Sofia's Art Gallery

Assignments trimestre 2013 - esercitazione multimediale

RINASCIMENTO 1401 - 1527

1401 : anno in cui viene indetto a Firenze il concorso per la decorazione della seconda porta del battistero del Duomo

1527: anno in cui avviene il Sacco di Roma da parte dei Lanzichenecchi

Il termine ''Rinascimento'' fu coniato da Jules Michelet nell'opera ''Histoire de France''. Nel 1841 lo storico francese uso’ il termine “Renaissance” per indicare la particolare epoca culturale e artistica compresa tra Quattrocento e Cinquecento. Nessuno lo aveva mai fatto prima, tale periodo era stato considerato fino ad allora come parte integrante del Medioevo.

Tuttavia non fu Michelet a sviluppare pienamente il concetto da lui formulato.
Tale compito spetto’ invece allo storico e scrittore svizzero Jacob Burckhardt (1818-1897).

La sua opera principale è ''Die Kultur der Renaissance in Italien'' (La Civiltà del Rinascimento in Italia) (1860), dove descrive il XV secolo come un’epoca di rinnovamento radicale in tutti i campi dell’agire umano, totalmente distaccata dalla precedente “oscurità” medievale.
Per Burckhardt nel Rinascimento italiano si ha una diversa visione dell'uomo rispetto a quella medievale. Come nell’antica Grecia, l’uomo è di nuovo padrone di se stesso e del mondo con la propria iniziativa individuale e la propria razionalità.
La centralità dell'uomo, il rinnovato culto per la bellezza, il ritorno al naturalismo del mondo classico, l'esaltazione dell'uomo, il positivismo sono per lo storico i principali aspetti del Rinascimento .
Le corti dei Signori italiani diventano il centro dell’uomo nuovo rinascimentale.
L'Umanesimo fiorentino viene collegato al Rinascimento, Burckhardt identifica anche una triade quattrocentesca, costituita da Filippo Brunelleschi, Masaccio e Donatello, come iniziatori di una svolta artistica epocale.

Leon Battista Alberti (Genova, 18 Febbraio 1404 - Roma, 20 Aprile 1472) scrisse il ''De Re Aedificatoria'' in cui spiega come per lui il linguaggio fiorentino del '400 sia una sorta di rinascita.

Giorgio Vasari scrisse l'opera ''Le vite de’ più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani,da Cimabue insino a’ tempi nostri'' identifica tre età del Rinascimento:
- 1300, Giotto
- 1400, grazie all'architetto Brunelleschi, al pittore Masaccio e allo scultore Donatello il Rinascimento prende slancio
- primi anni del 1500, perfezionamento da parte dei grandi maestri come Botticelli, Da Vinci, Raffaello e Michelangelo.

Gli aspetti innovativi del Rinascimento furono due procedimenti tecnico – stilistici:
1- spazio,
2- luce

1- Nel 300 la costruzione spaziale avveniva intuitivamente, a partire dal 400 invece lo spazio pittorico viene visto come una costruzione matematica che si propone di ricostruire virtualmente la visione dell’occhio umano.
La prospettiva, nata con Brunelleschi e definita da Piero della Francesca ''vera scientia'', mise dunque un fermo alla libertà di proporzionare le persone e l'ambiente a discrezione del pittore, come successe, per esempio, nella colonna traiana.

2- Nel Medioevo il chiaroscuro era impostato secondo le convenzioni adottate in quel periodo per rendere l'idea del volume dell'oggetto. Il Rinascimento invece diede vita ad una luce studiata matematicamente, il fascio di luce, o più di uno, proviene da una fonte precisa rievocando così una illuminazione più concreta.








Filippo Brunelleschi - Filippo di ser Brunellesco Lapi

Nacque a Firenze nel 1377 e morì sempre a Firenze il 15 Aprile 1446.
E' riconosciuto tra i fondatori del rinascimento per le sue opere architettoniche e il suo studio della prospettiva e delle proporzioni.
Brunelleschi partecipò al concorso per la realizzazione della seconda porta bronzea del Battistero fiorentino nel 1401, pertanto dovette costruire una formella seguendo le richieste imposte a tutti i partecipanti. Infatti il vincitore sarebbe stato decretato basandosi su formelle dal medesimo tema: il sacrificio di Isacco, bisognava inoltre raffigurare Abramo nell'atto di sacrificare il figlio su un altare, l'angelo che interviene per fermarlo, l'ariete che dovrà essere immolato al posto di Isacco e infine il gruppo con l'asino e i due servitori.
Il concorso vide due finalisti tra cui anche Filippo, ma il vincitore fu Lorenzo Ghiberti.
La sconfitta segnò per lui una importante svolta artistica, infatti, deluso dall'esito del concorso, decise di recarsi a Roma per studiare l'antico con Donatello.
Questo soggiorno fece interessare l'artista all'architettura, e a lui dobbiamo una riformulazione dell'architettura che sarà poi la base per tutta quella successiva.
Lo studio dell'antico gli permise di riscoprire le colonne e l'arco a tutto sesto, importanti elementi architettonici da lui usati sono le finestre rettangolari, i portici, i peducci (capitello pensile su cui poggia un arco o una volta), le cornici, le lesene, i capitelli, il tamburo, la lanterna ed il dado brunelleschiano (rialzo del capitello posto sulla cima della colonna, questo elemento serviva per alzare la colonna e quindi per facilitare la simmetria con l'arco).
Brunelleschi individua un modo scientifico per rappresentare prospetticamente la realtà. Partendo da un'esatta misurazione dello spazio reale, dimensiona gli oggetti nel disegno a seconda della loro distanza dall'osservatore, mantenendo rigorosamente le proporzioni reciproche e ottenendo così un'immagine disegnata identica a quella ottica, vedendo con un solo occhio.

1- Formelle per il concorso indetto nel 1401 per la decorazione della seconda porta del Battistero del Duomo di Firenze ad opera di Brunelleschi e di Ghiberti.

1a- Formella del Sacrificio di Isacco \ Brunelleschi:
La formella bronzea con dorature oggi si trova nel Museo del Bargello di Firenze.
Brunelleschi divise la scena in due zone orizzontali, con le figure che occupano tutto lo spazio disponibile, adattandosi alle linee curve e dritte della cornice.
In basso vi è l'asino, con accanto i servitori seduti, con le schiene che seguono il semicerchio del bordo, l'angelo compare in alto a sinistra.
Brunelleschi nella realizzazione di questa formella si concentra maggiormente sulle emozioni e sui movimenti dei suoi personaggi, andando contro alla staticità tipica di queste opere. Possiamo infatti notare con quanta forza l'angelo afferri il braccio di Abramo per fermarlo e quanto dolore e paura traspaia dal volto di Isacco.

1b- Formella del Sacrificio di Isacco \ Ghiberti:
La formella bronzea con dorature oggi si trova nel Museo del Bargello di Firenze.
Ghiberti divise la scena in due zone verticali armonizzate da uno sperone roccioso leggermente inclinato, sulla sommità del quale si trova l'ariete.
Le figure appaiono inscritte in un quadrato che non sfrutta tutto lo spazio disponibile e la presenza dello sfondo roccioso crea un trapasso graduale tra figure e sfondo.
A sinistra si vedono due servitori con l'asino, a destra la potente figura corrucciata di Abramo, che brandisce il coltello all'altezza delle spalle e lo punta contro Isacco, inginocchiato su un altare, l'angelo di Dio, che arriva per interrompere il sacrificio, si trova in alto a destra ed è composto per metà, come se stesse apparendo.
Nonostante alcuni dettagli più espressivi, come il volto di Abramo, la narrazione è pacata, basata sull'armonia dell'insieme con il calmo atteggiarsi di Isacco e il distaccato passeggiare dei due spettatori in conversazione tra loro.

La formella di Brunelleschi è quindi più drammatica e più originale nel modo di far rivivere l'azione, per questo più proiettata verso il futuro, mentre quella di Ghiberti è più accondiscendente al gusto tradizionale.

2- Spedale degli Innocenti:
Per la sua prima commissione Brunelleschi dovette occuparsi di un edificio pubblico per neonati abbandonati da ragazze madre.
In quanto pubblico l'architetto ebbe sia poco denaro a disposizione durante la costruzione sia come ricompensa, utilizzò infatti due materiali poveri, pietra serena e intonaco dipinto. In tutta la sua carriera, quindi anche quando ebbe a disposizione maggior denaro, Brunelleschi mantenne uno stile essenziale e povero che mirava alla massima funzionalità e semplicità.
E' il primo edificio di impronta classica costruito dopo la fine dell'età antica, fondato su proporzioni matematiche e sull'equilibrio delle parti con l'insieme. Ogni elemento è proporzionale agli altri e l'unità di misura, detta modulo, è il diametro della colonna.
In questo edificio possiamo notare molte caratteristiche dello stile brunelleschiano, come la bicromia delle superfici, le finestre rettangolari, il portico, le colonne.
Il portico può essere considerato il fiore all'occhiello di Brunelleschi, racchiude infatti tutte le sue riscoperte dal mondo antico e tutte le sue conoscenze innovative.
Questo è concepito come uno spazio misto tra l'interno e l'esterno, non si servì dell'arco a sesto acuto e dei possenti e complessi pilastri tipici dell'architettura gotica, allora tanto di moda. Utilizzò, come facevano gli antichi, archi a tutto sesto e colonne con capitelli corinzi ed in questa struttura introdusse anche le volte a vela per coprire il porticato, queste furono ideate dividendo matematicamente il porticato in unità.
Troviamo poi come elemento decorativo e di colore le formelle di Andrea della Robbia che rappresentano bambini in marmo bianco su fondo pervinca di ceramica.

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3- Cupola della Cattedrale di Santa Maria del Fiore:
La Cattedrale di Santa Maria del Fiore è il duomo di Firenze, e la cupola di Brunelleschi costituisce la copertura della crociera, Leon Battista Alberti ha definito così la maestosità della cupola ne 'De pictura' ''Structura si grande, erta sopra è cieli, ampla da coprire chon sua ombra tutti e popoli toscani.''
Per la progettazione e la costruzione della cupola venne indetto un concorso nel 1418, infatti la sua grandezza impediva il tradizionale metodo costruttivo mediante l'ausilio di centine, pertanto occorreva trovare un metodo alternativo. In seguito al concorso, che pure ufficialmente non ebbe vincitori, Filippo Brunelleschi e Lorenzo Ghiberti furono nominati capomaestri, ma Ghiberti poi abbandonerà l'impresa lasciando l'altro come solo architetto della cupola.
Brunelleschi inventò una nuova tecnica di costruzione, cupola autoportante, cioè una cupola che durante la sua costruzione non necessita di impalcature perchè tutto il peso era sostenuto dalla stessa.
La cupola si regge su un tamburo ottagonale forato da otto finestre circolari.
All’esterno il colore dei mattoni è rosso e sono presenti otto nervature bianche che delimitano ogni lato e convergono su un ripiano ottagonale. Su questo si trova una lanterna, invenzione di Brunelleschi che permette di fornire un ingresso per la luce ma anche di scaricare il peso dell'intera cupola.
La realizzazione di questa cupola segna un passaggio essenziale nella storia dell'architettura, nasce infatti con questa la figura dell'architetto, un intellettuale che pianifica la soluzione degli aspetti tecnici e costruttivi.
L'immensa cupola è ancora oggi la più grande cupola in muratura mai costruita.

4- Basilica di San Lorenzo:
Nel costruire questa Basilica possiamo notare tutta l'avversione di Brunelleschi per il gotico; gli spazi furono organizzati matematicamente applicando un modulo, infatti entrando nella chiesa si comprende subito che questa è perfettamente simmetrica.
La chiesa è a croce latina a tre navate e all'incrocio dei bracci si trova una cupola, le navate laterali sono coperte da volte a vela, invece il soffitto della navata centrale è decorato a cassettoni, con rosoni dorati su sfondo bianco. I colori predominanti sono il bianco ed il grigio della pietra serena per le membrature architettoniche portanti che risalta sull'intonaco bianco secondo il più riconoscibile stile brunelleschiano.
Le due sacrestie sono differenti, una è infatti realizzata dallo stesso Brunelleschi mentre l'altra risale al XVI ed è di Michelangelo, quest'ultima fa parte del progetto mediceo per avere una degna sepoltura per i membri della famiglia.
In seguito alla chiesa fu aggiunta la biblioteca Laurenziana, voluta da Lorenzo de' Medici.

5- Cappella de' Pazzi:
La cappella si trova incastonata nel primo chiostro della basilica di Santa Croce a Firenze. La cappella fu commissionata a Brunelleschi da Andrea de' Pazzi nel 1429, ma i lavori si protrassero a lungo anche dopo la morte dell’architetto nel 1446, e non venne mai ultimata perché la famiglia subì le conseguenze della Congiura ordita contro i Medici da Jacopo e Francesco de' Pazzi insieme all'arcivescovo di Pisa Francesco Salviati. Nel corso dell'agguato Giuliano, fratello di Lorenzo il Magnifico fu ucciso nel duomo durante la messa il 26 aprile 1478.
La cappella è preceduta da un porticato di sei colonne corinzie che affiancano l’arco centrale. L'interno è molto essenziale, è a pianta rettangolare composto da un vano quadrato con cupola e due ali coperte da volte a botte con cassettoni. La luce inonda la cappella dalla lanterna e dalle finestrelle disposte sul tamburo.
Il grigio omogeneo e profondo della pietra serena si staglia sul fondo a intonaco bianco, nello stile più tipico del grande architetto fiorentino.









Donatello - Donato di Niccolò di Betto Bardi

Nacque a Firenze nel 1386 e morì sempre a Firenze il 13 dicembre 1466.
Particolare e speciale fu la sua capacità di infondere umanità e introspezione psicologica alle opere, spesso con accenti drammatici o di energia e vitalità. Le sue figure possiedono infatti una ricchezza espressiva e una varietà di atteggiamenti che derivano da uno studio attento della psicologia dei personaggi.
Lo scultore fiorentino è un profondo conoscitore dell'arte antica, vi sono innumerevoli riferimenti a modelli classici, tutto questo è motivabile con il suo soggiorno a Roma con l'amico Brunelleschi per studiare proprio quest'arte.
Diede un contributo fondamentale al rinnovo dei modi della scultura e inventò lo stile "stiacciato", basato su minime variazioni millimetriche degli spessori, che non impedisce la creazione di uno spazio illusorio.
Donatello fu contemporaneo di Cosimo il Vecchio che, come lui, raggiunse una veneranda età morendo nel 1464, solo due anni prima del grande scultore. Donatello inizialmente era un libero professionista poi divenne un cortigiano mediceo, infatti Cosimo, accortosi dell'importanza dell'arte, fu un mecenate e a lui Donatello legò il suo nome. Vasari testimonia inoltre che la conoscenza tra i due dovette durare per più di un cinquantennio, evolvendosi con il tempo in un'amicizia e stima reciproca.


1- San Giorgio:
Scultura realizzata per la decorazione di una delle nicchie di Orsanmichele, un edificio finanziato dalle corporazioni che è stato catalizzatore di grandi talenti dell'epoca come Lorenzo Ghiberti e Nanni di Banco.
San Giorgio nell'iconografia cristiana si narra sconfisse un drago, incarnazione del demonio.
Firenze accolse questa opera con grande entusiasmo poichè la popolazione vedeva in essa il simbolo della rinascita della città dopo la peste.
Il santo è rappresentato come un guerriero con uno sguardo potente e fiero. La costruzione del corpo è compatta e statica e nonostante ciò Donatello riesce a far emergere una energia ed una vitalità che sebbene siano trattenute sono ben visibili, questo effetto è tipico delle sue migliori opere.

2- David Mercurio:
Realizzata da Donatello intorno al 1440, questa opera è modellata a tutto tondo nel bronzo ed è cava all'interno, fu usata infatti la tecnica della cera perduta. Questa tecnica era conosciuta dagli antichi ma era ormai stata dimenticata. Dai tempi dell'antica Roma è il primo rilievo a tutto tondo, inteso come opera a sé stante, libera da elementi architettonici.
Si trovava nel cortile del Palazzo Medici ed ora è conservata nel Museo Nazionale del Bargelli.
Il nome 'David Mercurio' lo si deve all'iconografia ambigua. La statua possiede infatti elementi caratteristici sia dell'eroe biblico Davide sia del Dio Mercurio.
Dell'eroe biblico è propria la spada e la testa potrebbe essere quella del gigante da lui sconfitto, Golia. David inoltre era uno dei simboli di Firenze.
Il cappello ed i calzari invece rimandano ad Hermes, il Dio protettore dei ladri; in questo caso la testa potrebbe essere quella di Argo, il gigantesco pastore dai cento occhi.
Cosimo aveva un modo arrogante e spavaldo di mostrare le origini della famiglia Medici, sebbene queste non fossero ottime, pertanto, nel caso in cui sia Hermes, si potrebbe ricollegare alle operazioni bancarie che arricchirono e resero potente la famiglia medicea.
Inoltre vista la rappresentazione melensa del personaggio fa pensare ad un ritratto dell'innamorato di Cosimo.

3- Il profeta Abacuc:
Questa statua viene anche popolarmente chiamata ''Zuccone'', proviene da una delle nicchie del campanile di Giotto di Santa Maria del Fiore ed è oggi conservata nel Museo dell'Opera del Duomo di Firenze.
Si notano un forte naturalismo e una significativa intensificazione espressiva, il volto, molto caratterizzato, è lontano da ogni idealizzazione e la sofferenza traspare facilmenlte osservando il volto.
Una lunga tunica cade dalla spalla sinistra e crea profonde pieghe verticali, anti-classiche perché non aderiscono al corpo, che sottolineano la maestosità della figura ma anche il suo tormento interiore.
Abacuc è un profeta biblico mendicante che vuole essere la dimostrazione che la verità può albergare in ogni persona.


4- Bassorilievi dell'altare della basilica di Sant'Antonio da Padova \
Miracolo del figlio pentito:
Lo stiacciato del ''Miracolo del figlio pentito'' è un rilievo facente parte della decorazione dell'altare della basilica del Santo a Padova, in particolare della serie dei quattro Miracoli di Sant'Antonio. È in bronzo con dorature.
Per la prima volta la prospettiva viene applicata alla scansione spaziale del piano, lo stiacciato è una tecnica scultorea che permette di realizzare un rilievo con variazioni minime (talvolta si parla di millimetri) rispetto al fondo. Questa tecnica è per alcuni aspetti più simile ad un'immagine che alla forma della scultura e quindi si rivela adatta all'applicazione della prospettiva. Si tratta dunque di definizione grafica piuttosto che di modellamento plastico.
Il soggiorno di Donatello a Padova per questa commissione permise una diffusione del movimento artistico rinascimentale al di fuori della città in cui era nato, Firenze.





Masaccio
- Tommaso di ser Giovanni di Mone Cassai

«Giotto rinato, che ripiglia il lavoro al punto dove la morte lo fermò»

Bernard Berenson

Nacque a Castel San Giovanni in Altura il 21 dicembre 1401 e morì a Roma durante l'estate del 1428 a soli ventinove anni. E' detto 'Masaccio' perchè sappiamo che era sempre a corto di denaro per la troppa generosità pertanto aveva un aspetto poco nobile, infatti Vasari scriveva ''fu da tutti detto Masaccio. Non già perché è fusse vizioso, essendo egli la bontà naturale, ma per la tanta straccurataggine''.
Masaccio è il primo pittore rinascimentale che esprime i nuovi concetti sviluppati in questi anni, la centralità dell'uomo e l'importanza della ragione.
La sua attività, seppur breve, segna la fine della tradizione pittorica medievale, cambiando il corso della pittura.


1- Polittico per la chiesa del Carmine a Pisa:
E' un'opera oggi smembrata in più musei e parzialmente dispersa.
E' una tempera su tavola a fondo oro, questo fondo oro rimanda allo stile gotico e non permette all'occhio dell'osservatore di entrare nell'opera, il colore giallo infatti ha un effetto esattamente contrario a quello della profondità.
Originariamente doveva essere composta da almeno cinque scomparti, organizzati su doppio registro, per dieci pannelli principali, dei quali se ne conoscono solo quattro.

2- Desco da Parto:
Il desco da parto è un tondo dipinto su entrambi i lati che durante il Rinascimento veniva offerto come dono cerimoniale alle donne delle famiglie più abbienti che avevano appena partorito. Veniva usato come vassoio per portare le vivande alla puerpera, finché si riposava a letto. Questo era un'usanza tipicamente fiorentina. Masaccio dipinge nel desco scene di vita quotidiana, i personaggi sono dipinti con estrema precisione ed attenzione per la realtà, si osservino le guance gonfie del trombettiere sul lato sinistro. Possiamo notare sullo sfondo un'architettura Brunelleschiana, come la luce sia stata curata nei dettagli dal pittore e l'uso della prospettiva.

3- Cappella Brancacci:
La Cappella è all'interno della chiesa di Santa Maria del Carmine di Firenze e rappresenta uno degli esempi più elevati di pittura del Rinascimento italiano. Essa è frutto della collaborazione di due dei più grandi artisti dell'epoca, Masaccio e Masolino da Panicale. Questa collaborazione è iniziata intorno al 1424 e circa cinquant'anni dopo si aggiungerà la mano di Filippino Lippi, chiamato a completare l'opera dopo la morte di Masaccio nel 1428.

3a- Particolare della Resurrezione del figlio di Teofilo e san Pietro in cattedra :
Il gruppo all'estrema destra mostrerebbe l'autoritratto di Masaccio, che guarda lo spettatore, Leon Battista Alberti accanto a lui di profilo, Filippo Brunelleschi con il cappuccio e Masolino a sinistra.

3b- Il pagamento del tributo:
Questo episodio mostra Gesù fermato prima di entrare a Cafarnao da un gabelliere che gli chiede un tributo; allora egli indica a Pietro un lago dove sulla riva troverà un pesce che nella gola ha una moneta d'argento. Importante in questa opera è il paesaggio e la luce.
Il paesaggio infatti viene dipinto secondo la reale natura, prima di allora gli elementi naturali erano a discrezione del pittore, venivano per esempio ingranditi, alzati o rimpiccioliti in base al contesto, e la luce è visibilmente calcolata.
L'edificio è raffigurato secondo le leggi della prospettiva rendendo così più reale lo spazio occupato dai personaggi.

3c- Peccato originale e Cacciata dal Paradiso:
Queste due scene sono dipinte rispettivamente da Masolino e da Masaccio, questi due pittori sebbene coetanei presentano molte diversità. Il primo rimane ancorato ai valori artistici del medioevo, il secondo è avviato nel rinascimento.
Masolino da pittore medievale/tardo gotico si preoccupa principalmente della narrazione e del significato spirituale mettendo in secondo piano la resa stilistica, usa il chiaroscuro convenzionale, Adamo ed Eva sembra siano sospesi per mancanza di ombre al suolo e non traspare alcuna umanità dai suoi personaggi. Masaccio invece ritrae i personaggi mettendo in evidenza l'umanità di questi, Eva si copre per la vergogna, invece Adamo è straziato dalla disperazione.
I corpi per la prima volta proiettano ombra a terra, si nota lo studio della luce effettuato dal pittore e l'uso della prospettiva.




VIDEO
:

Breve riassunto sui principali esponenti del primo Rinascimento italiano

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