Piccole donne lavoratrici

Diverse realtà a confronto

Prendendo in analisi la ristretta realtà Valtiberina, si può notare come sempre più ragazzi al di sotto dei 25 anni siano in qualche modo costretti ad intraprendere una carriera lavorativa sia per scelta personale seguendo i propri interessi ma anche e soprattutto per necessità. Infatti, molti di essi scelgono di entrare nel mondo del lavoro per poter pagare i propri studi o anche semplicemente per soddisfare i propri vizi. Nonostante ciò, è ancora molto difficile, soprattutto per i più giovani, trovare una tale opportunità: molti imprenditori privilegiano ancora impiegati più maturi con una maggiore esperienza. Anche grazie all’alternanza scuola-lavoro effettuata durante l’estate passata è emerso tutto questo; per esempio, i ragazzi che hanno frequentato l’ambito ospedaliero hanno ricevuto un’importante testimonianza in proposito. Un’infermiera del Centro Trasfusionale dell’ospedale di San Sepolcro, che da molti anni lavora nel settore, ha infatti riferito che, per quanto riguarda questo settore, i posti di lavoro per i giovani infermieri neolaureati sarebbero numerosi, ma le strutture preferiscono assumere personale con un numero maggiore di anni di esperienza alle spalle che possano quindi essere maggiormente indipendenti nello svolgere i propri compiti.

Passando a situazioni più specifiche, abbiamo deciso di raccogliere varie testimonianze di giovani donne che sono entrate in contatto in modi diversi con il mondo lavorativo e che hanno effettuato poi scelte diverse in merito ad esso. E’ interessante notare come due di esse facciano parte del nostro gruppo e che quindi quell’aspetto della vita di ognuno di noi che tanto lontano appare alla prospettiva degli studenti sia in realtà estremamente più vicino ed alla portata di tutti.

Il lavoro come forma di indipendenza dai genitori

Chaimae, 19 anni, studentessa. Questo è il profilo della prima ragazza intervistata che ha deciso di inserirsi nell’ambito lavorativo per rendersi maggiormente autonoma e poter mantenere le proprie piccole spese.

La preparazione di un cocktail per un cliente
  • - Dove lavori? Da quando?

Ho iniziato a lavorare al “Non solo bar”, che comprende anche il pub “Vida Loca” di Fighille nell’agosto 2014. E’ un locale che era stato ideato per una gestione interamente familiare, ma le cose andavano bene ed hanno deciso di assumere dipendenti.

Chaimae ed il proprietario Enzo Tavernelli
  • Perché hai deciso di iniziare a lavorare? Come sei venuta a conoscenza di questa particolare opportunità?

Mi sentivo un peso eccessivo per le tasche dei miei genitori, e ho voluto dunque cercare un lavoro per abbassare la mia influenza sulle spese di famiglia. Mia zia mi ha aiutato, in maniera puramente casuale, a trovare questo lavoro. Frequentando questo bar e parlando con la moglie del titolare, Laura, ha saputo che stavano cercando personale, e lei fortunatamente ha subito pensato a me.

  • E’ stata la tua prima esperienza o avevi già avuto altri impieghi prima?

Questo è in assoluto il mio primo impiego.

  • Hai avuto qualche difficoltà durante le prime settimane? Sei soddisfatta di come si sono evolute le cose?

Sono particolarmente soddisfatta di come siano andate le cose, anche se inizialmente ho dovuto affrontare le mie paure; temevo di non essere all’altezza delle richieste pretenziose dei titolari del locale, ma con l’andare del tempo mi sono trovata sempre più a mio agio. L’unico punto a mio favore era il mio carattere: essendo particolarmente estroversa non ho avuto problemi a relazionarmi con i clienti e con i titolari stessi.

  • Quali sono i tuoi propositi e le tue aspettative per il futuro?

Sicuramente continuerò con questo impiego fino alla prossima estate. Poi, una volta finito il Liceo, ho intenzione di partire per l’America come ragazza au pair. Quest’attività consiste nel lavorare come baby-sitter presso una famiglia americana che mi ospiterà durante questo anno, ma allo stesso tempo frequenterò un college. Una volta tornata mi iscriverò alla facoltà di lingue in una Università qui in Italia, frequentando anche corsi di bartending per avere la possibilità di lavorare come bar tender in un locale della zona. Tutto ciò per poter sostenere le spese di vitto e alloggio.

Da una breve ma pur sempre utile chiacchierata si è potuto notare come questa ragazza abbia tutto sommato una considerazione positiva del mondo del lavoro e di tutto ciò ad esso legato. Pur vivendo ancora in casa con i propri genitori, ha deciso di rendersi un po’ più autonoma con la prospettiva di un’imminente periodo all’estero. Il lavoro ha rappresentato per lei la rampa di lancio verso quest’opportunità che potrà aprirle nuovi mondi.

"Un caffè, per favore"
"Non solo bar"...ma anche pizzeria
Un buon rapporto con i clienti

Un'esperienza negativa

Di tutt’altro avviso è invece Dajana, 19 anni, anche lei studentessa liceale. Infatti è entrata nel mondo del lavoro soprattutto per volontà dei genitori, ma non ha avuto i risultati che sperava.

  • Quando e dove hai iniziato a lavorare?

Ho lavorato in tutto un anno, da gennaio a dicembre 2014. I primi due mesi in un bar di Santa Fiora, un piccolo paesino vicino San Sepolcro, per poi ottenere un posto da cameriera presso il ristorante “Castello di Sorci” di Anghiari, il mio paese, che è stata la mia ultima esperienza lavorativa.

  • Qual è stato il motivo che ti ha spinto ad iniziare a lavorare?

Sin da quando ero piccola i miei genitori mi hanno sempre detto che una volta compiuti i 18 anni avrei dovuto trovarmi un lavoro perché avevano intenzione di mantenere solo in parte le mie spese, soprattutto quelle legate allo studio. E’ stata anche, in parte, una mia volontà personale in quanto la paghetta settimanale non era in grado di coprire per intero tutte le mie varie necessità.

  • Com’è stato l’approccio ai differenti lavori?

In entrambi i casi sono stati i miei genitori ad informarmi sulle richieste di lavoro, ho quindi portato il mio curriculum e sono stata accettata. L’ambiente del bar era molto migliore a quello del ristorante, malgrado io credessi il contrario. Infatti ero a stretto contatto con i clienti con i quali, non essendo molti, ho avuto la possibilità di parlare molto instaurando quindi un rapporto più profondo. Nonostante questo, nei primi giorni di lavoro ho avuto alcune difficoltà non sapendo come funzionava la macchina del caffè. Anche le prime volte al ristorante non sono state semplici perché, per esempio, non sapevo come sistemare le posate sui tavoli o come poter portare più piatti allo stesso tempo.

  • Perché hai deciso di smettere?

Come ho già detto, inizialmente pensavo che il lavoro al “Castello” potesse essere migliore avendo orari meno stressanti; al bar dovevo lavorare quando venivo chiamata, senza che nessuno tenesse in conto il fatto che dovevo anche studiare. E durante i primi tempi fu davvero così: avendo precisato loro che ero una studente, con i proprietari del ristorante ci eravamo accordati sul fatto che io avessi dovuto lavorare solo nei fine settimana. Poi però mi sono ricreduta poiché il carico di lavoro era nettamente superiore a quello del bar e la paga non era adeguata ad esso. Gli orari erano scomodi, spesso ero costretta a lavorare dalla mattina fino al tardo pomeriggio; alcune volte è capitato che mi chiedessero di fare il doppio turno, restando quindi a lavorare anche fino a notte fonda. Inoltre, mi è capitato di dover servire diversi tavoli da sola, e per questo era anche difficile andare a scuola la mattina successiva.

  • Cosa pensi di fare nel futuro?

Per quanto riguarda il futuro più immediato, ho già inviato il mio curriculum in alcuni ristoranti e pasticcerie, che non richiedono un diploma e nei quali gli orari sono meno stressanti. Per adesso devo accontentarmi di lavorare in questo ambito per poter far fronte alle mie spese, anche se non ho intenzione di continuare su questa linea avendo aspettative diverse. Per quanto riguarda l’ambito degli studi, una volta preso il diploma del Liceo vorrei provare a studiare Medicina o Economia, pur sapendo che sarà dura già a partire dal test d’ingresso.

E’ evidente come Dajana non sia rimasta soddisfatta dai suoi due impieghi, pur avendoli iniziati entrambi con intenzioni e premesse più che buone. La realtà lavorativa, però, si dimostra a volte di gran lunga peggiore alle aspettative e si è quindi costretti ad effettuare decisioni come la sua, drastiche ma allo stesso tempo necessarie. Quindi, se da una parte vengono criticate le nuove generazioni con la loro scarsa voglia di impegnarsi in attività di lavoro, è altresì vero che ci dovrebbe essere una maggiore collaborazione anche da parte dei datori di lavoro nel venire incontro alle esigenze di ragazzi che sono ancora all’interno del loro percorso di studi.

Lavorare per mantenersi

L’ultima situazione presa in esame è diametralmente opposta alle prime due già presentate. Federica è una ragazza di 25 anni che già da 3 anni convive con il suo ragazzo Thomas di 23 anni. Originaria di Pantelleria, è stata costretta da diverse motivazioni a trasferirsi a San Sepolcro alloggiando nel Convitto del paese. Sebbene il suo ingresso nel mondo “dei grandi” sia avvenuto ormai 7 anni fa sostanzialmente per le stesse motivazioni di Chaimae e Dajana, ormai da molto tempo lavora per poter sopperire alle tante spese che la convivenza comporta (affitto, bollette, cibo, automobili…). Inoltre il suo stipendio le permette di sostenere, non senza qualche difficoltà più o meno grave che sia, le spese universitarie che la porteranno alla Laurea in Lettere e Filosofia all’Università di Siena. In questo caso, l’intervista è stata videoregistrata.

Cosa ho imparato dall'esperienza

  • Alex

"Il lato più interessante della questione è stato il confronto tra realtà totalmente diverse che sono però accomunate dal mondo lavorativo. Pur essendo già a conoscenza delle difficoltà di Federica negli ultimi anni, sentirla parlare così apertamente mi ha fatto capire ancora di più quanto possa essere duro affrontare una situazione del genere. Ero invece del tutto ignaro dei problemi incontrati da Dajana e la sua intervista è stata perciò utile a capire che non sempre tutto va come vorremmo e che a volte è meglio prendere una decisione giusta, seppur difficile, come quella di abbandonare il proprio lavoro per dare più spazio a se stessi ed ai propri studi. L'esperienza mi ha aiutato a capire che ci si deve aspettare veramente di tutto da questo mondo che può dare soddisfazioni ma che presenta percorsi tortuosi."

  • Arianna

"Sono rimasta particolarmente colpita da ciò che ha detto Federica nell' intervista in quanto, l' università che si occupa di dare una formazione alla persona non vada incontro alle problematiche economiche di una ragazza che deve pagarsi gli studi da sola."

Chaimae

"Personalmente sono stata veramente toccata dall'intervista fatta a Federica, nel senso più positivo possibile. La mia entrata nel mondo del lavoro è stata abbastanza semplice, come ho detto nell'intervista che mi è stata fatta, ho deciso di lavorare semplicemente per soddisfare i miei vizi. Ma so che questo deve sfociare in qualcos'altro di più grande, ovvero lavorare per pagarmi gli studi e poter pagare vitto e alloggio, senza l'aiuto dei miei genitori. Sicuramente non pensavo fosse  semplice, ma nemmeno così complicato come Federica ci ha spiegato. E questo mi ha fatto aprire di più gli occhi per rendermi conto del coraggio e della forza che dovrò avere."                   

  • Dajana

"Personalmente sono rimasta colpita dalle interviste in generale in quanto il motivo che ci accomuna sia il bisogno di lavorare,e il fatto che studiare richieda tempo e soldi,cosa che non trovo giusta perchè secondo me la cultura dovrebbe essere accessibile a tutti."

Documentazione tecnica

Strumenti utilizzati per la stesura del reportage:

Canon EOS 1100D

Canon EF-S 18-55mm f/3.5-5.6

Canon EF-S 55-250mm f/4-5.6

Samsung Galaxy S5

Computer ASUS X553MA 15,6"

Documentazione processo ed esperienza

Il gruppo formato da Alex, Arianna, Chaimae e Dajana si è incontrato in tutto tre volte:

- Domenica 8 Febbraio dalle ore 15:30 alle ore 16:30 (Progettazione della struttura del reportage)

- Lunedì 16 Febbraio dalle ore 18:00 alle ore 23:00 (Prima stesura dei testi e interviste)

- Martedì 17 Febbraio dalle ore 18:00 alle ore 22:00 (Fine della stesura dei testi e messa online)

- Alex ha curato l'aspetto fotografico e ha collaborato all'ideazione dei testi

- Arianna ha curato la messa online e ha realizzato parte delle interviste

- Chaimae ha realizzato la registrazione delle interviste, curando anche l'elaborazione del video

- Dajana ha realizzato parte delle interviste e ha collaborato all'ideazione dei testi

Il video dell'intervista
L'inizio della scrittura del testo
Due parole prima dell'intervista
Revisione prima della messa online
Discussione sui termini da utilizzare

Comment Stream

2 years ago
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Il lavoro complessivamente è buono, anche se atipico, dal momento che gli intervistatori sono anche gli intervistati! Questo non toglie nulla alla bontà dell’operazione, anche se la rende anomala. Il titolo scelto ha un’eco vagamente letteraria, anche se in effetti è in linea col contenuto. Dal punto di vista delle singole titolazioni l’elaborato è preciso e chiaro, si individuano a colpo d’occhio piuttosto bene le singole parti. Il testo è quasi sempre scorrevole, anche se talvolta sono presenti periodi piuttosto lunghi non sempre di immediata comprensione. Il materiale fotografico è quasi sempre discreto o buono, intendo dal punto di vista della coerenza “testo-immagini” e dal versante della fattura dei singoli scatti. In particolare la quinta foto (“un buon rapporto con i clienti”) appare molto autentica e bilanciata (specie nella linea dei tre volti, complimenti), merito anche del soggetto maschile (che da solo vale il reportage!). Si avverte tuttavia una immagine di “copertina” che possa rappresentare, iconograficamente, l’intero lavoro. Dal punto di vista delle immagini si percepisce anche un certo disequilibrio rispetto alla seconda intervista, totalmente priva di immagini (come mai?). Buono il video finale; l’intervistatrice appare decisamente a suo agio nel porre domande (non sto scherzando!), anche per il fatto che, rispetto ad altri “colleghi”, non le legge ma le rivolge con naturalezza e pure un certo tatto; l’esperienza di Federica, anche per merito di un video di buona durata e qualità, conferisce al lavoro un approfondimento ulteriore, compensando in parte la mancanza di foto della seconda intervista. [Nota a margine che nulla, o quasi, ha a che fare col vostro bel reportage; tengo a precisa alla futura collega di Pantelleria che il lavoro del docente – minuto 7.38 – non si limita ad un impegno di sei, otto, nove mesi l’anno, anzi spesso capita che corregga i reportage alle ore 21 di un giovedi sera… “ma questa è un’altra storia”…come dice il buon Ende!]. Precisa e dettagliata la documentazione finale, a tutti i livelli.

**Valutazione finale**
Correttezza formale: 4/5
Originalità del taglio: 3/5
Accuratezza materiale multimediale: 4/5
Esattezza documentazione e rispetto consegne: 3/5
Totale 14/20 (7)