Bringoli: tra passato e presente

Diversa tecnica, stesso sapore

Siamo ormai all'8 novembre, il giorno di San Martino si avvicina e Anghiari, piccolo borgo in provincia di Arezzo, si prepara ad onorarlo. Come da tradizione, i cittadini colgono l'occasione per celebrare l'ormai rinomata Festa dei Bringoli e di San Martino che si svolge, da 34 anni a questa parte, durante il weekend più prossimo al giorno dedicato al suddetto Santo. La location è certamente delle più suggestive.

Nonostante la grande appetibilità, data da un buonissimo sapore ed un aspetto decisamente invitante, la ricetta di questi "spaghettoni" è semplice ed è rimasta invariata nel corso degli anni. Pochi, pochissimi ingredienti (acqua, farina e un pizzico di sale) che danno origine ad un piatto unico e strettamente legato alla tradizione del paese.

Maura Guadagni, coinvolta in produzione e vendita dei bringoli

"La sagra si svolge da ormai 34 anni. Gli ingredienti sono sempre gli stessi, ma sono cambiati i metodi di produzione. - afferma la sig.ra Maura Guadagni, che ormai da molti anni si occupa dell'organizzazione dell'evento -  Le signore del posto lavoravano la pasta completamente a mano di fronte ai compaesani presenti alla festa dato che l'affluenza non era elevata. Però con l'arrivo del nuovo Millennio che ha portato un incremento del numero di visitatori (italiani e non) ci siamo dovuti adattare applicando metodi più moderni e veloci. In effetti, negli ultimi anni i bringoli vengono prodotti in maniera industriale con l'utilizzo di macchinari. Inoltre è cambiata anche la produzione del nostro "sugo finto" (finto poiché non è un vero ragù) che una volta era preparato con lo strutto di maiale, mentre ora utilizziamo l'olio extravergine di oliva."

Il lato più interessante dell' evento è però quello riguardante la storia, come ci dimostra la testimonianza, ricca in particolari, di Valerio Dragonetti, organizzatore della sagra da svariati anni in quanto membro della Pro Loco del paese. "I bringoli erano essenzialmente un piatto utilizzato nei periodi di carestia in quanto accessibile a tutte le famiglie anghiaresi sia dal punto di vista economico che di reperibilità degli ingredienti. Era inoltre il piatto tipico dei soldati in guerra, come ad esempio negli scontri che vedevano il nostro paese sotto assedio all'inizio del '400. Proprio in questa occasione ebbe origine la leggenda del Miracolo di San Martino: proprio nel giorno dedicato al Santo cadde nelle nostre zone una nebbia tale da impedire l'attacco e provocare la ritirata dei nemici."

Valerio Dragonetti, uno dei principali organizzatori

La particolarità di questa sagra sta anche nell'attrarre gente proveniente da luoghi molto lontani dalla nostra realtà altotiberina. E' il caso di alcuni visitatori romagnoli e piemontesi, ma l'esempio lampante è quello del signore inglese Steven. Da circa vent'anni, egli parte con tutta la famiglia dall'Oltremanica per partecipare alle due giornate di festa.

Documentazione tecnica

Strumenti utilizzati per la stesura del reportage:

Canon EOS 1100D

Canon EF-S 18-55mm f/3.5-5.6

Canon EF-S 55-250mm f/4-5.6

Iphone 5C

Computer ASUS

Documentazione processo e esperienza

Il gruppo formato da Alex, Arianna, Chaimae e Dajana si è incontrato tre volte:

Domenica 9 Novembre dalle ore 11.30 alle ore 14.30 (Interviste e foto dell'esperienza)

Mercoledì 12 Novembre dalle ore 19.00 alle ore 21.30 (Impostazione del reportage)

Mercoledì 19 Novembre dalle ore 21.00 alle ore 23.00 (Scrittura del testo)

-Alex ha realizzato la fotografia e collaborato all'ideazione dei testi

-Arianna ha curato la stesura dei testi e ha curato la messa online

-Chaimae si è occupata della registrazione delle interviste e selezionato il materiale fotografico, realizzando anche parte della fotografia

-Dajana ha realizzato le interviste e collaborato all'ideazione dei testi

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