Crocifissione

Antonello da Messina: 1475 ca

Nel 1475, Antonello da Messina decise di rielaborare la tavola di Bucarest per conferire al dipinto maggiore equilibrio e forza drammatica. Infatti abbassò la linea d'orizzonte per far sì che lo sguardo si concentrasse sulle figure di Cristo e dei ladroni. Inoltre, mentre il protagonista dell'opera si erge in posizione perfetta, dovuta ad una brillante rappresentazione anatomica, al suo fianco i crocifissi compiono movimenti estremamente drammatici, nel tentativo di liberarsi dalle corde. Differisce dalla precedente tavola anche la tecnica utilizzata, che in questo caso consiste nella pittura ad olio, della quale venne a conoscenza grazie agli influssi fiamminghi.

Per realizzare la tavola di Bucarest, Antonello si era basato su un dipinto di Jan Van Eyck, del quale aveva ripreso il punto di vista rialzato e il paesaggio senza fine. Il ladrone sulla destra tenta disperatamente di liberarsi dalla corde che lo avvinghiano, ma con maggiore compostezza rispetto a quello rappresentato da Antonello da Messina. Infine, al contrario della tavola italiana, quella fiamminga è affollata di personaggi, ognuno dei quali è ritratto nei particolari.