Prima che l’uccellino digitale iniziasse a “cinguettare”, connettendo 241 milioni di utenti con 500 milioni di messaggi ogni giorno, nessuno avrebbe mai scommesso un centesimo sul futuro di questo Social Network, “mobile” per vocazione.

Infatti, chi avrebbe mai creduto possibile che soli 140 caratteri sarebbero bastati a promuovere campagne d’opinione, suscitare dibattiti, lanciare mode, far eleggere presidenti arrivando a coinvolgere, dal marzo del 2013, lo stesso Papa.

Eppure, il rovescio della medaglia, è noto e ben evidenziato dall'ennesimo crollo in borsa, subito lo scorso maggio, da Twitter, dovuto in buona parte alla difficoltà nel trovare un modello di business capace di generare profitti adeguati.

Paradossalmente chi avrebbe mai potuto prevedere che un colosso con oltre 500 milioni di utenti registrati non sarebbe stato in grado di generare guadagni?

Così da un lato “solo” 140 caratteri hanno dimostrato di essere sufficienti non solo per comunicare, ma in molti casi addirittura fare la differenza (ad es. la “Twitter election” di Obama nel 2012). Dall'altro 500 milioni di utenti, una platea sulla carta appetibilissima per sviluppare le più disparate azioni di marketing, non sembra fare la differenza.

A volte ciò che in apparenza può sembrare una debolezza, cambiando punto di osservazione, diviene il punto di forza. Al contrario, considerare solo ciò che “normalmente” sembra affidabile e sicuro può rivelarsi un errore.

Nell'elaborare una strategia allora non è sufficiente analizzare i dati di mercato e conoscere gli strumenti disponibili. E’ necessario saper leggere nel modo migliore le informazioni e utilizzare i mezzi creativamente, anche a costo di rompere degli schemi, se necessario.

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