TEATRO POLITEAMA

POLITEAMA Politeama è il decimo quartiere di Palermo. Il quartiere è compreso nell'VIII Circoscrizione[1]. Il quartiere si trova adiacente al centro storico sul fianco Nord dello stesso e prende il nome dall'omonimo teatro. È contraddistinto da un'architettura ottocentesca, infatti l'area venne edificata all'esterno delle mura in un periodo in cui non si sentiva più la necessità di difendersi all'interno delle stesse. L'attuale Piazza Regalmici collegò la città antica con il nuovo quartiere portuale (Borgo Santa Lucia, l'attuale Borgo Vecchio) e al tempo stesso diede il via allo sviluppo urbano fuori le mura verso nord. La zona scelta per la seguente espansione era infatti sub-pianeggiante, molto estesa e ben arieggiata. Qui inizialmente si insediarono le ville della nobiltà palermitana rimpiazzate successivamente dalle nuove abitazioni medio borghesi distribuite secondo i canoni razionali ottocenteschi in isolati regolari quadrangolari. TEATRO POLITEAMA Il Teatro Politeama Garibaldi (con la parola Politeama si intende un generico teatro dove si danno rappresentazioni di vario genere, e pertanto è improprio utilizzarla per riferirsi nello specifico a detto Teatro) si trova sulla Piazza Ruggero Settimo Nel 1865 il Comune di Palermo delibera la costruzione del Politeama. Essendo la spesa superiore alla cifra prevista, viene contattato il banchiere Carlo Galland che si impegna a costruire oltre "tre mercati secondo i disegni dell’architetto Damiani e a costruire, nel locale che indicherà il Municipio, un Politeama secondo il piano d’arte e disegni preparati dall’Ufficio tecnico del Municipio" Dal 1910 al dicembre del 2006 il Ridotto del teatro ha ospitato la Galleria d'arte moderna di Palermo che viene successivamente spostata al Palazzo Bonet.[2] Nel 2000, in occasione del G8 ospitato in città, vengono realizzati i restauri delle decorazioni pompeiane policrome dei loggiati. Dal 2001 il teatro è sede dell’Orchestra Sinfonica Siciliana. A partire dall'estate del 2011 iniziano i lavori di restauro della facciata posteriore del teatro. Giuseppe Damiani Almeyda s’ispirò ai modelli del classicismo accademico in voga alla fine dell’Ottocento. Secondo Antonella Mazzamuto (Luoghi di Sicilia, Teatri tra ‘800 e ‘900. Edizioni Ariete, 2000), "il tipo adottato nel Politeama Garibaldi è quello del teatro-circo, in cui però la forma semicilindrica del prospetto nasconde una sala a ferro di cavallo con due ordini di palchi ed un profondo loggione. È una soluzione che ricorda il primo Hoftheater di Gottfried Semper, realizzato a Dresda, dove l’andamento semicircolare del fronte contiene ancora una sala di tipo tradizionale. Il valore di questa costruzione sta nell’esaltazione della funzione sociale del teatro come "teatro del popolo" con l’enorme sala a ferro di cavallo (che nel 1874 poteva contenere cinquemila spettatori) con due file di palchi, dominata da una grande galleria articolata in due ordini. L’ingresso è costituito da un arco di trionfo sormontato dalla quadriga bronzea di Apollo, opera di Mario Rutelli, cui s’affianca una coppia di cavalli bronzei diBenedetto Civiletti.

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