Sicily in the word
Ortigia Island

The beautiful  island of Ortigia

La bellissima isola di Ortigia

Le Grotte a forma di cuore e le loro leggende

The caves in the shape of heart and its legends

Si organizzano visite guidate in barca

Il pesce fresco di Ortigia

The fresh fish of Ortigia

I viottoli di Ortigia The ianes of Ortigia
Il lungomare di Ortigia The waterfront of Ortigia

The cathedral of Sira

Il duomo di Siracusa, cattedrale della città, sorge sulla parte elevata dell'isola di Ortigia, incorporando quello che fu il tempio sacro in stile dorico più importante della polis siracusana, dedicato ad Atena (Minerva) e convertito in chiesa con l'avvento del cristianesimo. Venne dedicato alla Natività di Maria Santissima.

Considerata la chiesa più importante della città di Siracusa, è entrata a far parte dei beni protetti dall'Unesco in quanto patrimonio dell'umanità. Il suo stile è all'esterno principalmente barocco e rococò, mentre al suo interno alterna parti risalenti all'epoca siceliota, poiché appartenenti al tempio greco e parti risalenti all'epoca medievale, costruiti dai bizantini verso il seicento e così lasciati fino ai giorni attuali. La sua strattura interna è composta in diverse navate e cappelle, le quali hanno uno stile classico e decorato, tipico del barocco anch'esso.

Di grande significato religioso, custodisce statue, reliquie e spoglie di santi, martiri e nobili siracusani. I suoi arredi hanno visto il sesseguirsi di artisti provenienti da più parti d'Italia e dall'estero. Da sembre simbolo della religiosità siracusana, la cattedrale attraversò le varie fasi storiche e culturali della città.

I ristoranti sul mare di Ortigia

The restaurants on the sea of Ortigia

Ortigia di notte

Ortigia by night

Grand Hotel Ortigia

Pub a Piazza San Rocco di Ortigia

Pub  in square S.Rocco of Ortigia

Pub Le Crepes a Orto

Pub Zen a Ortigia

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Prodotti tipici di Ortigia: uva passa, formaggio,latte,mozzarella, olive, peperoncino e salamino piccante

Typical products of Ortigia: raisins, cheese,mozzarella,olives, chilli and sausage.

Fonte di Aretusa

La Fonte Aretusa è uno specchio d’acqua nell’isola di Ortigia, nella parte più antica della città siciliana, luogo di incontro tra realtà e leggenda, uno dei più bei monumenti di Siracusa.

La sua origine è lo sviluppo di uno dei tanti sfoghi della falda freatica che si trova nel siracusano, la falda che alimenta anche il fiume Ciane sul lato opposto del porto. Presenta una forma circolare doppia, con all'interno una struttura circolare, ovvero un doppio cerchio concentrico.

Nella fonte Aretusa infatti è ambientata la leggenda di Aretusa e Alfeo, uno dei miti più affascinanti di Siracusa. Il fascino visivo di una fonte d'acqua dolce che giunge per via sotterranea sino all'isola per poi riversare le sue acque in mare, ha certamente affascinato molti poeti e scrittori come: Pindaro, Mosco, Ovidio, Virgilio, D'Annunzio, da John Milton nel Licida e da Alexander Pope nel Dunciad; raccontata dagli storici: Timeo, Pausania, Diodoro Siculo, Strabone, Cicerone; raffigurata dai monetieri siracusani Cimone ed Eveneto; musicata dal compositore polacco Karol Szymanowski[senza fonte].

La tradizione, raccolta da Pausania, vuole che Archia, prima di partire per fondare la colonia, interpellasse l'oracolo di Delfi che così gli rispose: "Un'isoletta, Ortigia, in mezzo al fosco mare ne sta, di contro alla Trinacria, ove la bocca sgorga dell'Alfeo, mista alla polla d'Aretusa bella"[1]. Anche Orazio Nelson rimase incantato dalla fonte, e quando sostò a Siracusa nel giugno del 1798, prima di affrontare Napoleone ad Abukir scrisse: "Grazie ai vostri sforzi noi ci siamo riforniti di viveri ed acqua, e sicuramente avendo attinto alla Fonte Aretusa, la vittoria non ci può mancare".


Nei secoli la fonte ha subito diverse trasformazioni; dapprima esterna alla cinta delle fortificazioni, era possibile accedevi dal mare attraverso una ripida scala dove sorgeva anche una porta, dove pare siano penetrati i Romani durante la conquista della città.

Nel XVI secolo la fonte era divisa in più rivoli utilizzati per la concia delle pelli: i rivoli formavano un lago di circa 200 metri di diametro[3].

Nel 1540 la fonte fu inglobata alle fortificazioni quando Carlo V potenziò le strutture militari di Ortigia, per esserne liberata nel 1847 quando l’invaso assunse la forma attuale. Il belvedere posto accanto alla Fonte è ciò che rimane dell’antico bastione, demolito nella seconda metà del XIX sec.

La fonte Aretusa è ad oggi il cuore di Ortigia, luogo di ritrovo e passeggio più volte sottratto al rischio di prosciugamento. Svariati terremoti nei secoli hanno minacciato il secolare afflusso di acqua, sino a pochi anni fa quando la siccità e forse persino i lavori di costruzione del terzo ponte, hanno ridotto la portata di acqua alla fonte mettendo a rischio la salute del papiro, che cresce all’interno della pozza.

Il papireto di Siracusa, e quello del Fiume Fiumefreddo, sono gli unici papireti d'Europa.

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