CULTURA EGEA

ARTE MINOICA



Affresco del palazzo di Cnosso, raffigurante due giovani durante un incontro di pugilato. Da notare sono i guantoni, già in uso a quei tempi (1500 a.C.)

L'arte minoica nacque a Creta, incrocio di importanti rotte commerciali del Mediterraneo e ponte ideale tra Oriente e Occidente. Quest'arte fu preceduta da quella cicladica. Già nel 1600 a.C. la società cretese (detta anche "Minoica" dal nome del suo primo mitico re Minosse) era venuta a contatto con le popolazioni achèe del continente, quelle che poi l'avrebbero sottomessa. I Cretesi influenzarono profondamente i loro stessi invasori.

  • IL PRINCIPE DEI GIGLI

Il Principe dei Gigli è un famoso affresco minoico realizzato sull'isola greca di Creta attorno al 1550 a.C alto circa 80 cm. Viene esposto al Museo archeologico di Heraklion.

L'affresco è costituito da tre antichi frammenti di intonaco dipinto (la corona, il tronco, la gamba sinistra); le altre parti sono moderne e dunque posticce o ipotetiche. Quando Arthur Evans scoprì i frammenti d'intonaco nel 1901, scrisse che questi appartenevano a differenti personaggi e che «il tronco potrebbe suggerire la figura di un pugile». L'osservazione anatomica di questo tronco mostra una poderosa muscolatura contratta sulla sinistra; il braccio scomparso era sicuramente in posizione ascendente, poiché il muscolo pettorale è sollevato. Queste osservazioni ci permettono di concludere che il tronco fosse probabilmente quello di un pugile.

  • LA PARIGINA

La Parigina, anche conosciuta come la Signora Minoica, fa parte del cosiddetto Affresco dello Scanno del Campo, la quale fu probabilmente dipinta sulla parete della Sala del Santuario sul Piano Nobile al palazzo di Cnosso. Il viluppo sacrale che si muove lentamente dietro al collo sembra indicare che essa sia una sacerdotessa oppure una dea. Si può notare una certa somiglianza con il Principe dei Gigli.

Viene datata al periodo Neopalaziale, 1400 a.C. ca. Museo archeologico di Herakleion .

  • TORO DI CNOSSO

Quest'opera di basalto risale al II millennio a.C. Al suo interno è completamente cavo e sul muso ha un foro da cui usciva il vino che avrebbe bevuto il sacerdote nelle cerimonie sacre. E' da notare che all'interno dell'occhio si trova un omino rosso.

  • LA GIOSTRA DEL TORO

Questo affresco ci mostra due fanciulle (chiare) e un giovinetto (scuro)intenti a cimentarsi nello sport allora più popolare fra i cretesi, quello del salto acrobatico sul toro. Le posizioni che essi assumono rivelano i tre momenti del gioco che consiste nell'afferrare il toro per le corna, eseguire su di esso un doppio salto mortale, ricadere a terra restando in posizione verticale. La seconda immagine ci spiega, forse più chiaramente il movimento dell'atleta.

Risale ca 1700-1400 a.C. ed è alto circa 80 cm. Ritrovato nel Palazzo di Cnosso e ora conservato al Museo Archeologico di Iraklion.

Questo salto, che potrebbe sembrare impossibile a farsi, in realtà è stato realizzato da alcuni atleti, come possiamo osservare nella terza immagine e nel video qui sotto. Forse il salto non è proprio il medesimo, ma rende bene l'idea.

La Dea dei serpenti è una dea della civiltà minoica, riferibile a rituali della fecondità, figura ricorrente della scultura minoica. È spesso in maiolica, di altezze varianti dai 29,5 cm ai 38,5 cm. Sono state reperite nella camera sotterranea del tesoro del santuario centrale del palazzo di Cnosso, del medio minoico. La datazione è 1600-1580 a.C. Conservata a Hiraklio, museo Archeologico.

Il vaso rappresentato nella prima immagine è realizzato secondo lo stile di Kamàres (questo nome deriva dal nome della grotta in cui sono stati ritrovati i reperti). I vasi realizzati con questo stile erano in terracotta e a guscio d’uovo, cioè con delle pareti sottilissime, modellati grazie al tornio, una macchina utensile. I colori usati sono pochi: il giallo, il rosso, il bianco su fondo nero. I motivi ornamentali principali sono costituiti da linee curve, spirali e cerchi che si intersecano formando decorazioni esclusivamente geometriche.

La seconda immagine raffigura la brocchetta di Gurnià, un vasetto risalente al 1700-1400 a.C., alto circa 20 cm e conservato al Museo Archeologico di Heraklion. Sono tipici dello stile di Gurnià piccoli vasi bianchi con sfumature nere di tipo naturalistico.

La terza immagine rappresenta un cratere a decorazione plastica, risalente circa al 1880 a.C. E' realizzato in terracotta ed è alto circa 45.5 cm. E' stato ritrovato a Festo e ora è conservato al Museo Archeologico di Iraklion