DONATELLO

Nacque a Firenze nel 1386. Secondo gli scritti di Vasari, il giovane venne educato nella casa di Roberto Martelli. Ebbe probabilmente una formazione come orafo, che allora era molto comune per chiunque volesse dedicarsi ad una branca del panorama artistico. Dal 1402 al 1404 si recò a Roma e conobbe Filippo Brunelleschi: tra i due si instaurò un legame di amicizia e, in seguito, la loro conoscenza, il loro confrontarsi sulle rispettive esperienze artistiche durante il soggiorno presso Roma avrebbe portato importanti risvolti nei percorsi artistici e lavorativi di entrambi. Essi osservando i copiosi resti antichi presenti nella città, li studiavano attentamente, traendone ispirazione. Vasari, nei suoi scritti, racconta come i due vagassero nella città spopolata alla ricerca di "pezzi di capitelli, colonne, cornici e basamenti di edifizj", arrivando a scavare quando li vedevano affiorare dal terreno. Nel 1404 Donatello fece ritorno a Firenze, per collaborare, nella bottega di Lorenzo Ghiberti, fino al 1407, alla creazione dei modelli in cera per la porta nord del Battistero.

  • San Giorgio. La statua è rappresentata all'interno di una nicchia di stampo gotico. Nonostante ciò, a differenza dell'epoca precedente in cui le statue fungevano da semplici ornamenti parietali, Donatello, primo a reintrodurre questa tecnica classica, realizza al statua a tutto tondo, concependola come una realtà distaccata dall'architettura e ormai lontana dalla semplice funzione ornamentale. La figura del giovane è leggermente ruotata intorno all'asse centrale, le gambe leggermente divaricate ed il busto eretto risaltano l'idea che l'artista voleva dare del santo, cioè di fermezza morale. Lo sguardo è particolarmente espressivo ma, al contempo, fermo e cauto. Già a metà del XV secolo la statua era vista come un modello di perfezione: Giorgio Vasari, nella prima edizione delle "Vite" ne sottolineò la bellezza, la prodezza militare, la "vivacità fieramente terribile et un maraviglioso gesto di muoversi dentro a quel sasso", come "nelle figure moderne non s'è veduta ancora".
  • Il David. Il giovane eroe, dallo sguardo rilassato ed ammiccante e da una certa espressione enigmatica, è raffigurato un piedi, col volto leggermente piegato verso il basso ed il corpo completamente nudo e rilassato: il peso è scaricato sulla gamba destra, mentre l'altra gamba si appoggia alla testa del gigante Golia, da lui sconfitto. Nonostante il gracile corpo sia quello di un giovinetto, poco più di un fanciullo, nel complesso il portamento risulta fiero e sicuro. Indossa un particolare cappello decorato con una ghirlanda d'alloro, mentre i capelli sono lunghi e sciolti. Impugna, nella mano destra, una spada, mentre la mano sinistra, appoggiata sul fianco, nasconde il sasso con cui ha ucciso il rivale. La base è composta da una ghirlanda circolare appoggiata orizzontalmente. Proprio come nella formella di Brunelleschi, l'impatto visivo è creato dai giochi di luce e dalle profonde ombreggiature, che conferiscono alla scultura un tono misterioso ma, al contempo, armonioso ed equilibrato.