Pietà

Giovanni Bellini: 1463 ca

"Mentre la forma plastica di Mantegna ha la levigatezza del marmo, quasi in una ricerca ideale d'una materia incorruttibile e fuori dal tempo, la superficie pittorica belliniana è frazionata in una successione di trattini paralleli...Tale metodica accentua la vitalità interna, quasi molecolare, della luce affiorante dal colore". Così scrive il critico contemporaneo Rodolfo Pallucchini: infatti, nell'opera, Bellini attua un primo distaccamento dalla pittura di Andrea Mantegna, benché ne mantenga la durezza scultorea, che a sua volta era stata ispirata da Donatello. Nella Pietà si intensificano i sentimenti umani, che traspaiono dai volti e dai gesti dei personaggi. Tale estremo pathos deriva sicuramente dall'arte fiamminga, come anche il paesaggio che si apre alle spalle della Madonna, ricco di minuti particolari. Cristo si abbandona completamente inerme alle braccia della madre e di San Giovanni, che lo accolgono con sguardi tristi e pieni di dolore.