ARTE FIAMMINGA

L'arte fiamminga, come dice il nome stesso, è originaria delle Fiandre, un territorio affacciato sul Mare del Nord nel Belgio settentrionale. Come Firenze, anche questi territori vedranno la nascita e l'espansione di un rinnovamento artistico nei primi decenni del 400. Tra il Rinascimento fiorentino e quello nordico ci sono somiglianze ma anche differenze, le prime sono il simile contesto socio-economico e lo scambio diplomatico ed economico tra i due centri. I due Rinascimenti differiscono però in quanto nelle Fiandre non si verificò l'avvento dell'umanesimo che portò all'elaborazione di tecniche prospettiche matematicamente corrette; perché il rinascimento nordico portò una svolta solo in campo pittorico e anche per la rappresentazione molto più aderente alla realtà sensibile in quanto evoluzione della miniatura.

Ai fiamminghi dobbiamo la diffusione della tecnica dell'olio su tavola, il colore sciolto in olio aiuterà il naturalismo, la versatilità e l'attenzione per i dettagli grazie alla possibilità di lavorare di sovrapposizione. Il modello fiammingo fu importante inoltre per il ritorno dei ritratti, richiesti dalla committenza borghese, e per lo studio dello spazio e della luce.
Per i pittori delle Fiandre la luce era priva di ogni direzionalità sebbene provenisse da fonti ben precise; la luce era, in sostanza, un elemento unificante che illuminava ogni oggetto con egual importanza. Lo spazio invece era organizzato con più punti di fuga.

Uno dei principali esponenti di questo movimento artistico fu Jan Van Eyck.

L'opera intitolata I coniugi Arnolfini, dipinta da Van Eyck con la tecnica dell'olio su tavola, è conservata alla National Gallery di Londra ed è considerata uno tra i principali capolavori dell'arte fiamminga.
Il dipinto ha per soggetto i coniugi Arnolfini, è una delle prima opere a ritrarre una scena privata familiare e non una scena religiosa. I coniugi italiani possono essere presi a testimonianza della fitta rete commerciale tra Fiandre ed Italia.
Jan Van Eyck in questa opera usa molti simbolismi: lo specchio è simbolo della purezza dell'unione, il cane della fedeltà coniugale, il letto e la candela accesa del matrimonio.
La luce proviene dalla finestra e si espande nella stanza senza una direzionalità ben definita illuminando ogni oggetto rendendo così possibile una dettagliata descrizione di questi. Lo spazio viene organizzato con una prospettiva convenzionale, infatti nella prospettiva matematica tipica degli artisti italiani era usato un solo punto di fuga, qui invece sono più di uno.

Madonna in una chiesa gotica è un dipinto olio su tavola conservato nella Gemäldegalerie di Berlino.
In questa opera di Jan Van Eyck possiamo notare altre caratteristiche della pittura fiamminga.
La figura della Madonna, per esempio, si erge all'interno della chiesa senza rispettare le proporzioni naturali bensì quelle gerarchiche, secondo cui le dimensioni con cui è rappresentato il soggetto sono direttamente proporzionali allas sua importanza. Inoltre l'ambientazione è una chiesa gotica, dimostrazione del fatto che nelle Fiandre il rinnovamento artistico aveva interessato solamente la pittura.




RINASCIMENTO ITALIANO

Seguendo le tre età Vasariane nel 400 vi furono i grandi artisti iniziatori: lo scultore Donatello, l’architetto Brunelleschi e il pittore Masaccio.
Successivamente lo sviluppo delle arti avvenne gradualmente e in numerosi centri politicamente e culturalmente autonomi. Infatti dopo la Pace di Lodi del 1454 l'Italia poté godere di un lungo periodo di pace che permise la fioritura delle signorie locali, saranno proprio queste a diventare il nuovo centro artistico e ad investire nell'arte, grazie anche al mecenatismo.
Il mecenatismo prevedeva che gli artisti diventassero cortigiani del signore, al quale dovevano mettere a disposizione le proprie capacità artistiche lavorando autonomamente o collaborando con altri artisti presenti a corte. Gli artisti vivevano così in ambienti culturalmente avanzati ed in continua evoluzione.

I continui scambi economici con le Fiandre permisero alla pittura italiana di essere influenzata da quella fiamminga. Ben presto gli artisti italiani presero da questa il particolare taglio a tre quarti del ritratto, la resa minuziosa dei dettagli e del particolare, il respiro del paesaggio ma soprattutto la naturalezza come conseguenza dell'introduzione anche in Italia della tecnica ad olio. Per Giorgio Vasari fu fondamentale Antonello da Messina per l'introduzione di questa tecnica innovativa che permise un'evoluzione dell'arte it

URBINO

Urbino dalla metà del 400 diventa sia un importante centro artistico sia un importante punto di partenza per la diffusione in Italia di correnti artistiche innovative.
Il duca, Federico da Montefeltro, condotte numerose campagne militari e raccolti così capitali, potè investire nell'arte. Poichè questa città non aveva una cultura autoctona Federico da Montefeltro si vide obbligato a richiamare a corte intellettuali ed artisti di altre parti della penisola e persino stranieri, come dimostra la presenza del fiammingo Pedro Berruguete, il quale dipinse le Tavole degli uomini illustri.
L'ambiente creatosi era fortemente razionalista e matematico, due caratteristiche che ben definiscono una delle figure artistiche più importanti per questa città: Piero della Francesca.

La Pala di Brera è conservata alla Pinacoteca di Brera a Milano.
In questa opera è evidente lo studio e la profonda conoscenza da parte del pittore delle regole matematiche e prospettiche, Piero della Francesca utilizza un unico punto di fuga.
I soggetti appartengono tutti all'ambito religioso, tranne il duca Federico da Montefeltro, il committente è inginocchiato in primo piano e indossa l'armatura che definisce il suo essere un mercenario.
La luce proviene da sinistra e ha una direzionalità ben definita, come dimostra il chiaro-scuro molto evidente nella conchiglia.
Nell'attenzione per i dettagli, come la finestra riflessa nell'armatura o gli abiti della Madonna, è evidente una certa conoscenza dei pittori fiamminghi, anche l'ambiente architettonico è reso minuziosamente.
Infine sono presenti alcuni simbolismi: l'uovo di struzzo perfettamente proporzionato e la conchiglia a cui è appeso rappresentano Maria mentre ila collana di corallo al collo del bambin Gesù rappresenta il sangue divenuto vita e materia.

Il Doppio ritratto dei duchi di Urbino è conservato a Firenze alla Galleria degli Uffizi.
Il modello fiammingo doveva essere ben presente a Piero della Francesca mentre dipingeva queste due tavole, l'attenzione per i dettagli può solo derivare dalle Fiandre infatti.
I soggetti sono entrambi dipinti con incredibile realismo, i difetti vengono rappresentati senza essere addolciti o camuffati come dimostra il profilo di Federico. Il duca viene ritratto senza provare a celare la ferita che si era procurato da giovane durante una giostra, questa gli costò la parte destra del volto. Inoltre è possibile vedere negli abiti e negli accessori di Battista Sforza la cura con cui sono stati ritratti in ogni loro particolare.
Il paesaggio che fa da sfondo ad entrambe le tavole è di largo respiro e ricco di dettagli, come voleva la tradizione fiamminga.


FERRARA

Ferrara viene inserita nel circuito dei centri della cultura umanistica da Lionello d'Este, il quale incoraggiò gli studi dell'università e commissionò opere a Andrea Mantegna e a Piero della Francesca.
Sotto il ducato di Borso d'Este è promossa l'espansione urbanistica della città e gli studi umanistici acquistano importanza all'interno della corte.
Ferrara vide poi l'arrivo di due fiamminghi, Rogier Van Der Weyden e Jean Fouquet, i quali seppero donare modernità all'arte.
Sarà Cosmè Tura ad iniziare Ferrara ad una originalità artistica molto particolare per quell'epoca.

Il dipinto intitolato Calliope è esposto alla National Gallery di Londra.  
Il trono su cui è seduta la Musa rivela come Tura sia stato influenzato da Francesco Squarcione, maestro da cui ereditò l'uso di una decorazione sfarzosa, abbondante e interessata all'antico. Cosmè Tura però non solo è attratto da queste decorazioni, ma anche dai colori accesi che rendono l'intera scena surreale sebbene sia presente un apparente realismo. Inoltre lo stile del pittore è fortemente plastico, come dimostra il panneggio


PADOVA-MANTOVA

Padova nel 400, pur dipendendo politicamente da Venezia, godeva di una sua indipendenza culturale grazie all'Università, questa permette inoltre alla città di acquisire importanza all'interno del panorama umanistico e aristotelico. Sarà solo con l'arrivo di Donatello nella prima metà del secolo però che la città subisce una svolta rinascimentale.
Qui vi era anche la sede della Scuola di Francesco Squarcione, figura importante per lo stile che sviluppò nell'arco della sua carriera, contraddistinto dal linearismo, da un forte espressionismo e da decorazioni stravaganti; ne furono allievi Andrea Mantegna e Cosmè Tura.
Sarà proprio Mantegna a creare un ponte tra Padova e Mantova, infatti la prima è la città in cui elaborò il suo stile mentre è la seconda che vide la sua fioritura grazie all'incarico di pittore ufficiale della corte dei Gonzaga dopo aver soggiornato a Venezia.

La Camera degli Sposi o Camera Picta, affrescata da Andrea Mantegna, è la camera da letto di Ludovico II, nel palazzo ducale di Mantova.
L'autore crebbe artisticamente alla bottega padovana di Squarcione, esperto collezionista di antichità romane, forse questa è la spiegazione per cui, come nella maggioranza delle sue opere, in questi affreschi ritroviamo citazioni architettoniche. dall'antico. La prospettiva usata da Mantegna nell'affrescare questa stanza permette di creare l'illusione di trovarsi in un loggiato, le pareti infatti è come se fossero state abbattute per collegare la stanza con l'esterno.
L'elemento più interessante è indubbiamente l'oculo, affrescato al centro del soffitto. Con questo squarcio sul cielo l'artista porta all'interno il cielo primaverile, un ottimo utilizzo della prospettiva ha inoltre permesso di ricreare una balaustra da cui si affacciano angeli e dame per guardare chi è dentro alla stanza.


FIRENZE

Lorenzo de' Medici, a partire dal 1469, pose Firenze al centro del panorama politico ed artistico.la cultura figurativa fiorentina ed il prestigio dei Medici vengono entrambi diffusi grazie ad artisti, di cui è il mecenate, che lavorano in altre città.
Lorenzo fu un signore particolare ed un mecenate unico nel suo genere, per non esibire la potenza in una città che andava fiera della propria democrazia la dimora medicea era volutamente modesta ed era un mecenate che stringeva legami d'amicizia con i suoi protetti e che si confrontava con loro in campo culturale, non solo artistico.
Rese inoltre il gusto artistico fiorentino più aristocratico rendendo lo stile raffinato ed attento alla perfezione, inoltre i contenuti divengono complessi e di conseguenza rivolti a ristrette elites intellettuali.
In questo ambiente si distingue Alessandro Filipepi, detto Sandro Botticelli.

La Primavera di Botticelli è conservata alla Galleria degli Uffizi di Firenze.
Si pensa che quest'opera fosse esposta inizialmente alla Villa di Carreggi, sede dell'accademia neoplatonica fondata da Cosimo de' Medici dove si riunivano pensatori del calibro di Marsilio Ficino e Pico della Mirandola.
L'opera mostra chiaramente come Sandro Botticelli fosse dedito alla ricerca di una bellezza idealmente perfetta, trascurandone così il realismo, e mostra anche come il suo stile preveda un forte linearismo che dona plasticità alle figure. Inoltre il pittore volle concentrare il proprio interesse nella descrizione dei personaggi infatti vediamo come lo sfondo paesaggistico sia trascurato e limitato ad un boschetto in favore di una maggiore attenzione per i soggetti mitologici presenti nella scena ritratta.

Pallade e il centrauro è conservato alla Galleria degli Uffizi di Firenze.
Come nella precedente opera è visibile il linearismo caratteristico di Botticelli soprattutto nel definire i contorni del volto.
I soggetti del dipinto sono mitologici, vi è rappresentata infatti Minerva nell'atto di trattenere i capelli ad un centauro, creatura per metà uomo e per metà cavallo; allegoricamente potrebbe essere spiegato con la virtù che sconfigge il vizio, rappresentato per l'appunto dal centauro. La bellezza della Dea Minerva è idealizzata, come vuole la tradizione rappresentativa del pittore.


VENEZIA

Nella prima metà del 400 Venezia era ancora una delle più importanti città portuali d'Europa e decide persino di espandersi nell'entroterra, allargando così la sua influenza politica e diplomatica in Italia ed in Europa.
All'interno della repubblica può così nascere una nuova committenza, quella della dirigenza politica.
Venezia aveva protratto il gotico più a lungo degli altri centri italiani, sarà solo il contatto instaurato con Padova e la Lombardia a portare un rinnovamento artistico.
La pittura aveva come punti la bottega dei Vivarini e quella dei Bellini, quest'ultima era stata influenzata da Antonello da Messina e da Andrea Mantegna.
La figura emblematica del rinascimento veneziano fu Giovanni Bellini, figlio di Jacopo Bellini, cognato di Andrea Mantegna (questi aveva sposato la sorella Nicolosia Bellini) e futuro maestro di Giorgione e Tiziano.

Madonna col Bambino tra le sante Caterina e Maria Maddalena, opera dipinta a olio su tavola da Giovanni Bellini, è oggi esposta nelle Gallerie dell'Accademia a Venezia.
La composizione delle tre figure è perfettamente simmetrica ed è organizzata a triangolo, secondo il modello introdotto in Italia da Antonello da Messina.
La profondità è suggerita dalla torsione del corpo delle sante, le quali sono poste in diagonale. Tutta la bravura di Bellini è visibile nelle diverse espressioni dei soggetti, le quali sono ritratte con magistrale cura.
Lo sfondo nero rimanda ai ritratti degli artisti fiamminghi, in cui grazie


Antonello da Messina

Antonello da Messina può essere preso a ragione come figura artistica unificatrice ed emblematica di questo periodo storico.
I suoi viaggi lo portarono nelle Fiandre dove entrò in contatto con la pittura fiamminga e anche nei principali centri culturali italiani: Napoli, un importante centro fiammingo; Urbino, nella quale si pensa sia stato perchè è evidente un contatto con l'artista Piero della Francesca; Venezia, dove diede inizio al rinnovamento artistico.
La sua dote principale fu la capacità di assimilare tutte le novità artistiche che scopriva rendendole proprie. Riuscì infatti a fondere la pittura fiamminga ed il suo uso della luce, dell'atmosfera e dei dettagli con la monumentalità e la spazialità razionale degli artisti italiani aggiungendo inoltre la sua personalissima profondità psicologica.

Il Cristo alla colonna è un dipinto a olio su tavola esposto al Louvre di Parigi.
In questa opera Antonello da Messina usa al meglio l'iperrealismo acquisito dai Fiamminghi e la sua eccezionale profondità emotiva. I dettagli come la lacrima, le gocce di sangue, le ombre della corda sembrano persino superare la cura per i dettagli tipica degli artisti delle Fiandre e lo sguardo che Cristo rivolge al Padre è fortemente struggente.

San Sebastiano è un dipinto olio su tavola conservato a Dresda nella Gemäldegalerie.
Questo Santo era il protettore di Venezia poichè come questi sopravvisse al martirio così ci si augurava che Venezia sopravvivesse alle continue ondate di pestilenze.
In questa opera vediamo del modello fiammingo la quotidianità e l'esecuzione dettagliata, alle spalle del Santo infatti è stata ritratta Venezia in un giorno qualunque ed i suoi abitanti con incredibile attenzione. Antonello da Messina in questa opera mostra tutta la sua padronanza nel giocare con la luce ed il conseguente chiaro-scuro, come dimostrano le ombre sul corpo di San Sebastiano. Inoltre l'abilità prospettica è visibile nella costruzione generale e anche nel pavimento, quest'ultimo pare richiamare Piero della Francesca e la sua ''Flagellazione di Cristo''.
Incredibile è inoltre la destrezza di Antonello nel dipingere l'espressione di un martire che resiste audacemente mentre gli vengono scoccate contro delle frecce.




MANIERA MODERNA

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