LA SCULTURA GOTICA

Le "statue-colonna" di Chartres e le "sculture comunicanti" di Reims

Per tutto il Medioevo la scultura non fu mai concepita come un'arte indipendente, fine a se stessa, al contrario esisteva in funzione dell'architettura, spesso serviva ad abbellire una struttura portante, come una colonna. Soltanto col Rinascimento si recuperò la concezione della statua "a tutto tondo", riprendendo i canoni dell'epoca classica. Anche il Gotico, in quanto corrente artistica medievale, mantiene intatto l'ideale della "scultura in funzione dell'architettura", nonostante, però, si presenti una certa volontà di emancipazione dalla mera funzione strutturale della scultura.

  • Il portale dei re. Le statue (1145-1155) presenti nel Portale dei Re della Cattedrale di Chartres sono quasi completamente assimilabili a delle colonne: la loro forma è molto affusolata e i corpi, sproporzionati, sono eccessivamente lunghi e sottili rispetto alla testa. I contorni sono marcati e le forme sono rigide e geometriche, per niente sinuose: nonostante ciò, ogni particolare è trattato minuziosamente, e le pieghe nelle vesti tendono al classicheggiante. Già in queste rappresentazioni troviamo un'innovativa volontà di realismo ed emancipazione: le statue sono ancora prettamente architettoniche e strutturali, ma si può già notare un leggerissimo distacco dalle rigide statue romaniche.

Dal 1225, circa settant'anni dopo la realizzazione delle statue di Chartres, due nuovi gruppi scultorei, situati sulla facciata occidentale della Cattedrale di Reims, portarono l'intera concezione scultorea in una fase di passaggio verso la totale emancipazione dall'architettura. Questi gruppi rappresentano l'Annunciazione e la Visitazione. Anche queste sculture sono rappresentate al fianco di colonnine che però, in questo caso, sono così esili da risultare quasi invisibili rispetto alle statue sulla facciata. Queste statue sono a due a due colloquianti e ci raccontano, attraverso queste interazioni, una storia.

  • La Visitazione. Queste statue sono state scolpite circa nel 1225-1230; il gruppo scultoreo è costituito dalla Vergine e da Sant'Elisabetta. I corpi sono realistici e proporzionati, le forme sinuose e classicheggianti: il peso è scaricato soltanto sulla gamba sinistra, mentre l'altra è rilassata e piegata, garantendo così una rotazione del busto e del capo, molto distante dalle forme rigide, geometriche e immobili delle sculture di Chartres.
  • L'Annunciazione. Questo gruppo scultoreo è stato realizzato circa vent'anni dopo e raffigura l'angelo annunziante e la Vergine annunziata. Anche in questo caso i corpi sono esili, morbidi e flessuosi (la mano dell'angelo che regge un lembo della veste è rappresentata in modo realistico e offre un impatto visivo molto elegante e raffinato). L'angelo sorride: questa statua può essere considerata l'iniziatrice di una serie di sculture sorridenti. I volti sono idealizzati e stereotipati.