Progetto Valorizzazione Territoriale

Scopriamo il territorio

Il paesaggio è la particolare fisionomia di un territorio determinata dalle sue caratteristiche fisiche, antropiche, biologiche ed etniche; ed è imprescindibile dall'osservatore e dal modo in cui viene percepito e vissuto. Il termine paesaggio deriva dalla commistione del francese paysage con l'italiano paese. Tradizionalmente, infatti, il suo significato si legava in particolar modo alla pittura e al realismo di certe vedute paesaggistiche.Il paesaggio, oltre ad essere oggetto di studio in differenti ambiti di ricerca, è esposto a significati talmente ampi, variegati e molteplici, da rendere arduo qualsiasi tentativo di circoscrizione. A seguire, ne sono illustrate le principali accezioni.

I vari tipi di paesaggio

Il paesaggio appare come un sistema dinamico, correlazione di fattori naturali e di attività umane, parti integranti nel processo di evoluzione dell'ambiente. In relazione alle sue funzioni si parla poi in particolare di paesaggio agrario, paesaggio industriale, paesaggio urbano. Allo studio del paesaggio possono essere applicati vari criteri di interpretazione: mentre l'approccio architettonico tende a stabilire norme sul legame architettura-ambiente, l'analisi geografica ha introdotto la nozione di ecosistema dove tutti i fattori sono in permanente interazione (biologia, climatologia, geomorfologia); quella psicologica si riallaccia invece alla teoria della percezione, analizzando i diversi rapporti tra l'uomo e il suo ambiente, introducendo anche il concetto di leggibilità del paesaggio da parte dell'individuo. Alcuni autori hanno formulato analisi multidirezionali (Sereni, Meynier) considerando il paesaggio come partecipazione e risultante dell'evoluzione sociale ed economica, dove grande importanza assumono, oltre all'intorno fisico, la stratificazione sociale, i rapporti di produzione, ecc. La paesistica, moderna disciplina che ha per oggetto appunto lo studio del paesaggio nei suoi vari aspetti storici e formali al fine di una sua organica pianificazione, proprio partendo dalla considerazione del paesaggio come parte e risultante di un insieme culturale e ambientale, si avvale di varie discipline quali l'economia, la sociologia, l'architettura, l'urbanistica, le scienze naturali.

Il paesaggio culturale

È il tipo di paesaggio che risulta in prima istanza, dall'insieme delle componenti antropiche e delle loro interazioni, reciproche e con le altre componenti del paesaggio, e che consente di distinguere aree diverse in base alle forme e alle modalità della presenza umana. Forme e modalità che vanno dagli aspetti più immediatamente percepibili (manufatti di vario genere, a cominciare da abitazioni, ordinamenti colturali, utilizzazione economica delle risorse naturali, ecc.) ai fattori, culturali appunto, di quegli aspetti stessi (dai sistemi giuridici alla religione, dall'organizzazione sociale alle ideologie dominanti). In questi termini, i paesaggi sono stati individuati, a partire dagli anni Trenta del sec. XX e a cominciare dai Paesi anglosassoni, soprattutto in base alla presenza di certi manufatti considerati come caratteristici di sistemi culturali complessi. Più recentemente, si è considerato altrettanto importante individuare, accanto agli elementi formali esteriori, anche e quasi soprattutto la percezione e la valutazione che i vari gruppi umani danno dei paesaggi alla cui realizzazione o “produzione” concorrono, ammettendo che, in altri termini, il paesaggio rappresenti la proiezione spaziale e dunque il risultato sensibile (il “teatro” secondo alcuni) di sistemi di valore socialmente condivisi.

Il paesaggio urbano: Città di Castello

Sulle rive del Tevere tra natura e aree urbane. Si intitola “Entrare nel paesaggio. Passeggiata alla scoperta dei margini della città” la nuova iniziativa che il Gruppo Fai tifernate promuove per domenica 11 ottobre a partire dalle 14,30. Dal laghetto dei Cigni recentemente riqualificato, il breve percorso si snoda lungo il Tevere fino alle foci del Soara per giungere quindi a Garavelle con la visita guidata del Centro delle tradizioni popolari. Un’occasione per conoscere una delle parti meno note del percorso sul Tevere, ma anche per riflettere e offrire contributi e idee sull’area coinvolta dalla passeggiata, attraverso un questionario facoltativo che sarà proposto ai partecipanti. L’iniziativa rientra infatti nel progetto di studio del territorio “ImMargini: percorso attraverso i limiti delle nostre città” promosso da Regione Umbria, Fua (Fondazione Umbra per l’Architettura) e FAI Umbria. I risultati ottenuti andranno a confluire nelle ipotesi progettuali della Regione e nelle possibili proposte di miglioramento.

LA VALORIZZAZIONE DEL PAESAGGIO RURALE
di Francesco Marangon

La valorizzazione delle risorse paesaggistico-ambientali si è nel tempo basata su una pluralità di strumenti, più o meno efficaci. Di recente è stato proposto uno specifico strumento di mercato definito “Payment for Ecosystem Services (PES)”. La realizzazione di schemi di pagamento a fronte della fornitura di servizi ecosistemici, ossia di benefici ottenuti dalle risorse paesaggistico-ambientali che soddisfano bisogni umani (sostentamento della vita e aumento del benessere), è molto diffusa in alcuni Paesi nel Mondo, ma ancora molto ridotto è il loro utilizzo nell’Unione Europea (UE) e più ancora in Italia.L’ipotesi di scarsità o di scomparsa delle bellezze paesaggistiche, a fronte dell’incapacità o dell’impossibilità da parte dello Stato di garantirne la perpetuazione della fornitura gratuita, minaccia sia la possibilità da parte della collettività di trarne dei benefici, sia l’opportunità di derivare dei profitti dallo svolgimento delle attività economiche che su tali risorse si basano.

Il paesaggio degradato

Gli animali quando hanno bisogno di nutrirsi si muovono per andare alla ricerca di nuove risorse; l’uomo ha assunto nel corso dei secoli l’abitudine di muovere le risorse di cui necessita da qualsiasi punto della biosfera verso di se; la conseguenza di ciò è che gli animali acquisiscono risorse, producono rifiuti e li smaltiscono, il tutto a “scala locale”, mentre l’uomo le acquisisce a “scala globale”, produce rifiuti a scala locale e li smaltisce a scala ancora più ristretta (es. le discariche); ciò determina un sovrasfruttamento nelle aree di prelievo e inquinamento nelle aree di accumulo.

Se per quanto riguarda il mondo animale e vegetale abbiamo visto che il rifiuto non rappresenta qualcosa di negativo ma bensì una nuova risorsa che attraverso i percorsi di riciclizzazione restituisce all’ambiente quei mattoncini, “i nutrienti”, che sono essenziali per la produzione di nuova “vita”, nel caso dell’uomo invece il discorso è molto molto… più complesso perché nonostante per vivere egli necessiti di circa 40 elementi essenziali presenti in natura, in realtà riesce ad utilizzare anche tutti gli altri e, in più, “abusa” di nuovi elementi di origine sintetica.

La continua ricerca di migliorare le condizioni economiche, il desiderio di progredire nello sviluppo industriale, l’aumento della popolazione e la conseguente necessità di ottimizzare i processi produttivi sono le cause che hanno portato l’uomo ad un uso indiscriminato sia degli elementi naturali sia di quelli sintetici, ad un aumento della produzione di rifiuti con effetti sempre più pesanti per l’equilibrio del nostro pianeta e per la nostra stessa salute.

Gli elementi di nuova sintesi e i prodotti da essi derivanti sono tantissimi e sono talmente entrati nel nostro quotidiano che difficilmente riusciremmo a farne a meno. Questi elementi sintetici, sono quelli che ci permettono di portare la spesa in quei comodi e resistenti sacchetti di plastica, che servono a costruire le preziosissime schede dei nostri cellulari, a produrre stoviglie usa e getta o imballaggi che proteggano computer, TV color e quanto altro. Il problema fondamentale consiste nel fatto che tali prodotti, in quanto artificiali, non rientrano nei percorsi di riciclizzazione, hanno tempi di decomposizione estremamente lunghi, nell’ordine di centinaia o migliaia di anni, e spesso finiscono in discarica. Per questo motivo sarebbe importante non farne un uso indiscriminato, cercando di evitare i prodotti usa e getta e di prediligere almeno quelli che i moderni sistemi di riciclaggio cercano di “recuperare” come ad esempio si fa per il vetro o per la carta.

A questo punto sarà interessante fare qualche esempio dei due aspetti legati al problema dei rifiuti nella società umana, il primo inerente l’alterazione dei cicli della materia e il secondo riguardo l’abuso dei materiali di nuova sintesi. Infine faremo “un salto” in discarica per scoprire quali sono i principali prodotti che in essa vengono accumulati e quale sia il loro destino!

esempio di thinglink
(tagging immagine)

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