Conversazioni sulla fotografia


2013






#1 Conversazione - Simona Ghizzoni



Simona Ghizzoni nasce a Reggio Emilia nel 1977. Laurea al DAMS Musicologia con specializzazione in Fotografia. Tesi “ La storia della fotografia psichiatrica” Dopo gli studi classici, frequenta l’Istituto di Fotografia e Arti Visive di Padova, conseguendo il diploma nel 2002. Si laurea alla Facoltà di Arte, Musica e Spettacolo di Bologna con una tesi sulla Storia della Fotografia. Dal 2005 si dedica al reportage e alla ricerca personale, con particolare riguardo alla condizione della donna. Nel 2006 viene selezionata per Reflexions Masterclass, seminario biennale tenuto dalla fotografa Giorgia Fiorio e dal curatore Gabriel Bauret. Nello stesso anno vince il primo premio ex-aequo al concorso Attenzione Talento Fnac, con “Cicatrici”, un reportage sulla città di Sarajevo a 10 anni dalla fine della guerra. Con un’immagine del lavoro Odd Days, sui disturbi dell’alimentazione, vince il terzo premio nella categoria ritratti al World Press Photo 2008. La serie di autoritratti “In Between” è stata esposta a Paris Photo 2008 e il lavoro “A minor Place”, nel 2009. Nel 2009, con un lavoro sulle vittime di mine antiuomo in Cambogia, vince il secondo premio al Pictures of The Year International nella categoria Magazine Features, mentre una selezione di immagini dal lavoro Odd Days guadagna il Premio PHE OjodePez de Valores Humanos 2009.

Sempre nel 2009 Simona Ghizzoni partecipa al 16th Joop Swart Masterclass, organizzato dal World Press Photo.

Vive a Roma ed è rappresentata dall’Agenzia Contrasto.

PREMI

2006 1 premio ex-aequo Attenzione Talento fotografico Fnac
2008 3 premio portraits single World Press Photo
2009 2 premio Magazine Feature Pictures Story at POYI
2009 1 Premio PHE OjodePez de Valores Humanos 2009
2009 Finalista al Emerging Photographer Grant Burn Magazine

MOSTRE

2006 Touring exhibition through Fnac Galleries Italy, Spain and Portugal
2007 Festival Corigliano Calabro, Corigliano Calabro Fotografia 2007
2008 Fotografia-Festival Internazionale di Roma, Roma
2008 Paris Photo 2008  (series In Between)
2009 Accademia di belle arti, Bologna
2009 Fotografia-Festival Internazionale di Roma, Off circuit, Roma
2009 Reportage Atri Festival, Atri
2009 Savignano sul Rubicone (Solo exhibition, series In Between, Aftermath)
2009 Photoespana-Ojodepez touring exhibition through Spain and Portugal
2009 Paris Photo 2009 (series A minor Place)
2010 Photoespana, Madrid. Solo Exhibitio

Dal 2005 praticamente vive di fotografia:

Tematica di interesse: “La figura femminile, la condizione della donna soprattutto nelle aree di conflitto” che sviluppa principalmente su due livelli:

1.Progetti di documentazione

progetti in zone calde sviluppati su lunghi periodo. Non di reportage, i suoi lavori non hanno l’impatto della news.

2.Ricerca personale

Lavora con Agenzie specializzate (Contrasto) e con Gallerie (Forma di Milano) , un po’ come succede in America, non tanto in Europa.

2008 Con un immagine del lavoro Odd Days sui disturbi dell’alimentazione, vince il 3° Premio World Press Photo nella categoria ritratti. Chiara.

2012 con il ritratto di una donna nella Striscia di Gaza vince il 3° premio del World Press Photo nella categoria Contemporary Issues.

Amante della musica e dell’arte, in particolare del 1500-1600, di cinema e di fotografia. Si diploma presso l’Istituto Superiore di Fotografia e Arti Visive di Padova.

Lavora 2 anni presso uno studio pubblicitario per poi decidere di abbandonare questo lavoro che non sente proprio e decide di dedicarsi alla fotografia di reportage facendo da assistente.

2005-2006 I primi anni non aveva ancora individuato un progetto poi nel 2006 parte per la Bosnia a 10 anni dalla fine della guerra. Parte per Sarajevo, in nave e in pullman, per compiere un viaggio diario attraverso queste terre ed è il primo viaggio fatto con l’intenzione di fotografare.

2006 Con questo lavoro vince il premio Attenzione Talento Fotografico FNAC. In giuria Renata Ferri di IO Donna che diventerà il suo mentore. Questo riconoscimento le ha dato fiducia e l’ha spinta a provarci.

2007-2010 “Odd Days” I giorni dispari. Documentazione sui disturbi alimentari in Italia. Progetto triennale. Il suo obiettivo era realizzare un reportage sulle persone cercando di stabilire un rapporto 1 a 1. Nel cercare il rema ricorda il consiglio che le aveva dato sua madre tempo prima: Simona “Di cosa scrivo?” Madre “Di quello che sai”.

E così, avendo sofferto in prima persona di disturbi alimentari per anni ed essendone guarita prima di fare questo lavoro, dopo aver vissuto esperienza della perdita di un’amica, una ragazza di 23 anni che soffriva di anoressia e che morì “per il caldo” si incazza e decide di indagare.

L’isolamento, l’abbandono. Esistevano solamente cure psichiatriche e poi cliniche che si occupano della cura sul lungo periodo dei disturbi dell’alimentazione.

Perché le persone vengono abbandonate a sé stesse? Alcune cliniche funzionano ma hanno una lista d’attesa infinita e altre cliniche private hanno costi proibitivi, 800€ al giorno.

Alle ragazze viene tolto il cellulare, le visite vengono concesse o meno a seconda delle condizioni anche perché spesso le problematiche sono collegate proprio all’ambiente familiare di provenienza.

Vengono tolti gli specchi. Il fatto di essere fotografate è molto forte, ci vuole tempo per costruire un rapporto di fiducia e per riuscire a farsi ritrarre a e rivedere le proprie immagini. 3-6 mesi in clinica. Giorni in cui non succede nulla ma sono giorni strani, giorni dispari, bisesti.

2008 Chiara. Premio internazionale di fotogiornalismo che esiste da 56 anni. Il World Presso Photo. Simona ha dedicato 3 anni allo sviluppo di questo progetto andando per 5 o 6 volte per 15/20 giorni in clinica. Al suo primo ingresso in clinica la psicologa le introduce 20 ragazze e spiega loro il motivo per cui lei si trova lì.

Simona vede 40 occhi sgranati che la osservano e sembrano dire “violenza, disagio.. siamo qui rinchiuse, ci sentiamo delle merde e tu vuoi fotografarci?”.

Il rapporto che si instaura è ambivalente: dall’esibizionismo di un corpo eccessivamente magro a coloro che riacquistavano peso attraverso la terapia e lo vivevano come un incubo per cui essere fotografate era davvero troppo difficile.

Simona trascorre il primo mese in clinica con la macchina ma senza usarla, vive un periodo con loro per superare l’ostacolo poi con il tempo le ragazze ad una ad una cominciavano ad avvicinarsi e a chiedere di essere fotografate e a fidarsi, chi sì e chi no.

Alla fine delle settimane trascorse in clinica guardavano insieme le foto, anche con gli psicologi, alle volte facendo vedere anche le foto precedenti perché si sentissero parte di un progetto più ampio. Hanno partecipato anche alla creazione di una mostra a Milano per la festa della Fotografia Etica scrivendo i testi e partecipando alla selezione delle immagini.

Riflessione Sul dolore e sulla fotografia.

La foto è spesso un atto aggressivo in cui prendiamo qualcosa senza restituire nulla. In questo caso Simona Ghizzoni ha cercato in ogni modo di rispettare, di non violentare, di restituire partecipare, far partecipare, coinvolgere.  

2007 Agenzia Contrasto. Con questi primi due lavori (Odd Days era all’inizio) si è presentata a Contrasto, è stata selezionata e le hanno fatto un contratto, ha lavorato con le riviste su lavori commissionati, ha iniziato.

2010 “Un giorno dal 2010 sono andata in guerra” GAZA.

Lavoro documentaristico dedicato al conflitto sempre in corso a Gaza, a quel che rimane in quelle zone dopo che sono calati i riflettori. Il ruolo centrale della donna in famiglia nella ricostruzione del dopoguerra, gli uomini spesso non ci sono. Negli ultimi 2 anni è stata quasi 5 mesi nella striscia di Gaza, ha trascorso lì il Natale e il Capodanno, ha instaurato rapporti continuativi di fiducia e di amicizia a tutti gli effetti, aiutano nelle traduzioni, ad entrare in contatto con le persone del luogo, seguendo il fil delle donne che hanno perso qualcuno in guerra.

2011 Janila 40 anni. Sguardo intimo al femminile. Volto celato che racconta una storia. Colpita alle gambe da un missile durante l’operazione piombo fuso. Accudire i bambini e il marito è imprescindibile per una donna e per lei era molto doloroso non poterlo fare, avere bisogno.

Ritratto in casa, gambe distrutte, il bastone è il simbolo che rappresenta il fatto di essere di peso e dipendere dagli altri. Luce. (La foto che ha vinto il primo premio del World Press 2012 è di un dolore da prima pagina, ritoccata con Photoshop, bambini morti e dolore struggente sbattuto in faccia).

Simona quando si trova a Gaza vive in un compound dove l’esercito israeliano sa che ci sono degli internazionali e tendono a non bombardare ma non si è al sicuro, è tra coloro che sono stati allontanati e tratti in salvo dopo la morte del giornalista Vittorio Arrigoni, che stavano aspettando per cena e che non è mai rientrato.

D. Silvia Camporesi: Come ti sostieni? Come ti muovi? Come finanzi e promuovi questi lavori?

R. Simona Ghizzoni: I progetti che hanno una durata lunga, 3 anni, non sono economicamente sostenibili da terzi e sono autoprodotti, autofinanziati con lavori, premi, grants.. L’agenzia è una realtà di distribuzione più che di produzione.

Un servizio sul giornale paga circa 1.500/2.000 €. I giornali non mandano più a fare foto, molti stanno chiudendo.

Donne Saharaui. Territorio ricco e fertile occupato militarmente dal Marocco, conflitto irrisolto, soprusi quotidiani, le conseguenze della guerra sulle donne. Ha partecipato ad un bando per ottenere un grant per la produzione di un lavoro sulle donne Saharaui.

Ha scritto il progetto con un’amica giornalista e video maker, ha raccolto fondi con il crowdfunding (donazione dal basso) 12mila dollari per il montaggio. Parte del lavoro è stato pubblicato su IO Donna.

Just to let you know that I am alive.

Donne vittime di sparizione forzata, attiviste che per anni sono state in carcere. Ha fatto scegliere loro un’immagine significativa da mettere nel diario. Prigionieri politici che dopo essere stati allontanati per anni dalla famiglia sono stati liberati e hanno trovato un mondo cambiato.

Lavori commerciali. Capita che i committenti vedano i suoi lavori in ambito documentaristico e commissionino lavori commerciali. Salvatore Ferragamo ha visto i suoi lavori onirici in Galleria e ha richiesto la sua collaborazione.

Arte. “In between” Pratica artistica di ricerca personale. Gioco, sfogo che ha partecipato a esposizioni importanti tra cui Paris Photo, grazie anche alla gallerista.

Serve per compensare anche tutta questa pesantezza, una parte più personale, profonda e onirica.

Le è sempre stato detto che doveva scegliere o che non sarebbe mai stata né carne né pesce ma non ha mai ascoltato questi commenti e consigli e continua a dedicarsi sia a lavori documentaristici, sia all’arte.

Sta sperimentando fotografando, stampando in bianco e nero e colorando le foto ad acquerello/ercoline usando carta Fine art Seta, per tornare al manuale nell’era del digitale. Foto vendute Galleria Forma.

Domanda di Silvia Camporesi: Quali sono i tuoi punti di riferimento?

Risposta di Simona Ghizzoni: Diane Arbus, Sarah Moon. Fotografia americana anni 70 come filosofi.

Francesca Woodman

Autoritratto e immaginario. Antoine D’Agata (Magnum) – autoscatti mentre fa l’amore con prostitute in tutto il mondo, foto mosse, mostrificanti. Michael Ackerman – filosofia e pensiero, mondo reale condivisione personale, progetti di vita.

Domanda: Il prossimo lavoro?

R. Donne e maternità.


#2 Conversazione - Luca Panaro



Luca Panaro è critico d'arte, curatore e docente all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.

Si interessa di fotografia, video e new media, scrive regolarmente su Flash Art ed è autore dei saggi "L'occultamento dell'autore: la ricerca artistica di Franco Vaccari" (Apm 2007), "Rileggere l'immagine: la fotografia come deposito di senso" (Apm 2009) e "Realtà e finzione nell'arte contemporanea" (in XXI Secolo, Gli spazi e le arti, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani 2010).

Ha tenuto conferenze presso prestigiose istituzioni, tra cui il Musée de l'Elysée a Losanna e la Fondazione FORMA per la fotografia di Milano. Ha curato mostre personali di Olivo Barbieri, Mario Cresci, Robert Gligorov, Bruno Munari, Sandy Skoglund, Franco Vaccari, così come varie mostre collettive, tra cui "Rereading the Image" (Biennale di Praga 2009), "City Limits" (Expo Shanghai 2010) e "Community" (con Alberto Fiz, Museo delle Arti di Catanzaro 2010). Nato a Firenze nel 1975, vive vicino a Modena.


Sito personale

www.lucapanaro.net

Propone 3 Capitoli necessari per la mostra di fine corso.

L'archivio

La realtà cruda

La finzione

Capitolo 1 - Archivio


. Andy warhoc (1928)
Elabora immagini già esistenti riesce a creare un movimento.

.Franco Vaccari (1936)
Le immagini contengono delle informazioni dei dettagli che con il tempo aumentano e acquistano valore.
- Reportage dentro ad una fotografia i sono tante fotografie e quindi dettagli.
- La fotografia può catturare particolari che nemmeno il fotografo vede.

. Sherrie levine
-scatta sulle fotografie di Walker Evans riproponendo le immagini.


. Riccardo Prince
- Malboro lo denuncia per aver fotografato il logo, ma puoi ritira la denuncia perché capisce che é una forma di pubblicità più potente nel diffondersi.
-quando compro un opera D'arte compro sia l'opera che l'idea (il pensiero) che ha generato quell'opera.

. Joachim Schmid

-Gestisce archivi fotografici
- Ad un certo punto disse: per i prossimi 150 anni non fate più fotografie ma riutilizzate quelle già esistenti in quanto c'è ne sono tantissime e possono soddisfare le esigenze di chiunque perché farne delle nuove é uno spreco e genera inquinamento.
-lui ritira vecchi archivi buttati da famiglie o varie e da gente varia, anche quelle strappate e buttate le unisce anche tra diverse e fa un'esposizione esponendole ad alcune mostre.
Giustificandosi dice che le smaltiva per non inquinare.

.Alessandra Spranzi (1962)
-foto (tornando a casa) usa fiamme vere per enfatizzare le fotografie.

Capitolo 2 - Realtà

- Fotografia rappresentazione della realtà . Contatto con realtà forte e cruda.

. L'arrivo Clark (usa 1943)
-fotografa e documenta le sue 4mura di casa domestiche, abbatte le pareti che costituiscono la privacy.

.Araki Nobuyoshi
Documenta i momenti della sua famiglia
-traccia di un esistenza.
Dopo la morte della moglie fotografa ragazze seminude - prostitute perché ricercava i sentimenti che gli dava la moglie. - vera arte é stata condividere la propria vita con gli altri.
-noi non lo facciamo (i panni sporchi si lavano in famiglia).
.Robert multe horpe
-Fotografa persone della sua cerchia
Album di famiglia -fusione arte e vita

.Nan Goldin
-Si auto fotografa dopo che é stata picchiata e fotografa la sua cerchia.

.Oliviero Toscani
-fotografa amico malato, condivideva foto arte pubblica. Le immagini le prende da fotografi.

.Richard Billingham
-Famiglia problematica, Padre alcolizzato, fratello tossico, pubblica tranquillamente fotografie della sua famiglia senza pudore.
La fotografia diventa un bordello senza mura.

.Jurge Teller
-Fotografia di moda contemporanea, fotografa peró la normalità, la ragazza modella che si presenta alla porta struccare a e trasandata, fotografa la ragazza della porta accanto.
Quindi fotografia al naturale, sporca, fotografando Kate Moss in disabie ha contribuito alla sua fama.
Cambiamento Culturale

Capitolo 3 - Finzione


.James Casberg
-Vuole mettere in allerta e svegliare le persone.
Fotografa oggetti che riproducono la realtà facendolo così passare per veri.:
Quindi vuole comunicare che la fotografia può rappresentare anche cose non vere e perciò di fare attenzione e non fidarsi dice ciò che si vede.
Elementi Naturali come acqua fuoco e terra possono confondere sembrando reali alla percezione dell'occhio umano facendo sembrare reale ciò che in realtà non lo è.
.Thomas Demand

.Luigi Ghirri (1943)

.Olivio Barbieri (1954)
-Fotografa cittá dall'alto facendo sembrare tutto più piccolo da farlo sembrare finto.
L'uomo crea dalla finzione la realtà e realizza dalla finzione.

.Miroshi Sugimoto

.Joan Fontcuberta
Lavora con software 3D e realizza una riproduzione sintetica della realtá
-Paesaggi senza Memoria (mai esistiti nella realtà)
-immagini che rappresentano la realtà

Quindi:

-Realtà
-Finzione ingrandimento
-Miniaturizzazione

CONSIGLI PRATICI PER LAVORARE COME FOTOGRAFO:
-Farsi conoscere
Conoscere quello che hanno già fatto gli altri per non riprodurre l'arte dell'arte.
Proporre qualcosa di nuovo.
-Lavorare 10-15 immagini con coerenza da presentare a critici famosi
Fare un lavoro fatto bene con stampe di qualità e originali con un book originale su internet ci sono servizi che propongono idee carine.

-Stampe grandi di dimensioni uguali, in un contenitore.

-Belle stampe e semplici da consultare.
-Farsi aiutare se non si conosce Photoshop e non si sanno stampare le immagini.

-Libro auto prodotto da internet
Libro di interviste su conversazione sull'immagine.
-8 conversazioni


#3 Conversazione - Marco Signorini



Marco Signorini - 1962. Vive a Firenze.

Dopo gli studi accademici in scenografia converge i suoi interessi verso il video e la fotografia di ricerca, studiando in particolare gli autori della fotografia italiana di paesaggio. Nel 1994 realizza Europos Centras recandosi a fotografare il centro geografico dell’Europa, esponendo e pubblicando il lavoro in Italia, Francia e Inghilterra. Nel 1996è invitato a Passaggi, a cura di Antonella Russo per la Fondazione Sandretto Re ReBaudengo. Sempre nel 1996 organizza Relazioni, in collaborazione con Feltrinelli di Firenze, una serie di incontri fotografici fa autori della nuova fotografia italiana. Porta avanti la propria ricerca e l’interesse per il mondo della fotografia alternando committenze pubbliche e private a progetti personali. Ha partecipato a Idea di Metropoli (2002), a cura di Roberta Valtorta, mostra inaugurale del Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo entrando a far parte della collezione permanente del museo con le opere realizzate. Ha lavorato con Linea di Confine per la Fotografia di Rubiera con i progetti Mother Way (2001) e Luoghi della cura (2005), presentati nella collettiva Trans Emilia (a cura di Thomas Seelig e Urs Stahel), al Fotomuseum di Winterthur e al SK Stiftung Kultur di Colonia.

Ha pubblicato il libro Echo (2007, Damiani editore), una raccolta di fotografie inedite realizzate in Europa nell’arco di dieci anni e il catalogo 1_Earth (2008, ed. Magnolia), in occasione della mostra personale alla Galleria Manzoni di Bergamo, entrambi con testi di Roberta Valtorta. Nel 2009 ha partecipato al Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate, selezionato da E. Grazioli per il Festival Europeo per la fotografia di Reggio Emilia e partecipato alla collettiva Kaléidoscope d’Italie al CNA Louxembourg a cura di A. Madesani. Ha esposto il suo più recente lavoro ((Ra)) nella personale a cura di W. Guadagnini alla galleria Metronom di Modena.

Ha aperto un blog con indicazioni sulla fotografia contemporanea internazionale e come supporto all’attività didattica per i corsi di fotografia tenuti all’Università di Firenze e all’Accademia di Brera di Milano.

http://marcosignorini.wordpress.com

sito web: http://www.marcosignorini.it

Fotografia e video in campo sperimentale.

Si avvicina alla fotografia di paesaggio. Esposto in moltissime mostre in Italia e all'estero. Collaborato con museo Cinisello balsamo provincia di Milano. Unico vero museo di fotografia italiana. Ha pubblicato 2 libri sta pensando al terzo. Ha aperto un blog, frequentatissimo.  Insegna fotografia sia all'accademia di Brera che a Bologna.

Lavora seguendo progetti commissionati da enti e musei.

Primo lavoro 1994-

Riflessione sul paesaggio, sul tempo. Europas centra, centro dell'Europa. Nasce dall'idea di fotografare opere baltiche. Su una guida in litania, un geografo nell'800 aveva stabilito che in Lituania c'era il centro dell'Europa. Non luoghi, aeroporti bar, eccetera.

Lui è stato al centro dell'Europa, ma non ha trovato niente. Così in quel luogo fece delle riflessioni sulla fotografia. Ha cercato di lavorare sulla presenza della figura umana. La presenza umana no. Raperà fondamentale in quel paesaggio. In quanto poco turistico poche bellezza non era nient esodo bagnanti.

Allora si concentrò nei dettagli.

-Committenza importante

Place of cure (2005)

Documentazione di un luogo di cura, nasce ruviera fra reggo EMILIA e Modena,

Poco paesaggistico ma momento di ricerca. Hanno collaborato fotografi famosi Steppe sure, Paolo Costantini. Ospedale che sarebbe stato abbandonato Anzi come se quasi fosse già abbandonato, Dove le persone sembrano di un altro tempo. Filtro utilizzato ambra cangiante, varia in base alla situazione emotiva. Dare un rumore al colore, negare il colore. Togliere il bilanciamento del bianco a favore delle emotività laddove le cose sono banali non ci sono eventi forti, si enfatizzano con i filtri colorati.  Una Committenza deve avere la libertà di interpretare. La fotografia si sovrappone alla realtà. Le immagini poi vengono pubblicate e allestite delle mostre. Viene fatto anche un libro. La Committenza non ha pensato che il ritorno del lavoro non sia intellettuale. In Italia manca un organismo che promuove i lavori di Committenza.

Non ci sono un ente culturale forte.

Lavoro recente immagini stereo antenato della fotografia i come 3D Visualizzare due immagini una per l'occhio destro una per l'occhio sinistro, effetto di tridimensionalità. Ci voglio macchine con due obbiettivi oppure due scatti un in po' spostato dall'altro. Ha chiamato il lavoro dove siamo noi nel tempo e nello spazio. Interessanti riflessioni sulla fotografia.

Nuovo lavoro immagini che rimandano alla cosmologa allo spazio al tempo 2 immagini chiave con due persone. Earth é il nome del lavoro. Anagramma mescolare elementi per tirare fuori nuovi elementi questo e un po' come la fotografia. Un contenuto all'interno di un immagine va svelato. Lavorare sulla dimensione del tempo, immagine di Firenze che nessuno riconosce perché in iranico e nero. Il paesaggio e un soggetto inesauribile dove il significato e mi, ti forte il mondo sta intorno a noi non davanti a noi. La fotografia digitale da informazioni tecniche ma non da esperienze artistiche. Come funziona l'aspetto dell'editoria

Come si fa un libro?

Ha volte e un investimento, alcuni lavori dei libri sono nato s da sue iniziative, con i viaggi ha fatto vacanza e ha prodotto lavori, l'idea di produrre un libro si è creata o nel accumulo dei lavori, i lavori sono diventati un opera. Come nasce un libro: amici, collezionisti, sacrifici, c'è un problema gli editori i libri li vogliono pagati non fanno investimenti. Un libro solo 15 fotografie, bocciato, minimo 40 foto, nessuno compra libri. In Italia non c'è ricerca non c'è investimento. L'editoria è complessa, non è facile, però fatto il primo libro il secondo e più facile, ha trovato uno sponsor che è un salumificio. Non abbiamo legge per investimenti. La pubblicazione nella carriera di un fotografo e un passaggio fondamentale. Corsi fare un libro e importante e necessario e determinante per farsi conoscere. Fotografo fare libro. Assolutamente. Punto fermo, anche se siamo nell'era digitale e importante fare un libro (ma?)

Antonioni uno dei migliori fotografi italiani.

Sabato mostra di Antonioni Silvia campo resi ci va chiedere se si può andare con lei. Blog attività parallela e molto importante, Come è nato, per caso, nel 2009,  ha funzionato, incentrato sulle immagini, non come critico e un catalizzatore un punto su dove partire ora piattaforma complessa con interviste, ci lavorano più persone, per dare un spaccato sulla contemporaneità, sezione dove presenta i lavoro dei suoi studenti, questo lavori vengono da miglia glia di persone, l'unica regola 5 immagini con lo stesso tema. La fotografia e come se stesse andando avanti da sola, con i nuovi Social foto La fotografia prende il sopravvento sul'autore.

La fotografia si sta modificando. Spazio con 5 immagini sulla mano del fotografo, (pensiero mio vuole generare un archivio per diventare famoso, ha fatto anche fotografia diario con una fotografia diversa,) in questo modo può attirare gente. Poi con autoritratto, vuole attirare persone con queste iniziative. Ha realizzato una forma di "Archivio d'arte contemporanea" mostra a web aperto. Tutto fa ombra su tutto, idea dello sguardo, tutto guarda tutto. Guardo e sono guardato. Prossimo progetto: Cerca di realizzare un rebus con le immagini. Lavoro prodotto, però produzione alle spalle. È stato un caso.


#4 Conversazione - Marco Garofalo



Marco Garofalo nasce a Milano nel 1976. Comincia a lavorare come fotografo nel campo della moda e pubblicità ma ben presto si dedica al reportage principalmente in ambito sociale e culturale di taglio positivo. Collabora con le maggiori testate giornalistiche nazionali e internazionali. Nel 2007 ha esposto insieme al maestro Gabriele Basilico in ‘Milano si mostra’ la più grande esposizione all’aperto organizzata Milano, con il progetto ‘Passaggio 35′ sulla rappresentazione della trasformazione urbana e sociale della città di Milano. Ha esposto in diverse mostre personali e collettive con diversi progetti tra cui i più recenti: ‘Purgatorio’: storia dell’anno calcistico della Juventus in sieri B, ‘Kinois, ragazzi di Kinshasa’, raccolta fotografica del suo progetto di insegnamento della professione di fotografo nella capitale congolese, ‘Chinese dream’ sul sogno di trasformazione sociale in Cina, ‘L’Africa nel pallone’ sul calcio in Africa in occasione dei mondiali ci calcio sudafricani, ‘Expossible’ sulla trasformazione urbana della città di Milano, ‘Underground DOC’ sulla scena rap indipendente italiana. In Marzo 2012 espone alcune opere miste presso la galleria Valeria Bella di via San Damiano a Milano e presso il Festival del cinema africano, d’Asia e america latina come curatore di una mostra dal titolo ‘Good morning Africa’.

Insegna fotografia presso istituti italiani superiori e presso strutture sociali in Italia e all’estero.
E’ autore e ideatore di comunicazione creativa. E’ distribuito dall’agenzia LUZ photo.

Ha lavorato molto nella camera oscura, quando ha cominciato ha fatto l'assistente e a quel tempo aveva molto valore un assistente che ha un punto guadagnava più lui che i fotografi. Dalla camera oscura vuole fare fotografie di moda ma non conosceva l"inglese. È allora parte per Londra. Ha conosciuto reporter famosi. National geo magnum e incomincia a fare l'assistente per loro, Incomincia a fare i primi reportage. Entra poi per raccomandazione da Graziano Neri. In questa mostra piena di fotografie, viene attirato dalle foto erotiche degli anni 70. Entra come fotografo professionista! Quando doveva fotografare in un luogo ma succede un evento di un aereo e corse a fare le fotografie per portarla nella sala che vendono le fotografie.Ha incominciato a girare il modo per fare fotografie documentarie, in questi viaggi e stato trasportato dalle persone nei locali, si è lasciato un po' andare per conoscere i luoghi. É stato anche lui al centro dell"Europa. Ha iniziato a lavorare per i giornali vende un servizio a Gulliver,

Servizio di Hipop in Africa.

É rimasto affascinato dall'Africa

Un lavoro bello é quello ha ha fatto su un traghetto, un traghetto che ha 100 anni, non fotografa bambini malsani o disagio, ma uncviagggio interesanteun Africa diversa . É stato tre giorni e tre notti su questo traghetto, la Tanzania é kun u. Luogo straordinario,  la gente saliva a bordo dalle canoe compravano e e deviano cose, in questo traghetto pregano mangiano dormono. Ha riposto di rifarlo ma si organizza per realizzare un documentario. In auganda ha fatto un reportage sul wrestling femminile. Cerca di leggere i giornali il più possibile. Ha un certo punto crea una rete di contatti. Da gestire quotidianamente ma che sono necessari per lavorare.

Nel 2007 parte in territorio cinese alla scoperta dei luoghi del cinema, con un tipo di servizio garantito, (tu vai poi vediamo). Lavoro di ritratti e di interviste, Ad un certo punto portava le fotografie poi solo alla fine del mese aveva un resoconto su quelle vendute. Non se ne intende di calcio ma é stato Crotone per fare un reportage quando giocava la Juventus. Nel 2007 lo ha chiamato purgatorio. Il mestiere di fotografo ti porta ad avere un contatto diretto con le persone, mantiene i contatti con tutte le persone con cui ha lavorato. Mantenere sempre viva la ente di contatti, viene ospitato ma ospita le persone a casa. Quando va in nuovi luoghi prima di utilizzare la macchina gira per conoscere persone e luoghi, tirare fuori la macchina e l,ultima cosa. Per il lavoro che fa lui non c' e un'azione irripetibile, ma sono eventi che crea lui. Lui fotografa cose che succedono tutti i giorni, cerca le ripetizioni. Quando c'è rischio non dire mai cavolate, questa é una cosa che ha imparato bene, non dire bugie. In Africa sei bianco e ti vedono, basta dei la verità sono qui per fare fotografie. E capace di passare da un tema all'altro con una discreta disinvoltura! Trova un articolo sul giornale sul sadomaso, si informa, e contatta un tipo che lascia l'email, e dopo un caffè lo invita ad una festa, sadomaso ma senza macchina, prima lo devono conoscere. Va al prive di Milano Nautilus dove anno delle feste forti, entra conosce delle persone incomincia a are le fotografie, e pensa come fotografia queste scene qua.

Pensa ad una chiave un po' diversa, va in casa delle persone. E fotografa le mistress, poi fotografa i genitali modificati con i percing poi nei boschi dove si appendono negli alberi con dei ganci nella carne. Fotografa poi ragazzi di strada. Il fotografo deve essere sopra le parti neutrale, osserva ma non modifica ciò che osserva. Milano lavoro iniziato nel 2007. Porta nuova riqualificazione urbana Europa, Zone in trasformazione completa! La città che sale. Poi si concentra sullo storytelling e crea un video con un regista In vita di Carlo Imbonati del 700. Il video fa vedere che lui si sveglia nella via gira sorpreso di notte e poi vive nella via, mangia un keebab e va dai cinesi.

In particolare è rimasto stupito da un suo collega che davanti a una scena a Napoli, in cui succedevano cose in continuazione, lui è stato capace di rimanere fermo immobile per mezzora e aspettare. Ad un certo punto lo vede alzare la macchina e nel momento in cui fece lo scattò, la scena che è riuscito a catturare era piena di particolari, c'era il bambino che giocava, il cane che faceva i bisogni nella strada, il motociclista con la moto, era veramente ricca di dettagli. In quella foto c'era tutta Napoli.


#5 Conversazione - Alessandro Imbrìaco


Alessandro Imbriaco Nato a Salerno nel 1980, vive e lavora a Roma. Ingegnere di formazione, dal 2008 lavora come fotografo interessandosi prevalentemente di insediamenti urbani e diversi modi di abitare. Vince il premio Canon nel 2008 e si classifica secondo nella sezione Conteporary Issues Stories al World Press Photo 2010. Vince il Premio Pesaresi nel 2011, il Premio Ponchielli 2012 e l’European Publishers Awards 2012. Suoi lavori sono stati selezionati per Il Talent di Foam, il PHE Ojo de Pez , il Lumix Award, il Premio Atlante Italiano. Dal 2008 fa parte di Reflexions Masterclass e nel 2011 è stato selezionato per il Joop Swart Masterclass del World Press Photo. Espone in diverse personali e collettive in Italia e all’estero. Il suo lavoro è distribuito da Contrasto e rappresentato da Forma, Centro Internazionale di Fotografia di Milano. Da circa cinque anni Alessandro Imbrìaco si occupa di documentare il disagio abitativo nella città di Roma. Nel corso della sua esplorazione incontra Angela, una bimba di sei anni, nata e cresciuta nella palude dell’Aniene, sotto ad un cavalcavia molto trafficato della periferia romana. Il suo racconto per immagini cura aspetti estetici e narrativi con sapiente discrezione e impegno nel catturare l’attenzione su temi di scottante attualità.

www.alessandroimbriaco.com

Laureato in ingegneria, poi a Roma ha studiato fotografia, ora collabora con Contrasto.

Affascinato molto dalla tecnica, si chiudeva nella camera oscura, dopo un anno che scattava, si accorge che andava sempre negli stessi posti, una spiaggia a Salerno, un po' abbandonata e anche una fabbrica abbandonata, c'erano immigrati che vivevano li, non sapeva quello che faceva, non sapeva che raccontava una storia, e non sapeva che invadeva gli spazi di queste persone, disturbandoli.

Poi questo lo ha portato a Roma per il corso di fotografia e specializzazione.
Questi luoghi sono dei temi per lui molto importanti, uno il luogo in cui viene la casa le abitazioni temporanee, luoghi che ora si sono trasformati.
Sfuggire dall'esotismo, va a cercare storie in luoghi lontani, all'inizio ha visitato luoghi vicino a casa sua. Meglio partire dalle cose che conosciamo.
Molto affascinante, ha guadagnato premi eventi importanti, ha lavorato su argomenti legati al suo ambiente.

Luoghi dove le persone vanno a vivere.

Per 5 anni si è occupato di questo tema.
Il progetto che ha portato a Savignano, quando ha mollato il lavoro di ingegnere e lo hanno assunto per fare fotografie.
Ha fotografato luoghi in cui le persone avevano bisogno di una casa, fotografava questi luoghi che cambiavano, quando queste occupazioni venivano abitate abusivamente.

Ad esempio in questo ospedale in centro a Roma hanno trovato casa 500 abitanti.
Attraverso questo lavoro ha sperimentato, si è approcciato alle storie, modificando i rapporti con cui aveva a che fare.
Un approccio freddo e descrittivo, nelle fotografie c'è qualche presenza umana, con il tempo, su questo argomento ha lavorato due anni.

Ha incominciato ad interessarsi alle storie di queste persone che occupavano questi posti e chiede a loro cosa le ha portati a vivere li ed ha incominciato a descrivere questo fenomeno, che era sotto gli occhi di tutti, questo disagio abitativo, voleva trovare una soluzione a questo problema.

Entrava in questi posti, e si guadagnava fiducia con il tempo, cercando di comunicare il più possibile quello che voleva fare, che il suo obbiettivo era a loro favore.

Tecnicamente andava alle assemblee di questi luoghi, si presentava, si faceva conoscere faceva vedere i lavori e i luoghi precedenti, loro inizialmente non volevano, ma lui sapeva insistere, tornava e faceva qualche foto, poi le faceva vedere e gli le regalava, a loro piacevano e piano piano in questo modo ha conquistato la loro fiducia, cosi lo accettarono, nonostante la situazione fosse molto intima, drammatica e forte, lui cercava di fare foto diverse, voleva raccontarlo in modo diverso dai giornali, faceva fotografie più belle, faceva fotografie sul modo in cui loro vivevano, cercava di trasmettere di più.
Campo Rom nella periferia est a Roma, prima occupato da immigrati siciliani,
Poi integrati nella società e sostituiti da nuovi immigrati.

In quegli spazi regna l'anarchia, loro hanno costruito il luogo e lo hanno modificato, ci sono roulotte e baracche, 700 persone circa.

Le persone hanno trovato una spazio in cui vivere, si sono adeguati come potevano, luoghi nascosti non controllati dalla polizia.
L'inserimento di queste persone in questi luoghi, ha permesso che il luogo non subisse processi di cementificazione e urbanizzazione, il luogo veniva in un certo senso "protetto", stupefatto da tutto ciò, osservava come la città cambiava, ma quel luogo rimaneva sempre uguale.

Fino a che ad un certo punto Alemanno (sindaco di Roma) decide di sgomberare il campo.

In quegli attimi la situazione era più drammatica, ma lui era interessato a lasciare un documento a come loro vedevano il posto in cui vivevano.
Il progetto serve per lui è molto importante la stampa, gli piaceva la curiosità della foto stampata su un libro o una stampa d esporre, distanze dimensione resa prospettica. Immagini con dimensioni adeguate (grandi) per essere lette nella sua giusta forma.
Ad ogni progetto pensa alla forma che avrà quando stampata, pensa alle stampe da esporre ed ai libri.
Idroscalo foce del Tevere, a ieri ora lo stanno distruggendo, unico esempio di borgata romana, questo ultimo esempio di borgata romana sia dal punto di vista umanistico che sociale, sembra il Sud America.
Inizia riflessione sulla stratificazione del paesaggio di Roma e descrizione degli aspetti di una Roma non storica, ma come la vedeva lui, al centro di Roma ci sono i turisti che vivono una vita totalmente diversa, la vera vita è situata ai bordi, ai bordi ci sono i cittadini che vivono la vita vera, tutto un altro tipo di Roma rispetto al centro.
L'idroscalo lo ha portato ad un altro progetto
Incomincia con la pellicola, camera oscura, formati grandi, medio formato, fino a lastra, metà in lastra, metà dorso digitale, a banco ottico, cavalletto gli permette di pensare di più quando fa la fotografia, attende e genera maggiore concentrazione.
L'utilizzo del banco ottico è per lui fondamentale.
La città di Roma ha seri problemi con gli immigrati, non ci sono linee guida per gli estranei, non sa come accoglierei, non è attrezzata e per questo ci sono molte persone che vivono nelle rovine.
Si può facilmente notare come l'urbanizzazione si sovrappone al fatto che queste persone vivono per strada.
Creano un modo di vivere e vuole contestualizzarlo, racconta l'approccio con le persone, sembra strano ma è facile perché sono persone sole che hanno paura dell'altro, fanno attenzione a chi si avvicina, ma quando capiscono che sei innocuo e che le tue intenzioni sono buone, ti prendono in simpatia e quindi ti lasciano fare e poi gli portava le foto di loro e a loro piacevano perché lui li fotografava in ottime pose.
Le fotografie che mostra sono fotografie di luoghi improvvisati in cui vivere nei parchi nelle rovine, nei luoghi dove le persone di solito non passano, si trovano letti e oggetti vari che necessari per vivere, padelle secchi ecc,ecc,.
Gli piacciono le fotografie grandi, vuole fare vedere lo sforzo tecnico e i dettagli, ma più ha perso il rapporto emotivo a seconda della foto se grande e piccola, ha volte una foto grande non permette di far vedere i dettagli, lo sforzo del fotografo per le rampe grandi dice che non servono perché l'occhio a volte si può perdere.
In particolare, se una foto è grande, la tenda piccola in basso a sinistra in mezzo alle piante si vede, se la foto è piccola, la tenda la si può scambiare come una sacchetto di plastica, un sacchetto insignificante. Per questo lui vuole le foto grandi in modo da dare il giusto valore, la giusta grandezza a ciò che se lo merita. La foto grande e piccola è per lui un dilemma con la quale ancora ci combatte attualmente.

Ci sono immagini di dolore, talmente forti che lui non riesce a riflettere su di esse, dice che è come una luce forte che gli abbaglia la mente di emozioni e non ragiona!

Questi lavori sono di ricerca personale che vengono finanziati, a lui piace fare il lavoro personale e libero fa come gli pare non ha vincoli.

Questi ultimi anni, l'agenzia e stata utile per guadagnare dei soldi, oggi le agenzie giornalistiche sono diverse rispetto a 10 anni fa.

L'agenzia con la quale lavora attualmente, lo ha aiutato tanto con gli ultimi lavori, sia indirizzato che sostenuto economicamente.

All'inizio non aveva capito, inizia con una commissione, spende 400 euro in pellicola e la paga era di 400 euro. Qualche fotografia, ha fatto il lavoro per 2 anni doveva interpretare Cefalone, il giornale non voleva la sua interpretazione, il giornale voleva una foto dell'ambasciatore americano, faccia di plastica che ride, un mondo finto a cui si doveva adattare, quindi vuole ridurre al minimo il lavoro dei giornali, arma a doppio taglio, si sostegno economico, si fanno girare il tuo nome, ma le foto che fai ti tradiscono, non sono foto tue.

Come sopravvivere senza fare queste foto?

Risposta: non lo so!
I lavori per i giornali l'editoria gli interessavano sempre meno, veloci, stressanti, finti. Quindi capisce che è quello che non vuole fare, cerca di separare i campi, lavora personalmente e sopra i suoi lavori personali.
È necessario distinguere bene i lavori, una cosa l'archivio dell'agenzia, una cosa il lavoro personale.
The Garden svolta importante sulla carriera di Alessandro,
2010 ha vinto il Wordpress foto, la cosa che gli ha dato più soddisfazione e la mostra di New York, mostra curata da Pellizzari, donna che vive da 30 anni a New York, ha creato questa mostra in cui presentava tutta la storia dei fotografi italiani, lui invitato da lei era il fotografo più giovane della mostra, molto contento, lei gli ha dato fiducia più del Wordpress Foto.

Durante queste ricerche di luoghi abbandonati, incontra una famiglia e li segue per 6 mesi, realizzando un progetto con loro, guardiamo le foto a luci spente, per osservare la resa cromatica.

Breve estratto della performance in diretta di Alessandro Imbriaco a RaiTunes, foto che ci accompagnano in un viaggio inimmaginabile sulle note di Bjork con Undo. Questa selezione è "The Garden". Per prima cosa è la storia di una famiglia: racconta di come tre persone siano riuscite a costruire il loro piccolo spazio vitale lontano dai comuni luoghi dell'abitare in una zona paludosa della periferia est di Roma, un tempo posta sotto tutela per la preservazione della sua fauna, dove ora vige uno stato di totale abbandono e di come una baracca nascosta sotto ad un cavalcavia sia diventato il rifugio sicuro e il luogo da chiamare casa.

Su questo progetto ha pubblicato un libro, ha vinto un premio, è un lavoro importante. Un progetto in cui si capisce l'importanza della stampa e dell'esposizione.

A Savignano è stato un lavoro fondamentale per la sua carriera.

Questo progetto descrive una famiglia che vive vicino a un ponte, situazione molto drammatica. Questa famiglia ha deciso di non andare nelle zone dove c'erano i disagiati ma di rifugiarsi in questo luogo chiamato da Alessandro "The Garden" il giardino una scelta importante per questa famiglia.

Alessandro a stabilito fiducia con i componenti di questa famiglia, Piero e Angela, andava tutti i giorni, ogni foto che faceva gliela portava, ogni foto era costruita insieme a loro, faceva le foto con loro.
Piero lo aiutava a muoversi in questo spazio paludoso, ma in realtà non era palude, ma una perdita di acqua da un tubo enorme.

Questo progetto lo ha sviluppato insieme alle persone del progetto del luogo, lo ha fatto insieme a loro, le pose i luoghi sono stati scelti con loro, successivamente, finito il progetto a continuato ad andare a trovarli. Li ha resi partecipi portando i premi che Alessandro ha vinto. Ora sono tre mesi che non li va a trovare, ci pensa e ci vuole andare per fargli vedere il libro che ha realizzato.

Le immagini di "The garden" sono molto cupe, il nero delle immagini doveva essere giusto, per dare il tempo necessario a riconoscere le forme e le cose, in po' come al cinema. (Le immagini sono un po' scure, come alla mattina, quando incomincia ad esserci un po' di luce). Ha utilizzato una macchina che riusciva a scattare in scarsa luce, ma le immagini purtroppo venivano un po' scure.  

Ora sta lavorando su due nuovi progetti, una cosa nuova, diversa ed è in collaborazione con altri autori, in questo caso un lavoro sulle mafie.

Voleva allontanarsi dal giardino da quella luce cupa, Lavora in collaborazione con Tommaso Bonaventura e Fabio Severo di Contrasto. Lui e Fabio si conoscono da molto tempo, hanno fatto dei progetti insieme, volevano viaggiare l'Italia, un modo per viaggiarla e descriverla.
Lavoro sulle mafie in Italia.
Ora si ragiona in tre, 2 fotografi un curatore.
Hanno scelto il punto di partenza su questa ragazza che aveva già fatto questo lavoro.
Fatto negli anni 90', morti, stragi, raccontare nel giornale di Palermo, iconografia fortissima, lealtà alla mafia, processo di insabbiamento, negli ultimi anni, le mafie sono cambiate.
La fotografia non è fortissima ma comunque sbatte in faccia qualcosa, violenza forte che non potevi sentirti minacciato, perché territorio diverso, attraverso il paesaggio vogliono trasmetterei questo senso di prossimità.
Visualizza immagini, racconta storie, non stanno facendo immagini, ma lavorano raccogliendo enorme quantità di materiale giudiziario.
Le mafie operano in due modi diversi.
Cianico periferia di Milano, dove un clan di camorristi ha scaricato tanti rifiuti pericolosi poi gli stessi camorristi ci hanno costruito sopra le case, un parco giochi, il tutto costruito sopra ad una discarica, e la gente ci abita come se niente fosse.

Tutti sanno che nel quartiere c'è del materiale pericoloso, anche gli abitanti del quartiere lo sanno, in questi caso l'immagine la puoi fare solo in un modo. Il cantiere canonica è stato costruito con cemento scadente ed è caduto, rimane la cicatrice (foto delle macerie).

Discarica abusiva nel napoletano, loro partono, verificano, verificano se manca l'immagine di quel posto e poi si ritrovano li, la discarica e diventata un pezzo di paesaggio, nel casertano c'è un posto fatto da discariche che è avvelenato se lo vedi sembra un posto normalissimo.

Pizzutella, in Sicilia, costruita in una collina, ciò che si nota e le due colline vuote. Corleone, c'è il museo della mafia, affiancò al museo ci sono i parenti di Provenzano, in questa Rocca negli hanno ha protetto, i clan della mafia.

San marino, cominciare il progetto mettendo in relazione mostrando i paesaggi storici. Ora a San marino ci sono inchieste per attività di riciclaggio negli ultimi anni.

Entri a San marino e ci sono cartelli "benvenuti nell'antica terra della libertà".
Altra cosa interessante è stato raccontare le viste dalle finestre. Cioè entrare nella casa dei grandi della storia e fotografare il paesaggio che loro vedevano, ciò che loro osservavano, il loro punto di vista. Forse Alessandro vuole mostrare il pensiero di queste persone attraverso ciò che loro vedono. Presenta una fotografia della vista di un Boss della Mafia, quello che vedeva dalla sua abitazione, il Boss era quello che aveva ammazzato pappino impastato. Vista dal Castello Melicio, situato sopra a tutti, sopra alla chiesa, sopra al comune, lui non ce mai stato, c'è stata solo la sorella. Vista di una periferia Milanese, Clan calabrese, maggiori piazze di spaccio,

Brianza Clan di Ndrangheta, abita una famiglia di camorristi, sono tre famiglie.
Domande: Faceva attenzione all'abbigliamento che aveva quando andava nei luoghi?

Risposta: No ci ha pensato qualche volta, ma dal momento che pensa di mimetizzarsi gli scatta il senso di colpa e quindi abbandonato da subito il pensiero, è un lavoro e va fatto.

Il suo atteggiamento, se aveva timore?

Risposta: No quando vai a casa di qualcuno sei al sicuro.

Attrezzatura recente che ha scelto?

Risposta: "Silvestro" banco ottico, lo fa una ditta di Firenze, con un dorso digitale, mezzo formato, capacità di luce. Nella mafia non è pericoloso chiedere, nel contemporaneo? Risposta: Si con la mafia ha avuto un po' timore.