Pittura Fiamminga

origini e diffusione

Con la definizione di “Arte Fiamminga” si intende descrivere la vitale ed innovativa scuola pittorica, sviluppatasi intorno alla metà del ‘’400 nel territorio delle Fiandre, nella parte più a Nord del Belgio, favorita anche dalla riaffermazione sociale ed economica di una classe borghese cosmopolita, appassionata alla cultura e attenta alle avanguardie. Questo nuovo stile di pittura nacque e si sviluppò a partire dall’alchimia artistica fra l’eredità del gotico nordico e la influenze francesi e borgognone, che erano state strettamente saldate dal matrimonio fra il Duca di Borgogna, Filippo l’ardito, e Margherita delle Fiandre avvenuto nel 1369, nonché ribadite dalla politica di Filippo il Bello, il quale traferì la sua capitale a Bruges. E fu proprio nei salotti cittadini di città come Bruges, Gant e Anversa che questa dinamica corrente artistica saldò le sue origini, legata anche ad un nuovo modo di concepire la religione, rivista nella sua accezione più intimistica, derivante dalla maggiore diffusione dei libri di preghiera per i fedeli e delle immagini devozionali. Tale mutata spiritualità fu una delle ragioni che spinsero gli artisti fiamminghi a dedicarsi ad una ricerca figurativa più realistica ed attenta ai dettagli più infinitesimali e precisi della vita quotidiana, influenzata anche dalla nuova concezione filosofica della realtà proposta della correnti nominalistiche. Inoltre assistiamo in questo periodo alla rinascita dei valori della singolarità dell’individuo, il quale, secondo un processo analogo a quello della pittura fiorentina, diventa protagonista assoluto della produzione artistica, che si incentra quindi sul ritratto realistico della figura (senza che manchi per questo di una vera e propria passione per il simbolismo), analizzata non senza una decisa nota psicologica che qualifica l’arte fiamminga, anche per le ricadute e le influenze che essa esercitò sulla pittura europea, come una delle più illustri e feconde tradizioni figurative di tutto il periodo rinascimentale.

I Contatti con Firenze

Spesso, data la contemporaneità con il primo rinascimento fiorentino, al fiorire dell'arte fiamminga del '400,  viene data la definizione di "Rinascimento nordico". Essa tuttavia risulta incompleta e superficiale, dal momento che a Firenze l'esigenza di rinnovamento era esetesa non solo all'arte pittorica, ma anche alla scultura e soprattutto all'architettura, mentre nelle Fiandre, in particolare in ambito architettonico, la tradizione tardogotica non avevano subito cambiamenti significativi. In sostanza nel nord europa l'arte si modellò e si reinventò secondo una nuova istanza e un nuovo bisogno di raggiungere una maggiore naturalezza figurativa e compositiva, ma non aggiunse alla sua arte la dimensione del pensiero umanistico, preponderante in ambiente toscano, lasciando ad esempio inalterate le proporzioni gerarchiche, e ignorando il matematismo e del razionalismo laico italiano

Nonostante questo  fra la situazione delle Fiandre e quella di Firenze sono sicuramente riscontrabili diversi punti in comune. In particolare, fra due realtà così lontane ma al contempo così unite, risultano incredibilmente affini il contesto sociale e quello. La rinnovata vitalità commerciale delle città fiamminghe come Bruges, Gand, Bruxelles, Anversa e Lovanio aveva richiesto in ambiente imprenditoriale numerosi capitali, ai quali avevano sopperito i ricchissimi signori italiani.

Oltre alla condivisione di numerosi interessi economici, .

lo scambio di artisti, opere e idee tra l’Italia e le Fiandre sarà comunque intenso e continuo per tutto il 400, facilitato dai fitti rapporti economici e diplomatici.