Ra-Mi.Ma Off Road

Domenica 11 maggio 2014 - Nuova edizione

Diario di viaggio

Diario di viaggio della 6^ Edizione dell' Ecomaratonina 34 km organizzata da Trail Romagna - Da Ravenna a Milano Marittima, attraverso le dune alla Foce del Bevano, la valle dell’Ortazzo e l’Antica Pineta di Classe per finire con un ‘tuffo’ nelle benefiche acque delle Terme di Cervia.

- La preparazione è stata dura, ma non come quella precedente (per la maratona fai da te), ho mantenuto costante la velocità nonostante le cinque uscite di fila da 10k. Nei giorni precedenti alla gara ho bevuto tanta acqua e tisane con spezie e nuovi frutti come il mango e un altro che non so nemmeno come si chiama ma che ho dovuto buttare perché era andato a male... Ultimo allenamento per la preparazione è stato con lo Zaino Camel Bag da peso in totale di 3 kg, sotto il sole diciamo che mi ha messo a dura prova ma che mi è servito per affrontare le difficoltà in questa gara.

Il giorno prima della gara sono stato a riposo forzato, ho bevuto tantissima acqua e fatto il carico di carboidrati e proteine con un bel piatto abbondante di farro, orzo e vari tipi di riso, mangiato barrette alle proteine, pastiglie di proteine e i buonissimi Hamburger vegetali Seitan alla piastra, diciamo che ero passato da 74Kg a 78Kg di peso. Alla sera sono andato a letto presto immaginando di correre già il percorso con la mente e andando oltre, ho immaginato il giorno dopo che immaginavo di essere nel letto mentre in realtà stavo correndo. Comunque ho dormito poche ore per la tensione, (ho sentito di altri il giorno dopo che non avevano dormito per niente).
Sveglia presto alle 5:30, mentre l'acqua bolliva per il tè ho finito di controllare tutto l'occorrente che avevo preparato la sera prima. Doppia colazione con quattro fette biscottate integrali, due con marmellata alla liquirizia e lime proveniente dalla cina e due con miele d'arancio e tè all'arancia, un vasetto di Yogurt magro ai mirtilli con mix di cereali di frutta secca e gran cereali abbinato al sapore del tè nero ai mirtilli, molta acqua con pastiglie al guaranà e aloe vera più proteine del siero del latte in pastiglie e sali minerali in acqua calda.
Nel frattempo guardo l'orario... Si era fatto un po tardi erano le 6.50! Partenza in macchina... spingere nel pedale è stato un piacere... a quell'orario, la strada era completamente vuota. Ma la sfortuna ha voluto che un incidente bloccasse la stretta via Cervese (nell'incidente erano coinvolti due calciatori del Forlì, non gravi per fortuna), che ho visto portarli all'interno dell'ambulanza che avevo di fronte e che mi bloccava il passaggio... Una volta dentro all'ambulanza trovo il coraggio e riesco a passare nello stretto spazio tra l'ambulanza e il fosso... Via con il piede nell'acceleratore, si era fatto veramente molto tardi... A Cervia sbaglio strada, mi infilo in centro... tutti i semafori rossi! Finalmente arrivo, trovo parcheggio, raccatto le cose al volo scendo cerco qualcuno chiedo se c'era il pullman che porta a Punta Marina quando mi dicono: Ragazzo! Il pullman è partito alle 7.30 sono quasi le 8... Mi dispiace!!! Comunque sei in macchina?... Aggiunge l'organizzatore!!!... Io rispondo: Si!... E l'organizzatore: allora vai alle terme di Punta Marina... Se ti sbrighi, sei ancora in tempo. Ed ecco che incomincia la "corsa contro il tempo"... Non faccio in tempo a ringraziare che stavo già correndo verso la macchina, apro lo sportello lancio lo zaino e schiaccio il piede nel pedale. Per la strada c'erano poche macchine era facile andare veloce, fuori dal centro in alcune rotonde il classico rumore delle ruote che stridono. Mentre percorrevo la strada in macchina sembrava non finisse più avevo troppa fretta... poi a un certo punto quando mi sono reso conto di aver fatto tanta strada a quella velocità osservando la pineta... mi sono detto! Prova a immaginare di percorrere tutta questa strada di corsa... Anzi non ci devi pensare... tra un po la dovrai fare tutta di corsa, mentre mi divertivo a demoralizzarmi per la tanta strada, ho cercato di pensare ai lati positivi... Al percorso nuovo, alla natura, all'ebrezza e l'eccitazione della gara, mentre mi tornava il sorriso mi è spuntata la preoccupazione di trovare il punto della partenza... sai com'è dovevo ancora cambiarmi e prepararmi alla gara.
Finalmente arrivo! Whuooo, vedo guerrieri ovunque che mi sfioravano la macchina da tutte le parti, si stavano riscaldando... senza assumere niente, l'adrenalina stava incominciando a girare nel mio corpo, trovo parcheggio, pago per tutta la giornata e chiedo subito informazioni, ritiro la pettorina con il numero 9 e il Chip da legare ai laccetti delle scarpe e mi infilo negli spogliatoi, con poca luce tiro fuori tutto dallo zaino metto la crema protezione solare in viso, il tempo era poco e nonostante ancora non ero partito il cuore mi batteva già per la paura di non farcela. Ma riesco a prepararmi in poco tempo, esco... manca la pettorina, mi infilzo con le spille ma riesco a metterla... in quel momento si apre la porta del bagno, pipì al volo... esco arrivo in strada cinquecento metri di corsa per il riscaldamento e via dietro alla linea di partenza, si parte e camminando nella pineta si giunge ad un'altra partenza, dalla camminata si scatta alla corsa.
Si... sto correndo!!!... Ci sono, ce l'ho fatta, mi guardo intorno e penso sono qui... sto partecipando alla gara! Guardo in alto, a malapena vedo l'azzurro del cielo tra i fitti rami degli alberi della pineta, abbasso lo sguardo e vedo tanti guerrieri, tutti con abiti e accessori di ogni genere, abbasso ancora lo sguardo e vedo quel colore stupendo, un marrone scuro contornato dal verde e il chiaro degli aghi di pino, era il meraviglioso colore della terra bagnata che donava quel particolare profumo e tutta quella freschezza alla pineta, poi vedo le mie gambe... che si muovevano da sole... stavano correndo.
Alzo lo sguardo dritto davanti a me e incomincio a concentrarmi, vedo gente ai lati che cerca di superarmi, rimango nella mia posizione quando vedo generarsi una corsia di sorpasso in cui mi ci inserisco e incomincio a superare un po di guerrieri per trovare un'area meno densa... Invece il percorso si stringe e addensandoci il passo diminuisce fino a camminare, poi si riparte di nuovo di corsa, qualche curva, qualche albero e rami da saltare ravvivavano l'estrema emozione dell' Off Road... bastava un semplice sguardo per percepirla anche negli altri runners.
Qualche salto e di nuovo fermi, si attraversa una strada con il vigile che ci da la precedenza, si passa di nuovo in un'altra pineta, poco dopo si arriva in una stradina ghiaiata dietro i bagni di una spiaggia non c'erano alberi e il sole si sentiva appena, erano le 9.10 penso! In quel tratto poco denso di runners mi si affianca un ragazzo con la barba, la maglia blue e un bicchiere di plastica legato ad un polsino di color arancio, ne approfitto mi ci posiziono dietro per prenderne la scia, ma il suo passo era di poco più veloce del mio, ho cercato di stargli dietro per un lungo tratto che ha assorbito gran parte delle mie energie fino a che decido di lasciarlo andare, non sapevo quanta strada avevo fatto mi sembrava 10k ma poi sapevo che quando si pensa alla strada fatta si pensa sempre di averne di più... di averne fatta di più, quindi ho ridotto a 5k.
Primo punto di ristoro, lo salto, dando solo tre sorsi avevo la borraccia piena, il problema è che cera una doppia razione di sali e quindi era poco dissetante, ma me ne frego e proseguo senza rifornirmi, a quel punto incomincio a sentire caldo e affaticamento dallo sforzo per stare dietro al runner "barba blu". La mente mi demoralizza... Già stanco ora... a soli 6k? Hai visto che sta arrivando il caldo!!! Tra un po il sole picchia, perché non rallentiamo? Ascolto la mente, rallento... andatura lenta, ma dopo qualche chilometro sento di nuovo la stanchezza e decido di rallentare ancora il passo, imposto l'andatura "relax" (quella che mi porta ovunque), ma di alberi non se ne vedono, il sole incominciava a emanare calore e le difficoltà aumentavano, mi guardo in torno e mi chiedo dove ero? Bho!!! Non riconoscevo i luoghi, avrò fatto si e no 10k e sono già in difficoltà... Arrivano dei tratti di sabbia... la vedo da lontano, la osservo e mi chiedo: cos'è? ...ci butto il piede e dico no... La sabbia è impressionante, assorbe l'energia dei piedi e delle gambe è come dare la massima spinta per saltare 2 metri saltando solo 15 centimetri, incredibile... guardo in alto, il sole che mi acceca l'immagine del deserto è comparsa nella mia mente e già il pensiero di non farcela mi aveva raggiunto. Ma proseguo, ai lati qualcuno mi supera, cerco di tenere duro forse ero a metà percorso, avevo Sports Tracker attivo ma non volevo guardare quanti chilometri avevo fatto, questo per non demoralizzarmi.
La strada continua senza alberi, incomincio ad avere tanta sete... in poco tempo finisco i sali, (lascio sempre un goccio per non rischiare di rimanere a secco), superiamo dei rivali, un ponte mentre sognavo la pineta... i pini verdi l'aria fresca, tanta ombra... Mi ritrovo invece in un lungo mare con parchetto e gente beata che si recava in spiaggia, proseguo con tanta sete. Ad un certo punto sicuro di arrivare ad un'altra pineta, mi ritrovo invece in una pianura deserta... Ebbene si, degli alberi neanche l'ombra, non... gli alberi non si vedevano nemmeno in lontananza, guardo per terra sconvolto e vedo questo terreno giallo... arido con le crepe, ho pensato agli scorpioni, guardo in lontananza qualche cespuglietto di piante bruciate dal sole... da film immaginavo cespugli... "cespugli volanti di erbacce", quelli tipici del paesaggio del deserto. La mente si demoralizza, mi dice... Stai correndo forte sotto al sole con questo caldo!!! Non sei abituato. Chi lo è rispondo! Siamo tutti in difficoltà. Le sensazioni che provo io le provano anche gli altri... Siamo umani e poi il sole non è proprio diretto c'è un leggero strato di nuvole... Continuo cercando soluzioni sia nella mente che nel corpo, butto una mano nella fronte e sento la Buff zuppa di sudore, la tolgo subito al volo e me la metto al polso, un po di aria arriva alla testa, inizia una piccola salita con la sabbia, tanti sforzi che toglievano fiato e energie, mi stavo demoralizzando le gambe erano stanche, quanti km avrò fatto? 14 o 15? non lo so... non ci voglio pensare! Non ce la faccio... sono stanco, qualcuno mi supera ancora, guardo avanti il deserto, guardo in basso vedo i miei piedi che falcano il terreno arido, penso: non ti puoi fermare ora! Sei in gara!!! Tiro fuori una barretta alla Gelatina (gusto mirtilli) con malto destrina e la divoro tutta in una volta, mentre lo faccio mi superano altri, butto giù un sorso dei pochi sali che avevo rimasto, mentre arrivo in una curva e la prendo larga mi supera uno squadrone di Runners in formazione a "V" rovesciata tipica delle anatre quando migrano, il primo in testa teneva il passo e gli altri dietro.
Arriviamo a delle dune con la sabbia, solo l'immagine spegneva le forze rimaste nella mente. Finito le dune la barretta alla gelatina mi dona energia, riprendo il pensiero positivo e torno al ritmo Relax. Continua a correre! Finalmente arriviamo in una sorta di pineta, aria fresca... Ho pensato, questo è il mio terreno... aumento il passo sento l'energia degli alberi, della terra... arrivano i brividi nelle gambe, nelle braccia e nella schiena che confluiscono al cuore, aumento di nuovo il passo, mi sento più forte, più veloce sento tanta energia, alla fine della pineta un punto di ristoro e il bivio dei 24k (avevo scelto la strada più lunga e più difficile, quella dove non si è a coppie ma soli). Riempio la borraccia e chiedo qual'è la strada per i 34k... Nessuno mi risponde... Chiedo di nuovo, mi dicono di proseguire a destra, vado... non vedo nessuno, completamente solo, guardo avanti non c'era nessuno... dietro nemmeno! Ne approfitto... mi fermo a un lato faccio pipì e mi libero dell'aria dalla pancia, riparto subito, senza bere risparmio acqua, mi preoccupo pensando di aver sbagliato strada, quasi mi fermo, ma dopo la curva in lontananza davanti a me vedo un runner, mi giro prima di chiudermi la curva alle spalle e vedo un altro runner, ci sono è la strada giusta! Andiamo!!!. Guardo a terra sono su una strada ghiaiata, c'era caldo e il sole, ma avevo acqua fresca, questo mi rassicurava, passa una macchina ne respiro la polvere, alla sinistra vedo quelle casette dei pescatori, ad un certo punto un forte odore di smog... un signore stava tagliando l'erba (penso all'odore dell'erba tagliata... l'equivalente alle nostre grida di dolore), proseguo con un eccellente passo, bevo e proseguo entriamo in una pineta ma breve si esce di nuovo sotto al sole, poi un'altra pineta, diciamo un'immensa pineta... Era il Parco Regionale del Delta del Po, non finiva più... Ero completamente solo, la sfida era tra me e la natura, mi guardo in torno e vedo i magnifici raggi di sole che illuminano il verde delle foglie, qualche divertente tratto di fango... Ma proprio in mezzo al parco dal nulla spunta un grande guerriero alto due metri con verde maglia e la falcata di un cavallo, mentre mi chiedo quanto ancora fosse lunga questa pineta cerco di bere l'energy gel (con caffeina maltodestrine e vitamina C) in corsa, non riesco... per spremerlo sono costretto a fermarmi, appena mi fermo tre grosse zanzare mi assaltano alle spalle, sento un leggero pizzicore come per scappare incomincio subito a correre consapevole che la mente in corsa non conosce prurito, scuoto la borraccia, sento che rimane un goccio d'acqua che mi bevo non appena vedo in lontananza il punto di ristoro.
Al ristoro mi stavano versando del te nella borraccia... rifiuto, chiedo solo acqua, mi faccio furbo bevo poi riempio di nuovo la borraccia, riparto al volo mangio un'altra barretta di gelatina gusto arancio, di nuovo sotto al sole, questa volta più intenso, il caldo, la ghiaia, mi sveglio e mi chiedo dove sono e cosa sto facendo, ammiro e apprezzo il panorama meravigliato come se fossi entrato dentro al corpo arrivando riposato da un tempo lontano un tempo passato. Era la stanchezza che incominciava veramente a farsi sentire, mi superano delle guerriere senza borraccia senza niente!!! (mi chiedo come facciano). Arrivo all'Idrovera di Bevanella la riconosco perché c'ero già stato in passato nelle prime lunghe camminate degli anni precedenti, la supero... il terreno sconnesso rallenta le caviglia e assorbe energie sento l'esigenza di fermarmi ma proseguo per un altro tratto e purtroppo mi fermo, incomincio a camminare qualche passo... recupero le energie, ricordo di aver rimasto una barretta alla gelatina, riprendo a correre, arrivo in pineta, ombra e fresco e tanta gente, ampio percorso e nuove energie, finalmente la mente si motiva e questa volta è arrabbiata incomincio a correre più forte, nuovi pensieri che mi caricano, incomincia un respiro diverso quasi incontrollato come un singhiozzo aumento... Aumento il passo, io sono veloce... supero gruppi di runners e una guerriera che mi aveva superato poco prima... Riconoscevo il luogo, aumento ancora, più veloce! Sei più veloce di cosi... sapevo dove mi trovavo... mi sentivo a casa... mi sentivo vicino al traguardo, arrivo in fondo alla pineta con l'ultimo goccio d'acqua, mangio l'ultima barretta alla gelatina aspetto di trovare un bidone per liberarmi della plastica accumulata, vedo l'indicatore del percorso seduto beato in una sedia gli chiedo quando il prossimo ristoro mi dice: duecento metri, sicuro bevo l'ultimo sorso d'acqua.
Il ristoro si trovava in centro a Lido di Classe, arrivo chiedo l'acqua al volo, la signora faceva altro, riempio io la borraccia, bevo, me la rovescio in testa, la riempio di nuovo e riparto in velocità arrivo veloce sul rivale, di nuovo sabbia e salita che distrugge le ultime forze, arrivo in cima... Mi gira la testa! Un signore mi guarda e mi dice: Sei a Lido di Savio! Cammino un po per riprendermi, dieci metri, riparto! Rivale stretto persone nel mezzo, irritazione facile, alcuni mi lasciano passare, altri mi fanno passare per le erbacce, esco in strada, vigile, rientro nel rivale dopo il canale, di nuovo stradina stretta due donne mi vedono si accostano lasciandomi il percorso libero, arrivo nella piccola discesa sempre ghiaiata, vedo due Nordik Walker... Gli urlo: NEL MEZZO, non... non mi sentono... a breve distanza gli dico esausto: Passo nel mezzo!!! Fantastico mi aprono la strada, proseguo esausto, guardo in terra vedo bottigliette di integratori, arrivo in fondo fino alla curva e mi fermo... cammino un po!!! Un runner vestito di nero mi supera, giro la curva il sole, faceva caldo... molto caldo, camminavo, ma sapevo che dovevo ripartire, sei quasi arrivato!!! dai... ce la puoi ancora fare riparti... riparti!!! Riesco a ripartire, si sto correndo ancora... ci sono, arrivo all'asfalto, tanta sete, solo il solito goccio d'acqua che genera quella irresistibile tentazione di berlo e questa volta lo bevo! Rimango senza acqua! non mi interessa, continuo a correre, davanti allo Stork (tra Lido di Savio e Milano Marittima) Il "guerriero nero" che mi aveva superato poco prima camminava zoppicando, ci penso ma non trovo la forza per fargli coraggio, proseguo arrivando all'incrocio, chiedo al segnalatore del percorso a quanto il prossimo ristoro, mi dice all'ingresso della pineta, felice della notizia proseguo arrivo al ristoro riempio la borraccia, bevo, mi butto tantissima acqua in testa riempio la borraccia bevo di nuovo la riempio di nuovo e butto l'occhio sul tavolo, questa volta oltre ai biscotti e le banane c'era il limone e l'arancia tagliata (pronta da mangiare) ne succhio quattro spicchi, buonissime e fresche mi fermo, non ne mangio altre perché ho paura di stare male (mai mangiato arance in allenamento) il tempo di chiedere dove buttare le scorze, mentre riparto una runner stava arrivando urlando... Eravamo distrutti!!! Parto, mi sento rigenerato, non so cosa era... l'acqua fresca, il succo d'arancia o la pineta che conoscevo bene dopo lunghi allenamenti estivi, mi sentivo una nuova energia, aumento il passo, raggiungo qualche runner lo supero... cerco l'economia dei movimenti riducendo gli spostamenti in curva, ero quasi arrivato a Cervia quando decido di mangiare la barretta proteica al caramello, la apro in corsa era tutta sciolta, mela infilo tutta in bocca e mi sporco tutto di crema marrone anche la borraccia, tengo in mano la carta tutta sporca trovo un bidone la butto, per fortuna arrivo alla meravigliosa fontana, mi lavo e ci butto la testa sotto, riparto... Seconda pineta, aumento ancora il passo, supero altri runners e recupero forze pensando che (la fatica non esiste... è solo uno stato mentale). A passo sostenuto, arrivo verso la fine, respiro grosso, qualche verso di dolore, affronto le scale del cavalcavia che mi fanno venire mal di schiena, un po piegato riesco a superare un altro guerriero poco prima dell'arrivo.
Finalmente giro la curva davanti al parco... sono al parcheggio delle Terme di Cervia... Sto vedendo il traguardo, ci sono, sono alle terme... sono al traguardo... INCREDIBILE... supero il traguardo sento un "Beep" C'E L'HO FATTA!!!
Mentre arrivo... al volo... mi danno il biglietto per il bagno alle terme, mi fermo, bevo i sali del ristoro, corro al pullman, il mio Zaino non c'era, chiedo all'autista (facendo fatica a parlare), mi dice che li avevano scaricati vicino all'arrivo torno all'arrivo vedo il mio zaino, tranquillo mi siedo in una panchina, mentre incomincio a sentire un possibile crampo, corro di nuovo al ristoro mangio sette/otto pezzi di banana e bevo nove bicchieri di sali! Recuperato le energie mi inchiacchiero, parlo con la signora che aveva urlato e mi dice che voleva e stava per mollare, porto il chip mi danno il pacco gara, mangio la pasta offerta, mi riprendo mentalmente, le organizzatrici mi chiedono come mi sono trovato facciamo qualche chiacchiera e una foto, tempo per il bagno alle terme cera e non c'era per via della preoccupazione di perdere di nuovo il Pullman per Punta Marina che questa volta partiva alle 14:00. Mi confronto con una coppia di Nordik Walker fino all'arrivo del pullman e la signora che ha urlato gli chiedo quale è stato il pensiero che l'ha fatta continuare a correre e mi confida che non ha mollato perché se diceva... al suo gruppo che si era fatta male... avrebbe mentito solo a se stessa! A... mentre mangiavo ho visto una Runner vomitare. Al ritorno il pullman era pieno, tutto il ritorno in piedi. Arrivo scendo raggiungo la macchina e parto per casa!

É stato bellissimo partecipare a questa gara, mentre bevevo i sali un Runner mi ha detto che era stato alla maratona di New York ma che non era stata dura come l'Off-Road di Ra-Mi.Ma.

Ma la natura è meravigliosa e noi l'abbiamo percorsa tutta quanta senza mollare anche nei momenti più difficili, uno stato di gratificazione c'era nello sguardo di chi raggiungeva il traguardo, primo o ultimo che sia.

Mentre correvo e mi trovavo in difficoltà, un fantastico pensiero si è generato nella mente: nella corsa come nella vita, gli obiettivi che ci prefissiamo focalizzano le nostre forze per farceli raggiungere per quanto difficili e irraggiungibili essi siano. Uno speciale grazie non solo per lo splendido sorriso delle organizzatrici, ma anche per tutta l'organizzazione in generale... Siete stati fantastici, Grazie veramente Trail Romagna.


Dimenticavo... Questa è la mia prima gara!!!

Grazie per aver letto il mio diario di viaggio.