Masaccio

Lo Stile Pittorico

"Giotto rinato, che ripiglia il lavoro al punto dove la morte lo fermò; che immediatamente fa suo quanto era stato trovato durante la sua assenza; che approfitta delle nuove condizioni e delle nuove richieste: — immaginate questo miracolo, e capirete Masaccio." (Bernard Berenson)

L’opera pittorica del Masaccio si caratterizzò per lo stile straordinariamente personale e innovativo, con pochissime concessioni alle influenze della tradizione tardogotica e medievale dei pittori precedenti, ma riprendendo tuttavia alcune delle più moderne intuizioni del grande maestro Giotto, coniugandole con le nuove scoperte e i nuovi gusti figurativi tipicamente rinascimentali. In particolare risulta evidente l’influenza che sulla sua produzione artistica ebbero il grande architetto Filippo Brunelleschi e lo scultore Donatello, entrambi, insieme allo stesso Masaccio, citati da Giorgio Vasari nella Teoria della Tre Età, come gli iniziatori del Rinascimento italiano. Infatti, sotto l’influenza di Brunelleschi, l’artista, per la prima volta nel corso dell’arte figurativa, dispone gli elementi spaziali secondo una rigorosa disposizione matematica, secondo i principi della prospettiva scientifica. La bruciante passione per uno schietto realismo, non meno che la penetrante plasticità delle figure e dei chiaroscuri, sono invece spunti figurativi desunti dal nuovo approccio naturalistico tipico delle sculture di Donatello, che portarono il Masaccio ad inaugurare un tipo di pittura che con meno dettagli mirava a ridurre le superfici piatte, creando in maniera realistica l'illusione della tridimensionalità.

La grande risonanza che la nuova concezione dell’arte figurativa proposta dal Masaccio ebbe sui suoi contemporanei è attestata, ad esempio, dalla citazione di Leon Battista Alberti nel prologo del “De Pictura” (1436), oppure dalla brillante sintesi critica dell’umanista Cristoforo: “Fu Masaccio optimo imitatore di natura di gran rilievo universale buono componitore et puro sanza ornato”. Anche l’ideale passaggio di consegne fra Giotto e Masaccio tratteggiato da Leonardo da Vinci nel “Trattato della pittura” (1500 circa), appare non di minore impatto critico, seguendo la definizione che anticipa la formula di Berenson che definisce Masaccio quale “Giotto Rinato” (1896). Inoltre conferma il giudizio sull’opera del Masaccio, non senza una straordinaria forza persuasiva, lo stesso Giorgio Vasari, che commenta: "E gli artefici più eccellenti, conoscendo benissimo la sua virtù, gli hanno dato vanto di avere aggiunta nella pittura vivacità ne’ colori, terribilità nel disegno, rilievo grandissimo nelle figure, et ordine nelle vedute degli scorti; affermando universalmente che da Giotto in qua, di tutti i vecchi maestri Masaccio è il più moderno che si sia visto" ribadendo Il ruolo di fondatore della pittura moderna attribuito a Masaccio, che tutt’oggi appare pressoché indiscusso.