ARTE PALEOLITICA

Queste statuette, alte circa 10-25 centimetri, sono state chiamate "veneri" preistoriche. La loro caratteristica comune sta nell'esagerata accentuazione di alcune parti anatomiche del corpo (glutei, seno e ventre) e nella quasi inesistenza di altri particolari caratterizzanti (volto, mani o piedi). Si pensa che queste statuette rappresentassero la fertilità e il loro evidente significato magico - propiziatorio ne chiarisce le deformità.

La prima immagine ci mostra una delle più famose veneri preistoriche, conosciuta come venere di Willendorf, luogo dove è stata ritrovata. Statuetta risalente circa al 20 000 a. C, realizzata in pietra calcarea ed ora custodita a Vienna al Naturhistoriches Museum.

Queste immagini rappresentano i primi esempi di pittura e i primi graffiti, ritrovati all'interno o nelle immediate vicinanze di caverne. Le più famose e suggestive testimonianze le troviamo ad Altamira (Spagna), a Lascaux e Rouffignac in Dorgogna e nelle gole dell'Ardeche (Francia meridionale). Le pitture trattano quasi esclusivamente animali da caccia, più raramente anche cacciatori, guerrieri, stregoni e figure femminili o parti anatomiche stilizzate. Le tecniche di esecuzione erano essenzialmente due: graffito e pittura.