Diffusione del Rinascimento
nelle Corti Italiane

Il Fenomeno del mecenatismo

Innazi tutto il "termine mecenatismo" - propriamente corrispettivo italiano dal latino Maecenas - deriva dal nome di Gaio Plinio Mecenate, famoso e ricco cavaliere romano (69-8 a. C.), di un'antichissima e nobile famiglia etrusca di Arezzo. Essendo tra i principali autori dell'accordo di Taranto del 37, divenne, pur senza carica ufficiale, il rappresentante di Ottaviano a Roma e in Italia e fu, per tutto il corso della sua vita politica, uno dei ministri più vicini e fidati consiglieri dell'imperatore. Fra i suoi tanti incarichi, egli fondò un circolo di dotti uomini di cultura che protesse, favorì e finanziò, incoraggiandoli a proseguire nella loro composizione artistica, quasi al pari di un moderno ministro della cultura. Il termine viene utilizza proprio per sottolineare la tendenza dei signori delle principali corti italiane  a volersi circondare di intellettuali, artisti, pittori e scrittori, in parte per soddisfare una tipicamente umanistica curiosità per l'arte e la cultura, in parte a scopo di propaganda politica.

Le instabili condizioni politiche dell'Italia del tempo avevano infatti favorito il passaggio dalle istituzioni comunali, ormai in preda a lotte intestine e ad un lento ma inesorabile declino, a un nuovo tipo di forma di governo, basato sull'accentramento del potere nelle mani di una ristretta cerchia di persone, spesso appartenenti al medesimo nucleo familiare, che, essendo riuscite a conquistare il primato economico, si ritrovavano inevitabilmente al centro dello scenario politico.

IL Futuro dell' arte