Zone Franche Urbane

aggiornato al 17 ottobre 2013

Normativa di riferimento

Il decreto 10 aprile 2013 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 161 dell’11 luglio 2013) del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, ha previsto la concessione di agevolazioni, sotto forma di esenzioni fiscali e contributive, in favore di imprese di micro e piccola dimensione localizzate nelle Zone Franche Urbane dell’Obiettivo Convergenza.

La Circolare n. 32024 del 30/09/2013 ha definito le modalità di funzionamento degli interventi di cui al citato decreto che include anche le aree ricadenti nel territorio della regione Puglia, con l'avvertenza che la singola ZFU non coincide con l'intero territorio comunale, ma include solo porzioni di esso.

Le risorse individuate variano da regione a regione. La dotazione finanziaria per gli interventi da attuare nell’ambito delle Zone franche urbane , così come individuate nel “Piano Azione Coesione: terza e ultima riprogrammazione”, ammonta a complessivi 303 milioni di euro, integrabile con risorse messe a disposizione dalle Regioni interessate. Il loro effettivo utilizzo è subordinato al versamento, già avviato alla data della presente circolare, delle somme di cui all'articolo 34, comma 2, del decreto legge n. 179 del 2012 da parte della Cassa conguaglio per il settore elettrico. Per la Regione Puglia L'applicazione degli interventi di cui al decreto interministeriale 10 aprile 2013 alle ZFU ricadenti nel territorio della regione è subordinata all'aggiornamento del PAC e alla relativa informativa al CIPE.

In Puglia le aree individuate sono: Andria, Barletta, Foggia, Lecce, Lucera, Manduria, Manfredonia, Molfetta, San Severo, Santeramo in Colle, Taranto.

I soggetti beneficiari

Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese di micro e piccola dimensione, già costituite e regolarmente iscritte nel Registro delle imprese alla data di presentazione dell' istanza.

Le stesse devono trovarsi nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali. Ai sensi di quanto previsto dalla Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, e tenuto anche conto dei rapporti di associazione o di collegamento intercorrenti tra l'impresa che presenta l' istanza di agevolazione e altre imprese o persone fisiche, si considerano:

a) "microimprese" le imprese che hanno meno di 10 occupati e un fatturato, oppure un totale di bilancio annuo, inferiore ai 2 milioni di euro;

b) "piccole imprese" le imprese che hanno meno di 50 occupati e un fatturato annuo, oppure un totale di bilancio annuo, non superiore a 10 milioni di euro.

Possono accedere alle agevolazioni anche gli studi professionali e, più in generale, i professionisti purché svolgano la propria attività in forma di impresa e siano iscritti, alla data di presentazione dell'istanza di agevolazione, al Registro delle Imprese.

Le imprese ammissibili alle agevolazioni devono svolgere la propria attività all'interno del territorio della ZFU, disponendo, alla data di presentazione dell'istanza, di un ufficio o locale destinato all'attività, anche amministrativa, ubicato all'interno del predetto territorio, regolarmente registrato presso la competente Camera di Commercio e risultante dal relativo certificato camerale. Presso il predetto ufficio o locale dovrà essere impiegato almeno un lavoratore dipendente a tempo pieno o parziale che vi svolga la totalità delle ore lavorative, ovvero dovrà essere prodotto almeno il 25% del volume di affari dell' impresa realizzato da operazioni effettuate all'interno del territorio della ZFU.

Agevolazioni concedibili

Le agevolazioni di cui al Decreto sono concesse ai sensi e nei limiti di quanto previsto all'articolo 2, comma 2, del Regolamento (CE) n. 1998/2006 relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato agli aiuti d'importanza minore (de minimis), pertanto, ciascun soggetto può beneficiare delle agevolazioni fino al limite massimo di 200.000,00 Euro, ovvero di 100.000,00 Euro nel caso di imprese attive nel settore del trasporto su strada, tenendo conto di eventuali ulteriori agevolazioni già ottenute dall'impresa a titolo di "de minimis" nell'esercizio finanziario in corso alla data di presentazione dell'istanza e nei due esercizi finanziari precedenti.

Le imprese possono beneficiare delle tipologie di agevolazioni previste alle lettere a), b) e d) del comma 341 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e successive modificazioni e integrazioni, consistenti in:

a) esenzione dalle imposte sui redditi;
b) esenzione dall'imposta regionale sulle attività produttive;
c) esenzione dall'imposta municipale propria;
d) esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente.

Le agevolazioni sono fruite mediante riduzione dei versamenti da effettuarsi, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997 n. 241, con il modello di pagamento F24, da presentare esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle entrate, pena lo scarto dell' operazione di versamento, secondo modalità e termini definiti con provvedimento del Direttore della medesima Agenzia. Le agevolazioni sono fruite dalle imprese beneficiarie fino al raggiungi mento dell'importo dell'agevolazione concessa.

Come concorrere alle agevolazioni

Il decreto di attuazione per diventare “operativo” e quindi permettere alle imprese di accedere ai benefici previsti necessita di appositi bandi che, secondo quanto annunciato MISE, saranno pubblicati a breve.

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