VILLA PALAGONIA

VILLA ARCHITETTONICA DEL ' 700
DENOMINATA "la villa dei mostri"

Venne costruita a partire dal 1715 per conto di Francesco Ferdinando Gravina Cruyllas, principe di Palagonia, ad opera dell'architetto Tommaso Maria Napoli che, con l'aiuto di Agatino Daidone si occupò, nel 1737, delle strutture basse che circondano la villa e, nel 1749, delle decorazioni interne ed esterne, su incarico di alcuni successori del Principe.

In particolare all'omonimo nipote Ferdinando Francesco II, detto "Il Negromante", si deve la costruzione dell'estesa sfilza di figure mostruose che ne cingono le mura.

La Villa si apriva, in realtà, a ridosso del Corso Umberto a Bagheria, esattamente all'altezza dei due pilastri oggi indistintamente inglobati nella trama urbana della città, che ne segnano tuttora l'antico arco trionfale d'ingresso. Di qui si profilava un lungo viale adornato da quella fitta schiera di statue di Mostri, scolpite in pietra arenaria, delle quali, attualmente, ne sopravvivono sessantadue, ma che originariamente avrebbero dovuto ammontare a duecento circa.

Nel 1885 la villa venne acquistata da privati, che ne sono tuttora in possesso, ed è parzialmente aperta al pubblico.

LA VILLA DEI MOSTRI:

Il 9 aprile 1787 la villa fu visitata da Johann Wolfgang von Goethe, che così descrisse la bizzarria dell'esterno dell'edificio nel suo memoriale Viaggio in Italia:

"Per trasmettere tutti gli elementi della pazzia del principe di Palagonia, eccone l’elenco. Uomini: mendicanti dei due sessi, spagnuoli e spagnuole, mori, turchi, gobbi, deformi di tutti i generi, nani, musicanti, pulcinella, soldati vestiti all’antica, dei e dee, costumi francesi antichi, soldati con giberne e uose, esseri mitologici con aggiunte comiche (...) Bestie: parti isolate delle stesse, cavalli con mani d’uomo, corpi umani con teste equine, scimmie deformi, numerosi draghi e serpenti, zampe svariatissime e figure di ogni genere, sdoppiamenti e scambi di teste. Vasi: tutte le varietà di mostri e di cartocci che terminano in pance di vasi e piedistalli. Immaginate tali figure a bizzeffe, senza senso e senza ragione, messe assieme senza scelta né discernimento, immaginate questi zoccoli e piedistalli e deformità allineate a perdita d’occhio: e proverete il penoso sentimento che opprime chi si trova a passare sotto le verghe da questa follia.

(...) Ma l’assurdità di una mente priva di gusto si rivela al massimo grado nel fatto che i cornicioni delle costruzioni minori sono sghembi, pendono a destra o a sinistra, così che il senso dell’orizzontale o della verticale, che insomma ci fa uomini ed è fondamento di ogni euritmia, riesce tormentato e torturato in noi. E anche questi tetti sono popolati e decorati di idre di piccoli busti e di orchestre di scimmie ed altre dabbenaggini."

Ne rimase, tuttavia, talmente impressionato che ne "La notte di Valpurga" del Faust tracciò la descrizione inconfondibile di un gruppo di Mostri presenti nella Villa, quasi assurgendo, in questo modo, a puro esempio di demonico e di caotico romantico, tutto quel mondo di confusi incubi e di grottesche espressioni dell'inconscio, tanto singolare e concettualmente icastico da valergli, ad oggi, la categoria ad hoc di pallagonico.

L'INTERNO DELLA VILLA:

Gli endecasillabi che campeggiano all'entrata del salone si riferiscono certamente agli specchi che, secondo le antiche descrizioni degli interni di Villa Palagonia, avrebbero rivestito, con un particolare gioco di sovrapposizioni, l'intera volta del soffitto ed a quelli, delle più disparate fogge e disposizioni, che dappertutto coprivano porte e finestre, in un effetto asfittico di stravaganti deformazioni e caleidoscopiche moltiplicazioni del riflesso dei passanti.

Nemmeno l'arredamento interno, quindi, si sottraeva alla visionaria fantasia del Principe.

Ancora Goethe ne scrisse:

"I piedi delle sedie sono segati inegualmente, in modo che nessuno può prendere posto e, davanti all'entrata, il custode del palazzo invita i visitatori a non fidarsi delle sedie solide perché sotto i cuscini di velluto nascondono delle spine."

E un viaggiatore dell'epoca ci testimonia:

"L'orologio a pendolo è sistemato dentro il corpo di una statua: gli occhi della figura si muovono col pendolo, e roteano mostrando alternativamente il bianco e il nero. L'effetto è orribile. La camera da letto del proprietario e del suo spogliatoio sembrano due scomparti dell'arca di Noè. Non v'è bestia, per vile che sia, che non compaia lì dentro; rospi, ranocchi, serpenti, lucertole e scorpioni, tutti scolpiti in marmo di colore adatto. Ci sono anche moltissimi busti altrettanto stravaganti. In alcuni si vede da una parte un bellissimo profilo, le giri dall'altra e ti si presenta uno scheletro. Oppure vedi una balia con un bambino in braccio; il corpo è esattamente quello di un infante, ma la faccia è quella di una vecchia grinzosa di novant'anni."

FERDINANDO FRANCESCO II PRINCIPE DI PALAGONIA DETTO "IL NEGROMANTE"

Le leggende che aleggiavano circa l'influenza malefica dei mostruosi "guardiani" di pietra sugli uomini (in grado di provocare, fu credenza a lungo diffusa, aborti o parti mostruosi alle gravide) ed il costo elevatissimo di tutto il progetto architettonico, unito alle mille bizzarrie notorie anche dentro le mura, concorsero tutte ad alimentare la fama di follia e quell'aura maledetta del Principe che non propriamente parve corrispondere al vero.

Gli archivi storici restituiscono, anzi, il profilo di un uomo particolarmente lucido, ciambellano personale del re di Napoli e grande di Spagna, che ricoprì cariche politiche di notevole responsabilità, come già il nonno, e che, nella senescenza, si occupò di opere misericordiose.

"È il Principe di Palagonia, disse il bottegaio, che gira di tanto in tanto per la città, facendo la colletta per il riscatto degli schiavi prigionieri in barbarie", scriveva Bartels.

Sposato, a detta di chi lo udisse parlare, avrebbe dato prova di una saggezza e di una sobrietà per nulla conciliabili con la mattanza della sua opera.

Il Conte di Borch ne scrisse: "Sono stato veramente meravigliato dal suo tratto e dal modo giusto e corretto con cui ragionava di ogni cosa."

E ancora Goethe così lo descriveva:

"Pettinato e intalcato, il cappello sottobraccio, vestito di seta, la spada al fianco, calzato elegantemente con scarpine ornate da borchie e pietre preziose. Così il vecchio incedeva con passo solenne e tranquillo; tutti gli occhi erano appuntati su di lui."Rimanendo, tuttavia, fondata la notizia che non presentasse un bell'aspetto, studiosi e psichiatri come i due amburghesi Fisher e Weygandt, ipotizzarono una patologia psicotica del Principe che lo avrebbe portato a esorcizzare il complesso della sua bruttezza, circondandosi di "amici" turpi quanto sé.

Anche Emil Kraepelin si interessò alle sculture della Villa, rilevandone della affinità con i disegni dei catatonici ed esemplificandole in una fotografia inserita nel primo volume del suo trattato di Psichiatria.

Ma era l'età del fervore scientifico positivista, l'epoca delle grandi classificazioni sintomatiche descritte in assenza di una chiara visione eziologica delle malattie mentali.

La rivoluzione freudiana era agli inizi, e l'inconscio era ancora costretto dagli argini coscienziali. Era anche il tempo in cui stava per essere pubblicata l'opera di Prinzhorn sull'attività plastica dei malati di mente, sulla specificità della Gestaltungschizofrenica riassunta nelle seguenti caratteristiche formali: gioco sfrenato, monumentalità ornamentale, ambiguità, frammentarietà della figurazione.

Recenti studi ipotizzano, invece, una precisa matrice alchemica del XVIII secolo - come per altre ville bagheresi - alla base di questo edificio. La ripartizione dei cosiddetti Mostri in due settori laterali della villa (musicanti da una parte e creature deformi dall'altra, con la costante presenza del dio Mercurio, fautore della trasmutazione della materia) significherebbe la ricerca dell'armonia partendo dalla musica (Nigredo) sino alla materia (Rubedo).

IL MISTERO DELLA VILLA...

Stiamo parlando di Villa Palagonia, un’imponente dimora costruita nel 1715 a Bagheria, vicino Palermo, e che, per le strane sculture, viene anche chiamata anche la Villa dei Mostri.


Quando, ad esempio, si entra nella dimora, la nostra attenzione, immediatamente, viene attratta da esseri fatti di pietra provenienti da quelle fantastiche ere tanto favoleggiate nei miti e nelle leggende: sirene, creature dal corpo animale e dalla testa d’uomo, rospi, dragoni eccetera.

’aspetto più interessante di tutto questo è che anche se Villa Palagonia entra nella categoria delle costruzioni barocche, queste immagini piuttosto ricordano atmosfere gotiche. Sembra, infatti, di vedere statue raffiguranti gargoyles e altre creature che ricordano le grandi cattedrali che sorsero in Francia attorno al 1200.

Procedendo nel nostro cammino all’interno di Villa Palagonia, la nostra attenzione si trova ad essere catturata dall’immensa Sala degli Specchi. Si tratta di un salone riccamente affrescato con al soffitto affissi degli specchi. Perché questa strana collocazione? In tanti suggeriscono che si fosse trattata di una volontà del Principe, in quanto, quando dava delle feste, gli invitati specchiandosi divenivano deformi. La motivazione di tutto questo va spiegata nella leggenda che voleva il Principe di Palagonia come un individuo afflitto proprio da qualche deformazione.

Una delle domande, a tal proposito, dovrebbe essere questa: e se Villa Palagonia fosse stata in realtà una dimora di scienze esoteriche e occulte? Consideriamo alcuni aspetti fondamentali: una delle statue più celebri raffigura un nano, che però sembra rievocare il viso di pietra dell’Uomo Verde, una particolare creatura che è raffigurata nella maggior parte delle cattedrali gotiche.

LA VILLA SI PUO VISITARE TUTTI I GIORNI DALLE 9:00 ALLE 13:00 ALLE 15:30 DALLE 17:30 PAGANDO UN BIGLIETTO DI 3,00 EURO CON GRUPPI DI 10 PERSONE, 5,00 EURO BIGLIETTO NORMALE


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