LA "GRANDE MACCHINA"

Nella prima metà del XV secolo la cattedrale di Firenze era ancora priva di copertura nella parte del coro. L'immenso spazio ottagonale sul quale era prevista la cupola aveva uno spessore di 78 braccia fiorentine , 92 se considerato lo spessore del tamburo: un'impresa architettonica che spaventava molti architetti. Ma non Brunelleschi. Egli avanzò la proposta di costruire una cupola autoportante, ovvero capace di sostenersi da sé durante i lavori di costruzione, senza l'ausilio delle armature di legno, anche perché la loro realizzazione sarebbe stata impossibile a causa dell'elevata altezza, della quantità di materiale e dell'incapacità di sostenere un simile peso. Inizialmente Brunelleschi venne considerato un folle: fu condotto via due volte dalla sala dove i vari architetti presentavano agli esponenti dell'Arte della lana le loro proposte di costruzione della cupola. Nonostante tutto nel 1420 cominciarono i lavori di costruzione e a dirigerli c'era lui, Filippo Brunelleschi.

"Structura si grande, erta sopra è cieli ampla da coprire chon su ombra tutti e popoli toscani" (Leon Battista Alberti, De pictura)

"I monti intorno a Fiorenza paiono simili a lei" (Giorgio Vasari)

La cupola o, come la definì Michelangelo la "grande macchina", si erge su un tamburo ottagonale forato da otto finestre circolari di notevoli dimensioni, gli oculi, i quali consentono alla luce di passare; all'esterno, ricoperta da mattoni, è attraversata da otto nervature bianche di marmo che convergono su un ripiano ottagonale sul quale poggia una lanterna cuspidata (inventata dallo stesso Brunelleschi, il quale tuttavia morì prima di vederla posizionata). Essa è costituita da due calotte, una interna e l'altra esterna, al fine di "conservalla dallo umido e perché la torni più magnifica e gonfiata", separate da un'intercapedine; queste sono collegate da otto costoloni rivestiti di creste di marmo bianco e da sedici costole intermedie disposte lungo le facce delle vele, costoloni e costole sono poi uniti da nove anelli in muratura.

Vasari iniziò la decorazione della cupola, realizzando le figure più vicine alla lanterna, ma alla sua morte il lavoro venne concluso soprattutto da Federico Zuccari; La rappresentazione di immagini e figure legate alla Cristianità fu fortemente influenzata dai dogmi della Controriforma. L'affresco è dettagliato e ricco di particolari, caratteristica che si può notare nonostante la considerevole altezza e distanza; i colori sono vari e cangianti, senza però mettere in secondo piano il tema centrale di tale opera, quello teologico.