2^ parte Progettazione di arte 

Oggetti e ambienti della vita quotidiana nella pittura del '6oo

Agostino Verrocchi (1586-1659)

Agostino Verrocchi, natura morta, 1606 - 1650, olio su tela

Verrocchi, natura morta

Verrocchi, natura morta con frutta, 1600 - 1650, olio su tela

Giuseppe Vincenzino

Vincenzino, natura morta di fiori

Giuseppe Vincenzino, natura morta di fiori

Vincenzino, vaso di fiori

Vincenzino, natura morta di fiori

Vincenzino, coppia di nature morte con fiori

Scuola napoletana (2^ parte)

Francesco della Questa

Questa, natura morta

Questa, natura morta di frutta

Questa, vaso di fiori

Questa, vaso di fiori

Onofrio Loth

Onofrio Loth, natura morta di frutta con statua

Loth, natura morta di frutta 

Loth, natura morta con granchio

Loth, natura morta con pesce

Loth, natura morta di pesci

Maestro di Acquavella (

Acquavella, natura morta

Pier Francesco Cittadini

Cittadini, Pier Francesco. - Pittore (Milano 1616 - Bologna 1681). Allievo di D. Crespi, dal 1634 circa si trasferì a Bologna dove fu scolaro di G. Reni, dai cui modi dipendono le opere dipinte per la chiesa di S. Stefano (1637-39). A Roma (1646-50) ebbe modo di indirizzare la sua arte in chiave più naturalistica e si interessò in particolare al paesaggio. Partecipò alla decorazione della villa Estense di Sassuolo (1650-52). Fu apprezzato ritrattista, attento nell'osservazione e delicato nell'accordo dei colori. Significative sono le sue nature morte, nelle quali le sue inclinazioni naturalistiche sono unite a una fine sensibilità per la decorazione.

(enciclopedia Treccani)

Cittadini, natura morta

Pier Francesco Cittadini, natura morta

Evaristo Baschenis

Evaristo Baschenis, natura morta con strumenti musicali

Baschenis, natura morta con strumenti musicali

Baschenis, strumenti musicali e vanitas, 1650

Baschenis, strumenti musicali e mappamondo, 1675

Baschenis, strumenti musicali in una stanza, 1650

La natura morta in Europa (parte 2)

Francois Garnier (1600-1672)

Garnier, canestra di frutta

Garnier, natura morta

Garnier, natura morta

Garnier, natura morta

Pieter Van Boucle

Natura morta di frutta con pappagallo

Cacciagione

Natura morta

Natura morta

Abraham Brugel

vasi di fiori

Jan Bruegel il Vecchio

vasi di fiori

Elias Van den Broeck

Fascio di fiori

Natura morta

Vaso di fiori

Philippe de Champaigne

Champaigne, Vanitas

Jan van den Hecke

vasi e mazzi di fiori

Edwart Collier

Natura morta di vanità

Natura morta di vanità

Natura morta di vanità

Jan Vermeer

natura morta con formaggi

natura morta

vaso di fiori

Van Rijn Rembrandt

Vanitas

Juesepe de Ribera detto lo Spagnoletto

Jusepe de Ribera detto lo Spagnoletto nacque a Játiva nel 1591. Si formò a Valencia sotto la guida di Francisco Ribalta.
Probabilmente soggiornò in Lombardia ed in Emilia verso il 1611.
Nel 1613 la sua presenza è documentata a Roma, dove lasciò opere pregevoli come la serie dei Cinque sensi.
Nel 1616 si stabilì a Napoli, forse chiamato dal vicerè Conte de Osuma. Le prime opere che eseguì a Napoli, gli Apostoli della Quadreria dei Girolamini e i SS. Pietro e Paolo, sono collegate alle opere che eseguì a Roma.
Il suo modo di dipingere è caratterizzato da una completa adesione al luminismo caravaggesco; la sua è una pittura drammatica e tenebrosa, ricca di vistosi effetti chiaroscurali, per esempio nel Sileno ebbro del Museo di Capodimonte di Napoli.
Importante fu il suo incontro con Velazquez che avvenne a Napoli nel 1630 e che determinò un cambiamento nella sua pittura che divenne più pacata e quotidiana caratterizzata dall'uso di un colorismo più chiaro. Di questo periodo sono: Giacobbe al museo dell'Escoroal, Archimede e l'Apostolo, al museo del Prado.
Intorno agli anni 30-40 de Ribera si avvicinò alla cultura-neoveneta che si andava diffondendo a Roma nel periodo, nacquero così tele come Venere e Adone, o Giacobbe e Isacco.
Ricevette, in seguito, la commissione per alcune tele per la Certosa di San Martino: le quattordici tele con Patriarchi e profeti per la controfacciata e le semilunette nelle cappelle della chiesa, San Gerolamo e San Sebastiano nell'appartamento del Priore e la Pietà nella cappella del Tesoro.
Nei primi anni 40 il pittore si ammalò, esercitò però ancora la sua attività di pittore eseguendo dei grandi capolavori come il Matrimonio mistico di Santa Caterina che oggi si trova al Metropolitan museun di New York, l'Adorazione dei pastori del Louvre e la Comunione degli Apostoli di San Martino.
Jusepe de Ribera morì a Napoli nel 1652.

(storia dell'arte)

natura morta

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