Le feste dei poveri/esclusi/emarginati

Reportage sulla realtà del Natale vissuto da persone emarginate dalla società

Abbiamo associato gli aggettivi "poveri","esclusi" ed "emarginati" alle persone che,per motivi economici e/o religiosi, vengono considerati "agli estremi della società".

Per cercare di capire come queste persone trascorrono le feste natalizie abbiamo intervistato Mustafà,che ci ha raccontato la sua storia..

Mustafà all'uscita del supermercato Coop di Sansepolcro.

"Sono arrivato con l'autobus più o meno 35 anni fa.." ,ci risponde alla domanda di come è arrivato in Italia. Originario del Senegal, è dovuto emigrare in Italia per problemi nel suo paese..
Ci confida brevemente e a bassa voce la storia di alcuni membri della sua famiglia,chiedendoci poi gentilmente di non raccontare niente.
"Sono vecchio ormai!", dice ridendo e scherzando mentre ci racconta del tempo passato in questo paese. Sebbene continui a scherzare e a sorridere mentre ci parla della sua storia,possiamo chiaramente notare dai suoi occhi che si commuove a ripercorrere il suo passato, trascorso a cercare un posto dove vivere ed un modo per guadagnarsi da mangiare.
Dopodiché gli chiediamo come ha passato il Natale, e lui risponde:
"Io non festeggio il Natale. Non sono cristiano. Io sono musulmano. A Natale lavoro,come tutti gli altri giorni. Io a Natale sto solo dove sto sempre,vendo i cappelli come quello di Babbo Natale e faccio gli auguri a tutte le persone che conosco."
A questo proposito gli chiediamo se si sente escluso dalla società e se le persone che conosce lo trattano come un emarginato.
"Sono un po' escluso dalla società,ma le persone che conosco mi trattano bene. Per esempio a Natale quando faccio gli auguri alcune persone mi abbracciano. Mi chiedono spesso se sono cristiano,ma io rispondo di no, allora mi chiedono perché faccio gli auguri a tutti.. Io dico che faccio gli auguri perché rispetto il Natale,allora loro rispettano a me. Anche se non è Natale però c'è sempre qualcuno che mi saluta e mi da dei soldi,come le persone che lavorano qui. Loro mi conoscono tutti e non c'è nessuno che mi tratta male o che mi prende in giro."

Come Mustafà altre persone sono immigrate in Italia a causa di problemi politici/economici. Nel 2014 infatti sono arrivate in Italia circa 124.380 persone, mentre circa 1.889 sono morte nel tentativo di raggiungere la nostra penisola. Sono le stime dell’ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

Spesso però non vengono considerate escluse solo le persone di altre nazionalità o religioni, ma anche chi riscontra problemi economici e non si può permettere di festeggiare il Natale.

A questo proposito abbiamo intervistato due signore anziane di nostra conoscenza che ci hanno raccontato la loro storia a patto di non farsi fotografare o filmare.
Sono due sorelle che convivono da molto tempo. Dicono di avere passato il Natale in casa propria,senza particolari festeggiamenti.
"Crostini,cena all'ordine del giorno e panettone." Ci dice la più anziana.
"Siamo entrambe astemie,quindi non abbiamo nemmeno speso dei soldi per dei vini costosi,ecc.."
Negli anni precedenti ci dicono di avere passato il Natale con dei parenti che poi col tempo purtroppo,ci dicono, "abbiamo perso"..
Ci hanno spiegato che ciò non significa che non hanno festeggiato il Natale: alcune tradizioni come andare alla messa di mezzanotte oppure fare la spesa insieme per la cena di Natale.

Come nell'intervista precedente,notiamo che due donne mostrano una certa emozione nel parlare del loro passato...

Siamo state infatti colpite dalle loro emozioni, che ci hanno trasmesso dei bellissimi messaggi da cui abbiamo tratto alcune considerazioni e ne abbiamo fatto esperienza.

Considerazioni personali

Chiara

Ho imparato che una persona non merita di sentirsi esclusa per la propria religione oppure per il colore della pelle... Perché secondo me il Natale è il momento migliore da passare con la famiglia... Sebbene queste persone non abbiano una grande famiglia si meritano qualcuno con cui trascorrere le feste.

Elen

Da questa esperienza ho imparato che le persone più povere riescono a capire meglio l'importanza del Natale, rendendolo magico con dei piccoli e semplici gesti;al contrario delle persone benestanti che trasformano un periodo magico in un periodo di stress e soldi buttati vivendo soltanto l'aspetto materialistico e consumistico di questa festa.

Francesca

Parlando con le persone intervistate ho potuto vedere il punto di vista di alcune persone che si sentono escluse dal Natale come dalla società. Ho potuto vedere come per queste persone il pensiero fosse rivolto verso la propria famiglia e non solo all'aspetto commerciale del Natale. Sono stata colpita di come il valore affettivo per certe persone abbia prevalso sul pensiero dei problemi economici. Ritengo che queste persone,sebbene non siano tutte di religione cristiana, hanno colto perfettamente il concetto del Natale. Grazie a loro ho potuto confermare l'idea che siamo davvero fortunati e che tutti meritano di trascorrere un Natale con le stesse possibilità che abbiamo noi.

Hajar

Grazie a questa esperienza ho potuto vedere come altre persone che non sono di religione cristiana festeggiano il Natale. Io personalmente non mi sento esclusa dalla società, e le storie di queste persone mi hanno aiutato a capire quanto sono fortunata. Ritengo che tutti si meritino di trascorre un Natale (ed una vita) in modo sereno, a prescindere dalla religione o dalla ricchezza.

Comment Stream

2 years ago
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Il reportage è brevissimo. La prima intervista, anche se scritta, è ben realizzata. La seconda è molto vaga. Manca la documentazione finale. La documentazione fotografica è di una sola foto. Peccato
**Valutazione finale**
Correttezza formale: 2/5
Originalità del taglio: 2/5
Accuratezza materiale multimediale: 1/5
Esattezza documentazione e rispetto consegne: 1/5
Totale 6/20 (3 valutazione non inserita nel registro)