LE CROCIATE

Definizione

Con questo termine si intendono le guerre combattute, dal sec. XI fino alla fine del XIII, dai popoli cristiani contro i musulmani per la conquista di Gerusalemme. Furono promosse dal papato e i combattenti portavano come insegna la bandiera crociata e una croce rossa sulla spalla destra.

Le cause

Le Crociate nacquero come guerre difensive; il loro scopo più importante doveva essere quello di riconquistare il Santo Sepolcro di Gerusalemme ed i luoghi della Terrasanta, che erano stati conquistati nel VI secolo dai Turchi musulmani. Le motivazioni delle Crociate non furono però soltanto religiose ma anche di natura sociale, politica ed economica. La partecipazione alla Crociata, infatti, garantiva diversi privilegi ed immunità; i servi che avrebbero partecipato ad una Crociata, per esempio, avrebbero ricevuto la libertà, ai criminali sarebbero state cancellate le pene, a tutti i crociati sarebbe stata riconosciuta l’indulgenza plenaria, il perdono definitivo da tutti i peccati, ed il Paradiso se fossero morti in battaglia. Da un punto di vista politico le Crociate avrebbero rappresentato un’occasione di ricchi bottini e terre da conquistare per i figli minori dei feudatari, la nobiltà feudale “cadetta”, esclusa dalla successione al patrimonio di famiglia e diventata in quel periodo molto violenta e sanguinaria. Da un punto di vista economico le Crociate avrebbero consentito alle città marinare affacciate sul Mar Mediterraneo (Pisa, Genova e Venezia soprattutto) di mantenere il monopolio sui commerci con l’Oriente che era in pericolo perché i Turchi avevano reso pericolosi e difficili i collegamenti.

Gerusalemme

Il motivo principale ed ufficiale delle Crociate era comunque, come detto, quello di liberare Gerusalemme dai musulmani. Gerusalemme aveva un altissimo valore simbolico ed era considerata la città sacra di tre religioni differenti, quella cristiana, quella ebraica e quella musulmana; per i cristiani in quanto luogo del martirio di Gesù e del Santo Sepolcro; per gli ebrei era la capitale dell’antichissimo Regno di Israele e per i musulmani perché lì giunse Maometto prima di morire e di salire in cielo. Da quando Gerusalemme venne conquistata dai musulmani, i vari califfi o sultani erano stati comunque sempre abbastanza tolleranti nei confronti dei cristiani e degli ebrei permettendo loro di vivere o di recarsi in lì in pellegrinaggio. Qualche volta si verificavano episodi di violenza più o meno gravi nei loro confronti; le voci e le notizie di questi episodi di intolleranza arrivavano in Occidente dopo molto tempo e magari in maniera un po’ distorta tale da far pensare a cose ben peggiori di quelle che effettivamente erano successe. Da tutte queste circostanze nacque presso il papato l’idea della crociata.

Durata e numero

Le Crociate si svolsero dal 1096, inizio della prima crociata, al 1270, fine dell’ultima crociata. Furono in tutto 8 ed a parte la prima, che si concluse con la liberazione di Gerusalemme, tutte le altre furono vinte dai musulmani.

La prima crociata

La prima crociata fu indetta il 27 novembre 1095 dal papa Urbano II durante il Concilio di Clermont in Francia. Gli obiettivi di questa crociata dovevano essere quelli di riconquistare Gerusalemme e di restituire all’Impero Bizantino alcuni possedimenti che erano stati conquistati dai Turchi selgiuchidi. Furono due le spedizioni: la prima, conosciuta come Crociata dei Poveri, composta da masse di disperati, appartenenti ai ceti più umili, si riunì intorno a Pietro d'Amiens detto l'Eremita e a Gualtieri Senza Averi, ma furono fermati dai Turchi a Nicea, dopo che, durante il viaggio verso Oriente, avevano massacrato le popolazioni, saccheggiato e devastato le loro terre; la seconda, conosciuta come Crociata dei Nobili, meglio preparata, fu quella dei feudatari tedeschi, francesi e italiani che giunsero a Costantinopoli attaverso tre itinerari: alcuni si raccolsero intorno a Goffredo di Buglione, duca della Bassa Lorena, e a suo fratello Baldovino, altri a Ugo di Vermandois, Stefano di Blois, Roberto di Normandia e Roberto di Fiandra, altri ancora a Raimondo conte di Tolosa, a Boemondo d'Altavilla e al nipote Tancredi. I crociati conquistarono Nicea, che cadde dopo un mese di resistenza, e Antiochia, ove si insediò come signore Boemondo. Dopo dissidi e discordie, che più volte minacciarono di far fallire la spedizione, le armate cristiane poterono, finalmente, raggiungere Gerusalemme, assalirla con l'aiuto dei Genovesi di Guglielmo Embriaco, e nel 1099 occuparla. I luoghi santi furono organizzati feudalmente con la creazione di quattro Stati latini: Gerusalemme, Antiochia, Edessa e Tripoli. Primo re di Gerusalemme fu Goffredo di Buglione, il Difensore del Santo Sepolcro: alla sua morte gli successe il fratello Baldovino. Valido aiuto era giunto dalle navi pisane, veneziane e genovesi.

Le seconda crociata

La seconda crociata fu indetta nel 1145 da papa Eugenio III ed aveva come obiettivo quello di riconquistare il regno di Edessa caduto nelle mani dei musulmani. Alla crociata parteciparono il Re di Francia Luigi VII e l’Imperatore del sacro Romano Impero Corrado III ma la spedizione fallì miseramente.

La terza crociata

La terza crociata fu indetta nel 1189 da papa Gregorio VIII ed aveva come obiettivo quello di riconquistare Gerusalemme, caduta in mano musulmana per opera del Sultano d’Egitto o Saladino come veniva chiamato in Occidente. Alla crociata parteciparono Federico Barbarossa, Enrico II d'Inghilterra (alla sua morte sarà sostituito dal figlio Riccardo Cuor di Leone) e Filippo II Augusto di Francia. L'offensiva dei crociati venne meno quando l'imperatore Federico Barbarossa morì durante il viaggio, annegando nel fiume Salef. Al comando dei due re di Francia e Inghilterra, i crociati conquistarono San Giovanni d'Acri, ma a causa delle discordie fra i due re, fallì il tentativo di riconquistare Gerusalemme. Tuttavia Riccardo stipulò un patto con il Saladino per consentire i pellegrinaggi fino a Gerusalemme.

La quarta e la quinta crociata

Sarà Innocenzo III nel 1198 a organizzare la quarta crociata. L'impresa subì una battuta d'arresto per problemi finanziari: infatti i crociati, guidati da Bonifacio del Monferrato, non erano in grado di versare l'intera somma pattuita con i Veneziani necessaria per l'imbarco, e si fermarono a Zara, nell’attuale Croazia, che riassoggettarono alla Repubblica di Venezia. Giunti finalmente in Oriente, dopo un assedio di due mesi, nel 1204, conquistarono Costantinopoli; Baldovino di Fiandra fu nominato imperatore, Bonifacio del Monferrato re di Tessalonica, mentre i Veneziani si assicuravano notevoli vantaggi. Al posto dello sconfitto impero bizantino i crociati diedero vita all'impero latino d'Oriente.

La quinta crociata fu proclamata da Innocenzo III nel 1215: sarà però il suo successore Onorio III a darle attuazione pratica, ottenendo l'adesione del re d'Ungheria, di molti principi tedeschi e fiamminghi, ai quali, successivamente e troppo tardi, si unì Federico II di Svevia. La spedizione terminò con la dura sconfitta dei crociati in marcia da Damietta al Cairo (1221).

La sesta, la settima e l'ottava crociata

La sesta crociata ebbe luogo tra il 1228 ed il 1229 ed ebbe come assoluto protagonista Federico II di Svevia e di Sicilia. Fu l'unica crociata pacifica, risolta per vie diplomatiche, evitando lo scontro militare e fu anche quella che ottenne le maggiori conquiste territoriali per lo schieramento crociato. Federico II ottenne dal sultano la cessione di Gerusalemme, Betlemme e Nazareth che venne accordata a patto che le fortificazioni cittadine fossero demolite, in modo da non costituire fonte di preoccupazione militare per il sultano.

Nel 1244, però, una colonna di Turchi, al servizio dell'Egitto, conquistò definitivamente Gerusalemme. Innocenzo IV bandì, nel concilio di Lione del 1245, la settima crociata, alla quale aderì Luigi IX, re di Francia; ma dopo alcune vittorie, i crociati furono sconfitti, e lo stesso re cadde prigioniero del sultano d'Egitto nella zona del delta del Nilo (1250). Fu pagato il riscatto, ma l'impresa non proseguì per mancanza di aiuti da parte dell'Europa: nel 1254 il re tornò in Francia.

Sotto le pressioni del papa Clemente IV, nel 1267 Luigi IX riprese le armi e nella ottava crociata, diretta ancora una volta contro i possedimenti musulmani nell'Africa settentrionale, fu accompagnato dal fratello Carlo I d'Angiò, re di Sicilia; nel 1270 l'esercito sbarcò a Tunisi, dove fu decimato da un'epidemia di peste che uccise lo stesso Luigi IX.

Le conseguenze

Da un punto di vista militare e territoriale le Crociate non furono un grande successo e non ottennero i risultati sperati perché Gerusalemme rimase nelle mani dei musulmani. Tuttavia le Crociate hanno avuto delle importanti conseguenze culturali perché hanno permesso a due mondi molto differenti tra loro per usi, costumi, religione e lingua di conoscersi e di influenzarsi a vicenda. Per tre secoli, inoltre, le Crociate assicurarono agli Stati dell'Occidente europeo la supremazia sul Mediterraneo ed ebbero effetti molto positivi per lo sviluppo economico, in particolare per le città marinare italiane. Genova, Pisa, Amalfi, Venezia, fornendo aiuto con le loro flotte ai crociati, riuscirono ad avere importanti privilegi commerciali. Genova, Pisa, Venezia, soprattutto, furono all'avanguardia della grande espansione dei commerci e conquistarono il dominio dei traffici con l'Oriente, diffondendo in Europa i prodotti delle più lontane terre asiatiche. La ricchezza che ad esse ne derivò fu di grande giovamento all'economia di molte regioni italiane.