, anziché essere stato conquistato da noi. Pericolose, credetemi, per questa città sono le statue portate da Siracusa. Già troppo sento lodare le decorazioni di Corinto e Atene e ridere delle antefisse di terraglia degli dei romani! 
Livio Storie XXXIV a proposito di un discorso di Catone in occasione della sconfitta di Siracusa del 212 a.C.

Il problema dell'autonomia dell'arte romana

Negli scritti dei trattatisti del rinascimento si parla genericamente di arte antica, senza fare distinzioni tra greca e romana. Paradossalmente anche Johann Joachim Winckelmann, nella sua  Geschichte der Kunst des Altertums  del 1779,  non riconosce all'arte romana nessuna specificità, la reputa nient'altro che una  forma degenerata di arte greca.

Era stato contestato da pochi, in particolare da Giovanni Battista Piranesi in Della Magnificenza Ed Architettura De' Romani  (1761) e nelle  Osservazioni di G.B. Piranesi sulla lettera di M. Mariette (1765): l'architettura romana era per lui superiore a quella greca, per la sua varietà e funzionalità, per il fatto di essere espressione di austeri valori etici.

Il riconoscimento dell'arte romana nella sua autonomia e nella sua qualità avviene nell'ambito della scuola di Vienna e da parte di due studiosi della fase decisamente meno apprezzata dell'arte romana, quella tardoantica. Fondamentali saranno l'esperienza dell'arte contemporanea e l'elaborazione di nuovi metodi di analisi storico - artistica.

Franz Wickhoff in Die Wiener Genesis (1895) inviduerà nella resa illusionistica della realtà il carattere distintivo dell'arte romana e Alois Riegl in Die spätrömische Kunst-Industrie (1901), con il concetto di Kunstwollen, evidenzierà come l'arte romana sia il frutto di una visione autonoma della realtà.

Il problema dello sdoppiamento: arte patrizia e arte plebea

Per Gerhart Rodenwaldt  (Kunst der Antike, Hellas und Rom, 1927) lo sviluppo artistico romano si muove su due filoni fondamentalmente diversi, ma dalla funzione complementare: quello greco, aulico e soggetto a periodici "classicismi" da un lato, e quello italico popolare, realistico ed espressivo. Quest'ultimo sarà essenziale per lo sviluppo dell'arte medievale.

Anche Ranuccio Bianchi Bandinelli  (prima in Arte Plebea, in Dialoghi di Archeologia a. I, 1967, poi in Roma. L'arte romana nel centro del potere, 1969 e Roma. La fine dell'arte antica, 1970) evidenzia una situazione di sdoppiamento: da un lato l’arte romana di normale evoluzione medio-italica, che era stata già influenzata dall’arte greca, dall’altro l’arte direttamente ispirata dalle conquiste greche.

Bianchi Bandinelli denomina i due filoni arte patrizia e arte plebea perché pensa si tratti di una distinzione per lo più sociale: la prima è l’arte dei ceti plebei e provinciali, la seconda dell’aristocrazia e delle classi colte.

Tanto differenziata la società per la quale opera la produzione artistica dell'età romana, che non se ne potrà intendere il decorso se non si terrà conto di una dualità, di un "bipolarismo" (Blanckenhagen), la cui importanza storica è stata riconosciuta dagli studiosi solo negli ultimi decennî, e che potremmo indicare didatticamente distinguendo una corrente d'arte "patrizia" (o aulica) da una corrente "plebea" (o popolare). Entrambe queste correnti coesistono sino dal primo affacciarsi di un'arte romana (e sarà da spiegarne il perché e i modi); esse si avvicinano tra loro, in taluni periodi sino quasi a fondersi e quindi annullarsi; ma in realtà restano rintracciabili chiaramente attraverso quattro secoli. Per lungo tempo la corrente patrizia ha il sopravvento; ma a partire dallo scorcio del III-inizî del IV sec. d. C., elementi costitutivi e perenni della corrente plebea entrano stabilmente a far parte del linguaggio figurativo romano contribuendo, quale espressione dei profondi mutamenti sociali e ideologici di quel tempo, alla rottura con la forma del naturalismo ellenistico ......

Ranuccio Bianchi Bandinelli Voce Arte romana nell'Enciclopedia dell'Arte Antica 1965

L'originalità romana: il ritratto, il rilievo storico, l'architettura

Ci sono tuttavia aspetti e generi tipicamente romani che non cedono alla mentalità artistica greca e che si affermano soprattutto nel I secolo d.C. 

La cultura figurativa romana non condivideva con quella greca la tendenza a rappresentare la dimensione universale dell’uomo, era al contrario attirata da quella individuale, e approfondirà infatti il genere del ritratto, che era anche legato alle antiche tradizioni gentilizie romane

Dopo la laudatio funebris, il morto si seppellisce con gli usuali riti funebri e la sua immagine, chiusa in un reliquiario di legno, viene portata nel luogo più visibile della casa. L’immagine è una maschera di cera che raffigura con notevole fedeltà la fisionomia e il colorito del defunto. In occasione di pubblici sacrifici espongono queste immagini e le onorano con ogni cura; e quando muore qualche illustre parente le portano in processione nei funerali, applicandole a persone che somigliano agli originali per statura ed aspetto esteriore.
Polibio Storie VI 53

Inoltre l'arte romana ha basato la sua comunicazione con il pubblico sulla rappresentazione di fatti storicamente avvenuti in un contesto concreto, senza trasposizioni mitiche.

Per quanto riguarda l'architettura, la morfologia di derivazione greca sarà sempre una specie di abbellimento esteriore, le strutture e le tecniche costruttive avranno un carattere completamente diverso, funzionale e legato al concreto contesto sociale, con elaborazione di un'articolata tipologia di edifici pubblici e privati

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