Le feste degli emarginati

Come si passa il Natale anche ad una certa età

Come esempio per il progetto scolastico a noi assegnato abbiamo deciso di intervistare due ospiti della casa di accoglienza e di riposo “Centro San Lorenzo” a Sansepolcro. La Cooperativa San Lorenzo nasce da un’esperienza di volontariato: nel 1986 si costituisce il Gruppo Volontariato di Sansepolcro con l’obiettivo sociale di impegnarsi, con spirito di condivisione, con gli anziani, malati ed emigranti. Entrati nella struttura ci siamo immediatamente ritrovati circondati da persone anziane, che parlavano, gironzolavano e alcune giocavano addirittura a carte. La struttura è ben attrezzata, con spazi ampi all’interno e un grande giardino all’esterno con alberi e gazebo.

Il giardino del Centro San Lorenzo

L'intervista

Abbiamo parlato con le infermiere, che ci hanno indicato due signore da poter intervistare: la più anziana, Pina, 86 anni, in prova al Centro San Lorenzo da appena una settimana, originaria di Firenze e colpita da Alzheimer. La seconda, Rosetta, 77 anni, anche lei originaria di Firenze. Ci siamo presentati, abbiamo fatto conoscenza e abbiamo poi iniziato l’intervista. La signora Pina, purtroppo non si ricordava molto, ma ha comunque dato il suo contributo raccontandoci un po’ in generale l’esperienza dei suoi Natali precedenti. Rosetta invece si ricordava più particolari e ci ha dettagliatamente descritto il suo Natale. Entrambe si sono ripetutamente soffermate sul fatto che la tradizione del Natale, nonostante tutti gli anni passati dalle loro primissime feste, non è affatto cambiata, ma è appunto rimasta sempre la stessa. L’unico cambiamento che entrambe hanno notato e sul quale hanno più volte ribattuto, è stato il gioco dopo il pranzo, dove i nipoti e i figli di ciascuna donna, hanno preso cellulari, computer e videogiochi per passare il tempo e non sono rimasti tutti insieme a parlare e a raccontarsi novità e magari anche qualche pettegolezzo, ma ognuno è tornato nella sua stanza con i propri “aggeggi” elettronici. Rosetta si ricordava ogni particolare, dal pranzo nel salotto con ravioli e tacchino, al bel tempo, e qualche cosa ce l’ha addirittura ripetuta per due o forse tre volte. Sono state molto collaborative e simpatiche, senza mancare una battuta. Abbiamo anche noi notato che, nonostante l’emarginazione a loro attribuita, il Natale da loro passato non è poi così diverso e così lontano da quello vissuto da noi; stesse tradizioni, stessi pranzi e stesse abitudini. Ci siamo però accorti che è servito quasi come un ritrovo, come svago, essendo uno dei pochi periodi dell’anno per il quale tornano dalle famiglie, restando sennò quasi sempre alla casa di riposo. Le abbiamo trovate comunque abbastanza in forma e “pimpanti” e abbiamo visto che dargli un po’ di attenzioni e interagire con loro, parlargli, confrontarci, interessarci a loro non fa altro che renderle felici e farle sentire sicuramente meno sole e appunto più al centro di una società che tende inesorabilmente ad emarginarle. Crediamo che in fondo, per questo genere di persone, non sia poi così diverso il Natale, rispetto alle persone povere o escluse; però anche il fatto di non ricordare, come ad esempio Pina, la semplicità e la bellezza di un giorno come il Natale, ci fa capire l’importanza e la fortuna che abbiamo noi, e ci fa vedere come dovremmo lasciar perdere la superficialità e il vizio che ci prendono e ci trasportano via, per concentrarci sul valore vero delle cose, dei sentimenti, e viverli nella loro autenticità ora e fin quando ci è concesso.

Rosetta, sulla sinistra e Pina, sulla destra.
Foto scattata dal Centro San Lorenzo durante le feste con gli anziani che non sono tornati a casa.

Il Natale resta sempre una festa per tutti, vediamo quindi cosa hanno chiesto anche questi "vecchietti" a Babbo Natale.

Cosa ho imparato dall'esperieza:

Giulio:

Da questa esperienza ho capito come gli ospiti del "Centro San Lorenzo" passano il Natale e grazie anche all'aiuto delle infermiere abbiamo ricevuto altre informazioni sulle feste di altri pazienti

Letizia:

Grazie a quest'esperienza ho capito come un semplice giorno come quello di Natale possa rendere felici le persone, cosa che per noi è invece quasi un giorno come tutti gli altri. Credo che dovremmo meglio apprezzare tutto ciò che abbiamo senza cercare sempre quello che ci manca, e imparare da queste persone cosa sono le cose che davvero contano nella vita.

Sara:

Mi sono resa conto che il Natale per gli anziani è un forte momento di ritrovo, perché non vivendo più con le famiglie, il giorno di Natala lo vivono con i loro parenti e lo aspettano più di quanto lo aspettiamo noi perché tutto l'anno sono nella casa di riposo e le feste sono uno dei pochi periodi in cui si ritrovano tutti insieme.

Mattia:

Non tutti sono in grado di passare un bel Natale insieme ai propri cari,ma fortunatamente esistono persone disposte ad offrire affetto,compagnia e supporto perfino a degli sconosciuti.Tutto ciò che ne ricavano è l'affetto altrui e una profonda gratitudine da parte di chi si credeva dimenticato dal mondo e che ora possiede di nuovo la speranza.

Davide:

Come esperienza mi è sembrata molto toccante ma allo stesso tempo positiva, in quanto queste persone anziane mi sono sembrate molto felici di aver passato il Natale con le loro famiglie, dato che per la loro situazione non le vedono spesso. Secondo me è stata anche un'esperienza molto istruttiva perché ci ha fatto capire anche la differenza tra la nostra generazione e la loro.

Fuori dal cancello del "Centro San Lorenzo"

Ci siamo ritrovati in piazza a Sansepolcro un pomeriggio dopo scuola, abbiamo fatto l'intervista che in totale ha impiegato mezz'ora di tempo. Ci siamo poi ritrovati a casa di Letizia per rielaborare i contenuti e aggiungere tutto su Tackk. Per le fotografie è stato usato un cellulare, per la registrazione dell'intervista sempre un cellulare e per rielaborare il tutto un pc. Il progetto ha impiegato in totale 4 ore di lavoro.

Comment Stream

2 years ago
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Il reportage è brevissimo. Il contesto non era affatto semplice e di questo va reso merito. Tuttavia avreste potuto allargare l’indagine anche agli operatori. Il testo non sempre scorre in modo fluido e ci sono espressioni improprie. Le foto sono chiare e ben fatte. Il video finale non essendo vostro non può entrare nella valutazione. La documentazione finale è estremamente generica.
**Valutazione finale**
Correttezza formale: 2/5
Originalità del taglio: 2/5
Accuratezza materiale multimediale: 3/5
Esattezza documentazione e rispetto consegne: 2/5
Totale 9/20 (4½, valutazione non inserita nel registro)