ROCOCO', NEOCLASSICISMO, ROMANTICISMO

Susanna Carpano III D

Rococò

TITOLO: Madame de Pompadour

AUTORE: Maurice Quentin de Latour

DATAZIONE: 1754

CONSERVAZIONE: Parigi, Louvre

DIMENSIONE: 175X128 cm

Madame de Pompadour fu una delle prime donne ad approcciarsi alle letture illuministe; rappresenta un esempio di donna colta celebre per il proprio fascino e la propria intelligenza.

Inoltre il dipinto è uno degli esempi più significativi per quanto riguarda l'impiego della tecnica del pastello.

PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI:

Progettato intorno al 1748, de Latour finisce il ritratto solo nel 1755. A rallentare il lavoro sono le continue modifiche richieste al pittore dalla Marchesa.
Tutto quello che circonda la marchesa, dai libri al globo terrestre, dalle partiture alle incisioni, vuole testimoniare le sue doti intellettuali: in questo ritratto Madame de Pompadour si identifica col modello di donna istruita che partecipa nei salotti al dibattito intellettuale. Si tratta del modello di femme savante che trionfa nel secolo dei lumi.
Dalla scrivania pende un'incisione che illustra il Traité historique des pierres gravées du Cabinet du Roi del collezionista Pierre-Jean Mariette.
Malgrado l'autore di questa incisione fosse il conte de Caylus, de Latour aggiunge la firma della marchesa in allusione alla sua attività di incisore.
Sulla scrivania appaiono numerosi libri di cui de Latour ha voluto fornire il titolo: Il pastor fido di Guarini, l'Encyclopédie, l'Esprit des lois di Montesquieu e La Henriade di Voltaire. Si tratta quindi di una raccolta di opere di natura teatrale, filosofica e politica.
Oltre alla presenza dei libri si posso osservare altri oggetti che qualificano la marchesa come patrona delle arti: tra questi la musica, rappresentata dalla partitura tra le mani e dalla chitarra barocca sulla sedia alle sue spalle.

Fonte:

http://ladyreading.forumfree.it/?t=63282112

- WILLIAM HOGARTH

Il matrimonio alla moda è un ciclo di sei tele realizzate con tecnica a olio nel 1744 da William Hogarth. I dipinti sono conservati nella National Gallery di Londra e hanno tutti e sei una misura di 68, 5 x 89 cm.

Hogarth voleva rappresentare la decadenza della nobiltà in favore della borghesia; la nobiltà è contrapposta al denaro.

Le varie incisioni sono organizzate come una scena cinematografica anni 40', vi sono diversi richiami fiamminghi, la sua opera è il veicolo del discorso illuminista.

Qui di seguito: Il contratto, Il mattino, Dal ciarlatano e La lèeve della signora

Neoclassicismo

TITOLO: The nightmare

AUTORE: Johann Heinrich Fussli

DATAZIONE: 1781

CONSERVAZIONE: Detroit Institute of Arts, Detroit

TECNICA: Olio su tela

DIMENSIONI: 101x127 cm

Il dipinto richiama la teoria dell'inconscio, è un capriccio. In rilievo il soggetto dell'opera, la figura femminile sul cui stomaco appare un mostro grottesco, il quale probabilmente simboleggia il lato più oscuro del subconscio della ragazza.

La luce è innaturale.

La pittura di Füssli manifesta un forte conflitto tra impulsi irrazionalistici già romantici e aspirazioni illuministe-razionali.

TITOLO: La morte di Marat

AUTORE: Jacques- Louis David

DATAZIONE: 1793

CONSERVAZIONE: Museo reale delle belle arti del Belgio, Bruxelles

TECNICA: olio su tela

DIMENSIONE: 165X125 cm

Il dipinto raffigura Jean-Paul Marat, una delle menti della Rivoluzione francese, riverso nella vasca pugnalato a morte da Charlotte Corday D'Armont.

Il quadro è celebrativo, pieno di significati retorici, il contesto è misero e vi è un recupero della fermezza morale del neoclassicismo. Non è una rappresentazione realistica della morte di Marat. Il quadro può essere considerato quasi l'equivalente di un monumento, vi sono vari richiami a Michelangelo e a Caravaggio, ma la cifra del quadro mantiene una propria originalità.

Il quadro richiama la concezione di Foscolo: " La morte è un nulla eterno".

TITOLO: Amore e Psiche

AUTORE: Antonio Canova

DATAZIONE: 1788-1793

CONSERVAZIONE: Louvre, Parigi

MATERIALE: marmo bianco

DIMENSIONI: 155 cm

La composizione è a triangolo, la bellezza delle statue è profondamente idealizzata, rilevante la plasticità delle figure. La luce arriva di lato.

L'IMITAZIONE SECONDO ANTONIO CANOVA

"Quando non si faccia meglio di quello che attualmente si fa, la mia reputazione non ha apparenza di volersi oscurare, per ora. Vi vuol altro che rubare qua e là de' pezzi antichi e raccozzarli assieme senza giudizio per darsi valore di grande artista! Conviene sudare dì e notte su Greci esemplari, investirsi del loro stile, mandarselo in sangue, farsene uno proprio coll'aver sempre sott'occhio la bella natura..."

Antonio Canova, da una lettera del 1806 all'amico Antoine Quatrèmere de Quincy

PER APPROFONDIRE:

L'opera rappresenta, con un erotismo sottile e raffinato, il dio Amore mentre contempla con tenerezza il volto della fanciulla amata, ricambiato da Psiche da una dolcezza di pari intensità. L'opera rispetta i canoni dell'estetica winckelmanniana, infatti, le figure sono rappresentate nell'atto subito precedente al bacio, un momento carico di tensione, ma privo dello sconvolgimento emotivo che l'atto stesso del baciarsi provocherebbe nello spettatore. Questo è il momento di equilibrio, dove si coglie quel momento di amoroso incanto tra la tenerezza dello smarrirsi negli occhi dell'altro e la carnalità dell'atto. Le due figure si intersecano tra di loro formando una X morbida e sinuosa che dà luogo ad un'opera che vibra nello spazio. La scultura è realizzata in marmo bianco, levigato e finemente tornito, sperimentando con successo il senso della carne, che Canova mirava a ottenere nelle proprie opere. La monocromia, in contrasto alla drammaticità e al pittoricismo barocco, è un canone del neoclassicismo che Canova riprende per menomare la carica espressiva. L'opera Amore e Psiche del 1788 è un capolavoro nella ricerca d'equilibrio. In questo squisito arabesco, infatti, le due figure sono disposte diagonalmente e divergenti fra loro. Questa disposizione piramidale dei due corpi è bilanciata da una speculare forma triangolare costituita dalle ali aperte di Amore. Le braccia di Psiche invece incorniciano il punto focale, aprendosi a mo' di cerchio attorno ai volti. All'interno del cerchio si sviluppa una forte tensione emotiva in cui il desiderio senza fine di Eros è ormai vicino allo sprigionamento. L'elegante fluire delle forme sottolinea la freschezza dei due giovani amanti: è qui infatti rappresentata l'idea di Canova del bello, ovvero sintesi di bello naturale e di bello ideale. La scena, tratta dalla leggenda di Apuleio, appartiene alle allegorie mitologiche della produzione del Canova e per queste radici si accomuna al gruppo di Apollo e Dafne del Bernini, benché si differenzi dalle intenzioni di quest'ultimo (che desiderava suscitare stupore e meraviglia), allorché in Amore e Psiche si percepisce la tensione verso la perfezione classica ed una protesta contro la finzione, l'artificio ed il vuoto virtuosismo barocco. Ciononostante, quando l'opera venne esposta venne giudicata troppo barocca e berniniana, come era già accaduto per Ebe, criticata perché si poggiava su una nuvola.

Fonte:

http://www.arte.it/opera/amore-e-psiche-4644

Video di approfondimento:

http://www.youtube.com/watch?v=JLbQ52s95eg

TITOLO: La sepoltura della sardina

AUTORE: Francisco Goya

DATAZIONE: 1815-1820

CONSERVAZIONE: Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, Madrid

TECNICA: Olio su tela

DIMENSIONE: 83X62 cm

La scena rappresenta la fine del carnevale; al centro della composizione si può notare il vessillo ghignante.

Da questa rappresentazione si evince come la coscienza di Goya sia andata deteriorandosi con il passare del tempo; Goya rappresenta la mostruosità da cui lui stesso è attratto.

Le figure femminili sono rappresentate con crudeltà nei dipinti di Goya ( le donne sono destinate a diventare megere); la folla viene vista come un elemento irrazionale.

Goya può essere considerato un pre- espressionista, nei suoi quadri il pittore rappresenta la violenza senza preoccuparsene ( vd. le Pitture Nere).

Romanticismo

TITOLO: La grande odalisca

AUTORE: Jean- Auguste- Dominique Ingres

DATAZIONE: 1814

COLLOCAZIONE: Louvre, Parigi

TECNICA: Olio su tela

DIMENSIONE: 88,9 X 162,56 cm

Il dipinto rappresenta un' odalisca, la cui pelle risalta sullo sfondo scurissimo. Le proporzioni sono volutamente sproporzionate. La grande odalisca testimonia un primo avvicinamento dell'autore al romanticismo, nonostante una permanenza del classicismo.

Ingres è un rappresentante della generazione sconfitta e delusa dei romantici che videro il ritorno degli antichi valori (delusione storica).

TITOLO: Il sogno di Ossian

AUTORE: Jean- Auguste- Dominique Ingres

DATAZIONE: 1817

CONSERVAZIONE: Musèe Ingres, Montauban

TECNICA: Olio su tela

DIMENSIONE: 348x275

Il quadro fu commissionato da Napoleone, l'idea di nazione era molto forte nel romanticismo. Il patriota romantico ha contrapposto la notte della terra alla luminosità del sogno (la radice dell'arte va oltre la ragione: ISPIRAZIONE). Gli artisti si sentono coinvolti dalla lotta nazionale, ma si isolano dalla società; sono coscienti di non essere liberi e nelle loro opere vi è il dominio dell'indefinito e della soggettività.

Tra i caratteri del romanticismo vi è una spiccata tendenza all'individualismo, la scomparsa dei soggetti religiosi, l'idealizzazione del mondo medioevale ( i limiti del medioevo sono letti in maniera positiva) e l'esaltazione della libertà individuale.

TITOLO: La zattera della medusa

AUTORE: Thèodore Gèricault

DATAZIONE: 1818-1819

CONSERVAZIONE: Louvre, Parigi

TECNICA: olio su tela

DIMENSIONE: 4,9X 7,2 m

Il quadro è monumentale, ed è la rappresentazione di un fatto di cronaca (era naufragata una zattera, che non era stata ritrovata per giorni). Il quadro è il simbolo di una deriva nazionale verificatasi in seguito alle guerre napoleoniche; è una parabola della condizione umana e si richiama alla concezione della natura come matrigna di Giacomo Leopardi.

TITOLO: La Libertà che guida il popolo

AUTORE: Eugène Delacroix

DATAZIONE: 1830

CONSERVAZIONE: Louvre-Lens, Lens

TECNICA: Olio su tela

DIMENSIONE: 260X325 cm

Il dipinto fu realizzato in occasione dei moti del 1830, i colori sono squillanti, la donna al centro del dipinto è discinta in maniera trionfale ed incarna la figura della Libertà che si ispira alla Venere di Milo e alla Nike di Samotracia.

Il quadro esprime la sofferenza estrema provata nello sparare ai propri compatrioti; vi è inoltre un implicito omaggio alla Zattera della Medusa di Gèricault.

TITOLO: Ofelia

AUTORE: John Everett Millais

DATAZIONE: 1851-1852

CONSERVAZIONE: Tate Gallery, Londra

TECNICA: Olio su tela

DIMENSIONE: 76 cmx 1,12 m

In questo dipinto vediamo la riscoperta della produzione shakesperiana ( anche se in precedenza Fussli aveva realizzato un dipinto con protagonista Lady Macbeth). Il tema è quello del sonno della ragione grazie al quale si riesce a cogliere la vera essenza di ciò che ci circonda.

La ragazza ritratta è la moglie di Millais: Elizabeth Siddal.

Millais si colloca all'interno della confraternita dei pre- raffaelliti, nella quale prendevano parte anche artisti come Rossetti o Holmanhunt.

N.B. I pre-raffaelliti sostenevano che prima dell'arte classica vi fosse un'arte sorgiva, pura. I modelli che seguono sono gli artisti del 400' fiorentino, come Raffaello appunto che diede un'impronta razionalistica all'arte.

Comment Stream