Esercitazione multimediale

storia dell'arte
dal neoclassicismo alla pittura postimpressionista

Il contratto

Il contratto è un 'opera di William Hogarth inserita nel ciclo denominato "matrimonio alla moda". Il dipinto è datato 1744 ed è stato eseguito tramite la tecnica olio su tela, ad oggi è custodito nella national gallery di Londra. E' evidente l'ironia di cui l'opera è intrisa, caratteristica della pittura moraleggiante di Hogarth, il cui gusto borghese è sintomo di un profondo mutamento sociale.

Sulla destra, con il piede fasciato, probabilmente tormentato dalla gotta, signoreggia il conte, che mostra con ostentato orgoglio il proprio albero genealogico. Sul tavolo, davanti a lui come dote, spicca una grossa somma di denaro fra monete d'argento e banconote da mille sterline; parte di questa somma gli è servita per pagare un'ipoteca che uno strozzino (in piedi di fronte a lui con in mano la spettante somma e l'ipoteca in atto di consegnargliela), un certo Peter Walter, gli aveva fatto firmare. I più maliziosi identificano nel nobile personaggio il conte Scarsdale, lord luogotenente del Derbyshire, un tipo assai presuntuoso, o il conte di Portsmouth, John Walpole, che si vantava spesso dei propri antenati sassoni.

I coniugi Hallet

I coniugi Hallet sono un'opera dell'inglese Thomas Gainsborough portata a termine nel 1785, la tecnica usata è olio su tela e il dipinto si può osservare ad oggi nella National Gallery di Londra. I protagonisti sono William Hallet e la sua futura moglie, due membri dell'aristocrazia inglese, le figure sono rappresentate con distacco, senza una approfondita analisi psicologica. Le linee sono praticamente assenti, ma è solo il colore a definire i contorni. I vestiti indossati dalla coppia sono nonostante tutto abiti borghesi, segnale dell'imminente ribaltamento degli ordini sociali.

Teseo sul minotauro

La scultura viene realizzata nel 1783 da Antonio Canova ed è estratta dal suo consueto marmo bianco, ad oggi la si può trovare esposta nelle sale del Victoria and Albert museum a Londra. Canova in quest'opera segue le teorie di J.J. Winckelmann, cercando nelle sue figure il bello ideale: Teseo è rilassato, difatti è scolpito dopo aver abbattuto il mostro, il corpo è in posizione di risposo e non vi è alcuna traccia di passione nel viso. La scultura probabilmente vuole raffigurare la vittoria dell'uomo e della ragione sull'irrazionalità bestiale.

Le sabine

Le sabine sono un'opera del pittore francese Jacques-Luis David portata a compimento nel 1799, la tecnica utilizzata è quella olio su tela e si può ammirare al Museo del Louvre a Parigi. Soggetto del dipinto è il celebre ratto delle sabine, ma lo stile di David cambia notevolmente rispetto alle opere precendenti a favore di un tocco più morbido e realistico. David sembra invitare i suoi connazionali a deporre le armi e a raggiungere la pacificazione nazionale. È un messaggio personale dell'artista, infatti l'esecuzione avvenne in carcere e in assenza di committenti. David fu tra i pochi ad aver espresso una propria opinione riguardo ai destini della Francia rivoluzionaria.

Duello fra contadini

Duello fra contadini è un'emblematica opera del maestro spagnolo Francisco Goya, il disegno è stato svolto ad olio su muro e successivamente trasportato sulla tela nell'anno 1821, attualmente è conservato nel Museo del Prado a Madrid. Nell'opera è raffigurato lo scontro fra due contadini, che da soli in una valle desolata si prendono a bastonate fra loro. Il dipinto vuole forse essere allegoria della cosìdetta "guerra fra poveri" dove due disperati, abbandonati nel nulla, come prima azione decidono di attaccarsi a vicenda.

La lampada del Diavolo

La lampada del diavolo è un'altra oper del pittore spagnolo Francisco Goya, eseguita con tecnica olio su tela nel 1798 è adesso esposta alla National Gallery di Londra. Il quadro fu richiesto dalla duchessa di Osuna per decorare la sua residenza di El Capricho e raffigura una scena di "El Hechizado por fuerza (L'esorcizzato per forza)", commedia del drammaturgo spagnolo A. Zamora. Le parole "lámpara descomunal" (lampada mostruosa) che si leggono nella pietra collocata nell'angolo in basso a sinistra, fanno parte di un passo della commedia di Zamora. Il personaggio raffigurato è Don Claudio, la cui vita dipende dal continuo bruciare della fiammella, sorretta dal diavolo.

Pantheon

E' una delle acque forti di Giovan Battista Piranesi, raccolta insieme alle altre vedute di Roma, questa serie di fogli appervero a Parigi nel 1837 grazie al figlio e aiutante Francesco. La sua invenzione, partendo dai disegni dell'architetto originale, fornì le parti mancanti; la sua abilità introdusse gruppi di vasi, altari, tombe, e la sua vasta e scientifica distribuzione della luce e delle ombre completò l'immagine gettando un notevole effetto sopra il tutto.

Il massacro di Scio

Il massacro di Scio è una celebre opera del pittore francese Eugéne Delacroix realizzata con olio su tela nel 1824, ad oggi si può trovare nelle stanze del Museo del Louvre a Parigi. Il dipinto mostra alcuni civili greci feriti e in punto di morte che stanno per essere massacrati dai turchi. Si tratta di uno dei numerosi dipinti che realizza riguardo a quest'argomento di cronaca a lui contemporanea, ed esprime la simpatia per la causa greca nella loro lotta per l'indipendenza contro i turchi, un sentimento assai diffuso tra i francesi dell'epoca. Delacroix viene ben presto riconosciuto come il principale esponente del nuovo stile romantico, e il quadro viene acquistato dallo Stato.

La zattera della medusa

La zattera della medusa è un'opera molto espressiva del pittore francese Théodore Géricault, ultimata nel 1819 con tecnica olio su tela, è ora collocata presso il Museo del Louvre a Parigi. Il dipinto rappresenta un momento degli avvenimenti successivi al naufragio della fregata francese Medusé, avvenuto il 5 luglio 1816 davanti alle coste dell'attuale Mauritania, a causa di negligenze e decisioni affrettate da parte del comandante. L'evento generò uno scandalo internazionale, provocando la caduta del governo. Scrupoloso e attento ai dettagli, l'artista si sottopose ad un intenso periodo di studio sul corpo umano e sulla luce, producendo moltissimi disegni preparatori, intervistando due dei sopravvissuti e costruendo un modellino del naufragio.

Il mulino di Flatford

Il mulino di Flatford è un'opera, olio su tela, del paesaggista inglese John Constable, realizzata secondo alcuni nel 1811/12, secondo altri nel 1817. Ad oggi il dipinto è in mostra alla Tate Gallery di Londra.
Da molti è definita l’opera più ambiziosa di Constable e si può considerare la summa dei più alti esiti raggiunti dall’artista. E’ una tela di grande dimensioni riprodotta attraverso l’uso del ‘colore locale’, ovvero le varianti del colore reale dell’oggetto. La scena è studiata nei minimi particolari, osservati direttamente dal vero. La ricchezza di situazioni e soprattutto l’accurata messa a fuoco dell’immagine fanno apparire questo quadro più finito di altri dipinti di Constable, spesso accusato di non rifinire le sue immagini. L’opera rappresenta la documentazione realistica delle osservazioni compiute metodicamente per tanti anni lungo il fiume Stour.

Bufera di neve: Annibale e il suo esercito attraversano le Alpi

"Bufera di neve: Annibale e il suo esercito attraversano le Alpi" è una suggestiva opera di William Turner uno dei principali esponenti del romanticismo inglese. Il dipinto è stato eseguito nel 1812 secondo la tecnica olio su tela ed è oggi esposto alla Tate Gallery a Londra. Il quadro prende solo a pretesto l’episodio storico di Annibale per una immagine che in realtà è una libera ricerca di effetti luminosi e dinamici attivati da una tempesta di neve. Lo schema compositivo ricorre in molte altre opere di Turner: una specie di vortice che ruota intorno ad un punto posto in posizione leggermente decentrata. In questo caso Turner cerca la rappresentazione di quel sublime "dinamico" teorizzato da Kant: la sensazione di intensa ed emozionante paura attivata dalla potenza della natura.

La nave negriera

La nave negriera è un'opera, olio su tela, parte del corredo del maestro William Turner, che la realizzò nel 1840. Ad oggi è ammirabile nelle sale del Museum of Fine Arts presso Boston. il pittore descrive un episodio accaduto nel 1783, quando gli schiavi di una nave negriera, colpiti da un'epidemia, vennero buttati a mare per riscuotere il denaro delle assicurazioni. Il fatto non è rappresentato come fedele riproduzione della realtà, ma il pittore tende ad evidenziare l'impeto poderoso e distruttivo delle forze naturali a fronte delle quali l'uomo viene messo a nudo in tutta la sua insignificante esiguità. Il soggetto è appena individuabile: si distingue sullo sfondo la sagoma della nave e a fatica si intravedono degli schiavi che cercano di resistere alla furia della tempesta nuotando tra le onde. Sui protagonisti e sulla vicenda vera e propria prevale un turbinio di colori marcati e sanguigni che suscitano una forte sensazione di terrore, tragedia ed impotenza.

L'origine del mondo

L'origine del mondo è un'opera di Gustave Courbet, uno dei padri del movimenti realista francese. Il dipinto è eseguito secondo la tecnica olio su tela ed oggi è tenuto presso il Museo d'Orsay a Parigi.  Durante il XIX secolo, il mostrare il corpo nudo divenne una rivoluzione, i cui principali attivisti furono Courbet stesso e Manet. Courbet rifiutava la pittura accademica e i suoi nudi lisci e idealizzati, ma ebbe anche da recriminare riguardo alle ipocrite convenzioni del Secondo Impero, dove erotismo e perfino pornografia erano accettabili in quadri mitologici o onirici. In seguito Courbet ribadì di non aver mai mentito nelle sue opere, e il suo realismo allargò i limiti di quanto fosse considerato presentabile. Con L'Origine du monde egli rese ancora più esplicito l'erotismo dell'Olympia di Manet.

Il vagone di terza classe

Il vagone di terza classe è un dipinto olio su tela del pittore francese Honoré Daumier, realizzato nel 1862, attualmente esposto presso il National Gallery of Canada di Ottawa.Nella produzione pittorica di Daumier il tema del vagone di terza classe occupa un posto molto particolare. Su questo tema l’artista ha eseguito più tele, pur avendo sempre un solo obiettivo: cogliere i tratti caricaturali di quella eterogenea folla di persone che viaggiava nei vagoni più economici dei treni. Ad una prima fila, vista di fronte, ne segue una seconda di persone viste di spalle, e quindi una terza sullo sfondo.
Predomina l’atmosfera scura e cupa. Il nero è la nota dominante del quadro. Solo due finestrini del vagone, sulla sinistra, fanno entrare un po’ di luce, facendo apparire un piccolo sprazzo di cielo livido. Questa luce fa intravedere le figure con una luce molto tagliente e fredda, rendendole quasi spettrali. a pittura di Daumier è densa di una notevole carica drammatica. La drammaticità che deriva da una vita dura e disagiata, che è la conseguenza di una società in cui la giustizia sociale è un valore ancora sconosciuto.

Soldati Francesi del '59

Soldati Francesi del '59 è un'opera realizzata da uno dei principali esponenti della corrente dei macchiaioli: Giovanni Fattori. Il lavoro è frutto della tecnica olio su tavola ed è stato completato nel 1859, ad oggi il dipinto è parte di una collezione privata a Milano. Quest'opera rappresenta otto soldati ed un ufficiale in attesa, tutti accennati in modo sintetico. Infatti, dal punto di vista tecnico, l'autore rifiuta il tradizionale chiaroscuro preferendo di gran lunga l'accostamento di pure e semplici macchie di colore di tonalità diversa, riportando la tecnica tipica dei Macchiaioli.

Il ponte di Waterloo

Il ponte di Waterloo è un dipinto di Claude Monet considerato uno dei padri dell'impressionismo. L'opera è stata conclusa nel 1903 con la tecnica olio su tela ed attualmente si può ammirare al Museo dell'Ermitage di Leningrado. Monet ritorna alle vedute cittadine, ma a questa data rifugge dalla rappresentazione della metropoli caotica e brulicante di gente. La Parigi dei grandi boulevards e´ sostituita da una Londra silenziosa immersa nella nebbia. Lo sguardo di Monet sul paesaggio urbano inglese sembra risentire dell'interpretazione malinconica dell'opera di James Abbott Whistler. I due pittori erano in contatto fin dagli anni delle giovinezza, e a Londra hanno modo di rinnovare il sodalizio artistico inaugurato nella capitale francese. Con Whisler Monet condivide la capacità di piegare un unico colore alla descrizione di una veduta urbana,ora illuminandolo ora scurendolo. L'uso rarefatto della materia pittorica raggiunge effetti quasi "astratti" confermando la nuova attenzione di Monet verso l'estetica simbolista che aveva investito di sé il mondo culturale francese di fine secolo.

Boulevard Montmartre di notte

Boulevard Montmartre di notte è un'opera del pittore e teorico impressionista Camille Pissarro. Dipinto dall'artista nel 1897 con tecnica olio su tela, il quadro è conservato presso la National Gallery di Londra. In quest'opera viene dipinto il boulevard di Montmartre durante la notte. La tecnica pittorica utilizzata da Pissarro è tipica dei pittori appartenenti al movimento impressionista, in quanto il boulevard viene rappresentato con delle pennellate molto intense che rendono l'idea di un paesaggio notturno riprodotto su tela. L'artista utilizza colori come il blu, il giallo (per riprodurre le luci provenienti dagli edifici) e il grigio.

Il ciclope

Il ciclope è un quadro olio su tela di Odilon Redon, importantissimo teorico e artista simbolista, composto nel 1900 circa. Oggi si può osservare al Museo Kroller-Muller di Otterlo. Il pittore si orienta verso la trasfigurazione della realtà proposta dalla grande letteratura simbolista del tempo, da Poe a Baudelaire e a Huysmans, e si sforza di dare forma alle idee, e soprattutto ai pensieri, alle emozioni e ai sogni. Le sue opere mostrano chiaramente l'intenzione di superare il realismo ottocentesco in nome di una continua aspirazione alla trascendenza. Esse sono abitate dalle visioni inquiete, misteriose e dolorose che si generavano nella sua vita interiore: strane figure, insetti, piante sovrastate da teste d'uomo, e così via. Per Redon la pittura non è che la visualizzazione dell'inconscio così come si presenta nel sogno, quando le immagini e le sensazioni, pur avendo attinenza con la realtà quotidiana, sfuggono al controllo razionale e si organizzano secondo legami estranei alla logica, ma, forse, più autentici.

L'apparizione

L'apparizione (Salomè e la testa di san Giovanni Battista) è un dipinto olio su tela di Gustave Moreau del 1875, conservato nel dipartimento delle Arti Grafiche del museo d'Orsay. Al centro di una sala dello straordinario palazzo di Erode, appare una visione terrificante alla principessa Salomé: la testa decapitata di Giovanni Battista. Moreau non ha voluto semplicemente rappresentare una scena appartenente alla tradizione biblica: in questa sua apoteosi di un’epoca lontana, come dice il decadente Huysmans, l’immagine perde ogni riferimento con la realtà e diviene veicolo di espressione del pensiero, di uno stato d’animo, del mondo interiore. L’immagine della testa del santo quindi, non vuole riecheggiare l’episodio della decapitazione in sè, ma essere simbolo, materializzazione del senso di colpa che torna ad ossessionare Salomé e che l’inconscio proietta esteriormente sotto forma di visione onirica.

Fumatore di pipa

Fumatore di pipa è un dipinto a olio su tela realizzato nel 1891 circa dal pittore francese Paul Cézanne. Ad oggi il ritratto è conservato al Museo dell'Ermitage di Leningrado. Cèzanne dedica ben tre dipinti a questo giovane contadino con il viso bruciato dal sole che lavorava per la sua famiglia al Jas de Bouffan. Il pittore lavora diligentemente, costruendo la sua figura con raffinate modulazioni di colore che spaziano dai verdi ai malva, agli ocra ai rossi, ai luminosi azzurri trattati con un ductus sapiente e meticoloso. Il suo sguardo si sofferma sul volto assorto, sull'ampia curva delle spalle e poi naturalmente sulle mani forti e callose, che raccontano di lunghe giornate di lavoro.Cézanne sembra soffermarsi con particolare attenzione sulla destra, e la punteggia di rosso per farle acquistare una maggiore sostanza plastica.

Periferia

Periferia è un quadro olio su tela di Georgers Seurat uno dei pionieri del movimento puntinista. L'opera è stata realizzata nel 1882 ed è attualmente esposta al Museo d'arte moderna di Troyes. La composizione in esame mette in evidenza l'interessamento dell'artista alle contemporanee problematiche – sempre più difficili – delle classi lavoratrici. Il contenuto dell'opera è esplicito, realistico e senza aggiunta di sentimentalismo, quindi una rappresentazione sdrammatizzata di una realtà che va velocemente mutando nelle zone industriali. Anche le case in primo piano si caricano di tutto quello squallore che effettivamente viene presentato dall'intero triste panorama. Sullo sfondo, a completare l'opprimente paesaggio, stanno le fabbriche con l'immancabile ciminiera inquinatrice. L'uomo, colpevole e vittima al tempo stesso, è assente.

La ronda dei carcerati

La ronda dei carcerati è un'opera olio su tela realizzata da Vincent Van Gogh nel 1890. Oggi la si può ammirare al Museo Puskin di Mosca. Il quadro nasce da una tragica esperienza del pittore che nel maggio del 1889 fu ricoverato nell’ospedale di Saint-Paul-de-Mausole, dopo che gli abitanti del quartiere di Place Lamartine, nella città di Arles, firmarono una petizione affinché van Gogh fosse allontanato per i suoi comportamenti irrispettosi e intemperanti. Nell’ospedale gli viene assegnata una camera singola e una stanza al piano terreno dove van Gogh ne ricava uno studio e continua a dipingere. Non ha soggetti, né ispirazioni da ciò che vede intorno a sé e allora decide di dipingere traendo spunto da riproduzioni di altri quadri. Questo dipinto, famosissimo, è ispirato da una incisione di Gustave Doré. La situazione da “carcerato” che Van Gogh vive in questo periodo può avergli fatto scegliere tale soggetto proprio per rappresentare la sua situazione. E il carcerato in primo piano potrebbe essere lo stesso pittore, che osserva con angoscia lo spettatore. La scena è ossessiva e senza speranza anche se in alto a sinistra le due farfalle potrebbero simboleggiare un desiderio di libertà che prima o poi si trasformerà in realtà; tuttavia il quadro è stato spesso utilizzato come spunto per raccontare e rappresentare storie di reclusione e di annichilimento senza speranza.

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