Autunno in Sicilia

SAGRE e FESTE

Sagra delle Castagne 2014 a Tusa. Come ogni anno, l'ultimo fine settimana di ottobre, nella località di Tusa si svolge la Sagra della Castagna, nella centrale Piazza Mazzini per l'occasione vengono distribuite castagne cotte in varo modi ed altri prodotti, come i panini con salsiccia, originari della tradizione tusana. Durante la serata canti e danze tradizionali.

La Sagra del pistacchio promuove lo squisito frutto verde che cresce alle pendici dell'Etna ed i prodotti da esso derivati. Il pistacchio di Bronte, infatti, è particolarmente pregiato e ricercato per il suo sapore aromatico e gradevole in pasticceria, in gelateria e per aromatizzare ed insaporire molte vivande. L’olio, estratto dal frutto, trova anche applicazione in dermatologia per le sue alte doti emollienti ed ammorbidenti.

Ma è chiaramente in cucina e pasticceria che il pistacchio (tignosella - pistacchio non sgusciato) diventa un re. Pistacchio non è solo sinonimo di dolci, ma nutriente condimento per i primi piatti. Se da una parte, infatti, la fama delle pennette al pistacchio ha fatto il giro della Sicilia per la loro bontà, non meno prelibata è la pasta fresca fatta in casa realizzata con la farina di pistacchio. I dolci naturalmente la fanno da padrone: paste, torte e gelati sono resi ancor più gustosi con il prezioso frutto dell’Etna che è servito negli anni anche ad inventare prelibatezze nuove. Oltre al favoloso gelato e all’osannata torta al pistacchio (realizzata con pan di spagna, a volte farcita con uno strato di cioccolata o di nutella che si associano particolarmente al gusto del frutto), e alle gustose paste di pistacchio realizzate con la stessa procedura con cui si produce la pasta di mandorle, si fanno sempre più strada, il pesto di pistacchio a base di solo pistacchio ed olio di semi e la filletta al pistacchio, ovvero il tradizionale dolce brontese guarnito del prezioso frutto. Il dolce del pistacchio ed il salato dei secondi piatti più tradizionali riescono a sposarsi nella salsiccia di pistacchio. Preparata all’inizio dai macellai con qualche perplessità, ormai è richiestissima. Del resto la mortadella migliore si condisce con il pistacchio che se è di Bronte e sinonimo di grande qualità. Immaginate poi una specie di “Nutella” di colore verde che qui chiamano “Pistacchiella” o più semplicemente “crema di pistacchi”. Girando fra gli stand della sagra o recandovi in qualsiasi pasticceria o ristorante di Bronte sarà possibile trovare tutto e forse di più, in un variegato cocktail di prodotti che però hanno un colore solo: il verde dell’“oro” di Bronte.

Sagra del Miele e dei Prodotti tipici locali

A Sortino in provincia di Siracusa, l'importante manifestazione che tende a valorizzare il prodotto principale dell'economia sortinese. Il miele ibleo è quello cantato da Virgilio, Ovidio, Teocrito; quello che decine di apicoltori, i "fasciddari", con un arte e dei gesti antichi offrono agli oltre cinquantamila visitatori che ogni anno, nel primo week-end di ottobre, affollano le strade del paese in occasione della sagra. Occasione per degustare il miele, i dolci e i liquori a base di questo prodotto, tra i più buoni d'Italia. La lunga tradizione mielaia delle genti sortinesi succedutesi nelle varie generazioni ha portato alla produzione di mieli caratteristici, quali quello di timo, di eucalipto, di zagara oltre che all'onnipresente millefiori. Anche i dolci che si producono nei giorni delle feste, sono a base di miele come i piretti (biscotti duri di farina e miele con una mandorla dentro), le sfingi (o sfinci) piccole masse di pasta lievitata, poi fritte e condite con miele crudo e i sanfurricchi (caramelle di miele cotto, lavorato per inglobare aria e indurito, successivamente tagliato in piccoli pezzi). Altro prodotto tipico è un liquore di miele chiamato "spiritu ri fascitrari" (liquore dei mielai) prodotto per distillazione dell'acqua che risulta derivata dallo scioglimento della cera (che contiene molti residui zuccherini e di miele), successivamente fatta fermentare e distillata, se ne può utilizzare il prodotto anche "bianco", ma la tradizione lo fa preferire "cunzatu" (condito) con miele cotto a fuoco lentissimo per varie ore. Ma la Sagra non è solo dolcissime degustazioni di "miele" e di altri pregevoli prodotti del territorio, ma anche iniziative culturali e tanta musica, spettacoli ed ancora tradizione.

Festa della Nocciola a Badiavecchia Novara di Sicilia (Messina).

La Manifestazione, avviata non solo per ridare valore alla preziosa storia di questi posti, ma anche all’attività tipica del Popolo Novarese: la raccolta delle nocciole. Tra le novità, degustazione di Salsiccia con la Nocciola, un`iniziativa che ha riscosso enorme successo. Degustazione di Salsiccia alla Nocciola.

I Canterini Siciliani, la scenografia della Badia di S. Ugo, i colori, le luci, le danze, il buon sapore delle nocciole trasformano ilBorgo di Badiavecchiain un fascino di arte, di emozioni, di festa.“BADIAVECCHIA”, piccolo borgo Cistercense, a tre chilometri da Novara di Sicilia nel cuore delle valli solitarie, fra i monti Peloritani e Nebrodi. Le prime povere case, sorsero forse dopo la venuta del monaco francese, Ugo. Ogni pietra, ogni rupe parla di mistero, le tracce di celle, d`altari infranti, di cori dispersi, di archi distrutti, di quadrate pietre che furono il sostegno del vetusto cenobio, di porte e finestre ogivali, mentre più in giù, con le sue case nuove, dai tetti tutti rossi, Badiavecchia, nel silenzio, ascolta, ancora, l`eco delle campane, che davano gli annunci per la quotidiana preghiera e rivede sfilare, lungo i sentieri erbosi, i frati con il bianco saio, dopo la fatica del giorno e poi il ritorno dei contadini, tra ragli, ruggiti e belati, seguiti dalle laboriose donne sotto il peso di fascine di legna, verso il casolare... in un malinconico viaggio nel tempo. Su un riparo di selvaggia bellezza, ancora oggi incontaminato dal caos cittadino, sorge la Chiesa di Santa Maria Annunziatae i resti dell’antico Monastero Cistercense.

Sagra della Ricotta e della Mostarda a Paternò. Stand espositivi,degustazione di prodotti tipici, spettacoli e tradizione tutto ispirato al tema della Sicilia. Le origini di Paternò (Catania)sono antiche e risalgono ad epoca precedente ai greci. L'antico nome era Ibla Mayor e numerose sono le testimonianze archeologiche che il suo territorio conserva. Il centro storico è ricco di monumenti risalenti al periodo normanno. Sulla collina, tra glia altri, sono situati il Castello edificato da Ruggero II nel 1072, il convento con la chiesa di S.Francesco, la chiesa S. Maria dell'Alto con scalinata settecentesca, la chiesa S. Maria di Josaphat, costruita dalla contessa Adelasia nel 1092.

Comment Stream