Basilica di San Lorenzo

I lavori di trasformazione della basilica di San Lorenzo, la chiesa più antica di Firenze, consacrata nel 393 da Sant'Ambrogio, iniziarono nel 1418, ma solo tre anni dopo furono affidati a Filippo Brunelleschi. La chiesa venne riedificata due volte: una nel 1059, secondo lo stile romanico e la seconda, appunto, durante l'epoca medicea.

La facciata, realizzata in pietra grezza, è a capanna digradante ed è caratterizzata da grande semplicità. La pianta della basilica è a croce latina; all'interno lo spazio è scandito dalla ripetizione di un modulo che ben si confaceva allo spirito razionalista di Brunelleschi e che si ritrova nello Spedale degli Innocenti.

L’essenziale decorazione è rigorosamente a due toni: i muri sono dipinti in bianco, mentre la grigia pietra serena sottolinea le principale linee di forza. Inoltre è evidente un sapiente utilizzo della luce. La chiesa venne abbellita dai migliori artisti fiorentni dell'epoca, tra i quali Donatello, che affrescò la sacrestia vecchia, caratterizzata da una pianta centrale. Quest'ultima è sormontata da una cupola in cui sono raffigurati gli astri che erano visibili dalla città di Firenze nell'estate del 1442.

Nel complesso di S. Lorenzo Brunelleschi propose il suo nuovo tipo di chiesa, accentuatamente classicheggiante, irrorata dalla luce per una netta evidenza architettonica assolutamente regolare e simmetrica. E’ una chiesa in cui si avverte una componente razionale e laica, una scansione misurata, che predominano sul precedente senso corale, religioso, collettivistico.